Vittoria del nostro Studio: L’Agenzia delle Entrate non può domandare il pagamento dell’ICI dopo 5 anni

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Attenzione, nulla è dovuto all’Agenzia delle Entrate se vi è stato decorso della prescrizione quinquennale.

Questo è l’esito del giudizio svolto dinnanzi la Commissione Tributaria Provinciale di Latina, dinnanzi la quale il nostro Studio ha assistito una impresa di Gaeta che aveva ricevuto un atto di intimazione di pagamento.

Con la Sentenza n. 1194/2018, la Commissione Tributaria di Latina ha dichiarato che nulla è dovuto all’Agenzia delle Entrate ed al Comune di Gaeta a fronte dei 104.000,00 euro richiesti per l’ICI – IMU.

Difatti, il credito per questi tributi si prescrive in 5 anni ai sensi dell’art. 2948 c.c., se il fisco non si attiva e non prova di aver svolto attività interruttive della prescrizione, a nulla rilevando il fatto che l’impresa non abbia presentato opposizione alla cartella esattoriale.

La tesi accolta dalla Commissione Tributaria di Latina, del resto, è la medesima già sposata dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza 23397/2016, secondo cui devono valere due principi di diritto:

1) “la scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all’art. 24, comma 5, del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale secondo l’art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 cod. civ. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l’avviso di addebito dell’INPS, che dal 1° gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto (art. 30 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge n. 122 del 2010)“;

2) “è di applicazione generale il principio secondo il quale la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito ma non determina anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 cod. civ. Tale principio, pertanto, si applica con riguardo a tutti gli atti – comunque denominati – di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via. Con la conseguenza che, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, non consente di fare applicazione dell’art. 2953 cod. civ., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo“.

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