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Vittoria del nostro Studio: L’Agenzia delle Entrate non può domandare il pagamento dell’ICI dopo 5 anni

Hai ricevuto un atto proveniente dall’Agenzia delle Entrate e cerchi un avvocato a Roma o Milano che si occupi di diritto tributario?

Che cos’è l’IMU?

L’imposta municipale sugli immobili è una delle imposte più odiate dagli italiani

E’ l’imposta che colpisce le seconde, terze e quarte case, con importi crescenti e spesso estremamente gravosi per il proprietario.

Per le imprese proprietarie di immobili è anche in parte indetraibile ed indeducibile, anche se questa situazione è in corso di soluzione.

Colpendo gli immobili, ed essendo un’imposta comunale, i Comuni procedono facilmente all’accertamento sulla base dei dati catastali, e di solito iscrivono a ruolo le somme e notificano le cartelle in tempo per ottenere il pagamento.

Dopo quanti anni si prescrive il diritto dell’AER a domandare il pagamento dell’IMU?

Attenzione, nulla è dovuto all’Agenzia delle Entrate se vi è stato decorso della prescrizione quinquennale.

Difatti, il credito per questi tributi si prescrive in 5 anni ai sensi dell’art. 2948 c.c., se il fisco non si attiva e non prova di aver svolto attività interruttive della prescrizione, a nulla rilevando il fatto che l’impresa non abbia presentato opposizione alla cartella esattoriale.

Il caso seguito dal nostro studio in materia di IMU

Questo è l’esito del giudizio svolto dinnanzi la Commissione Tributaria Provinciale di Latina, dinnanzi la quale il nostro Studio ha assistito una impresa di Gaeta che aveva ricevuto un atto di intimazione di pagamento.

Con la Sentenza n. 1194/2018, la Commissione Tributaria di Latina ha dichiarato che nulla è dovuto all’Agenzia delle Entrate ed al Comune di Gaeta a fronte dei 104.000,00 euro richiesti per l’ICI – IMU.

Perchè l’intimazione di pagamento inviata al nostro cliente riguardava un credito prescritto?

La tesi accolta dalla Commissione Tributaria di Latina è la medesima già sposata dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza 23397/2016, secondo cui devono valere due principi di diritto.

Perchè la Commissione Tributaria ha accolto il ricorso presentato dal nostro cliente per l’IMU prescritta

1) “la scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all’art. 24, comma 5, del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale secondo l’art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 cod. civ.

Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato.

Lo stesso vale per l’avviso di addebito dell’INPS, che dal 1° gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto (art. 30 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge n. 122 del 2010)”;

La notifica della cartella esattoriale non determina la conversione del termine di prescrizione da 5 a 10 anni

2) “è di applicazione generale il principio secondo il quale la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito.

Ma ciònon determina anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 cod. civ.

Tale principio, pertanto, si applica con riguardo a tutti gli atti – comunque denominati – di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via.

Qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, non consente di fare applicazione dell’art. 2953 cod. civ.

Ciò tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo“.

Se cerchi un avvocato che si occupi di cause contro l’INPS o l’Agenzia delle Entrate, leggi la nostra guida al cittadino o contattaci scrivendo un’email o un messaggio whatsapp accedendo al sito da smartphone.

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