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Roma Capitale non risponde alla domanda di affrancazione? Ricorri al TAR

Roma Capitale non risponde alla domanda di affrancazione? Ricorri al TAR per ottenere l’affrancazione tramite un avvocato o uno studio legale a Roma.

Se sei proprietario di un immobile di edilizia convenzionata e hai presentato domanda di affrancazione dal vincolo di prezzo massimo di cessione al IX Dipartimento di Roma Capitale?

Probabilmente stai aspettando da oltre due anni che Roma Capitale lavori la tua pratica, ti fornisca i conteggi per pagare l’affrancazione e poi ti convochi dal Notaio per stipulare l’atto.

Come ottenere il provvedimento di affrancazione in tempi brevi?

L’attesa può finire in pochi mesi se presenti ricorso al TAR Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio contro il silenzio inadempimento dell’amministrazione.

Infatti Roma Capitale, ai sensi della Delibera 40/2016 ha espressamente previsto che il procedimento di affrancazione debba durare al massimo 180 giorni.

Decorsi 180 giorni, si è formato il cosiddetto “silenzio inadempimento”.

Dopo il silenzio inadempimento puoi rivolgerti al TAR per ottenere la nomina di un Commissario ad Acta.

Il Commissario ad Acta, rilevato il silenzio inadempimento provvederà a sostituirsi a Roma Capitale:

  1. nella formulazione dei conteggi per l’affrancazione dal vincolo di prezzo massimo di cessione e locazione;
  2. nello svolgimento delle attività successive, che si dovranno concludere entro 60 giorni.

Sono già numerose le sentenze del TAR del Lazio che affermano questo principio.

Per tutto quanto detto, se vuoi finalmente sbloccare la tua pratica di affrancazione, o hai un altro problema con in vincolo di prezzo massimo di cessione leggi la nostra guida o contattaci per una consulenza senza impegno.

2 commenti su “Roma Capitale non risponde alla domanda di affrancazione? Ricorri al TAR”

  1. Buongiorno, Ho un appartamento in zona Porta di Roma che insiste sul PDZ 6 – Valmelaina.

    In linea di principio, secondo quanto pubblicato nel sito del Comune di Roma per la Trasformazione del diritto di superficie e dalle info trascritte nel mio rogito di 35 anni fa, dovrebbe essere possibile richiedere la “Trasformazione”. Questo in teoria, in quanto la Trasformazione non viene più lavorata dal 2016.

    Comportamenti sanzionabili ai sensi del comma 2 dell’art. 328 del C.P. che così recita: “Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino ad euro 1.032,00. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa”.

    Personalmente ho provato più volte a convincere il Comune di Roma a portare a termine la procedura di Trasformazione, (siamo una cordata di ben 11 condomini proprietari, interessati a trasformare) secondo la Legge (in particolare il comma 46 dell’art. 31 della legge 448/1998) ed anche secondo l’unico schema di Atto di Trasformazione, al momento, approvato da una Deliberazione del Comune di Roma (la n. 54/2003), l’atto di Trasformazione da Diritto di Superficie a Diritto di Proprietà, avendo una durata prefissata di 20 anni a partire dall’originario Atto di concessione in Diritto di Superficie (nel mio/nostro caso 1982), renderà l’appartamento libero da tutti i vincoli fin dal 2002.

    Dunque, volevo chiederle, se anche per la Trasformazione, procedura sospesa dal Comune di Roma, si può ricorrere al Tar o è necessaria una diversa azione mirata.

    Sono XXXXXXX Francesco
    Il mio recapito telefonico è XXXXXXXX
    La mia mail [email protected]

    Rimango in attesa di un Suo gradito riscontro e/o appuntamento

    Cordiali saluti
    Francesco XXXXXXX

  2. Buon giorno
    Dovendo vendere il mio immobile con diritto di superfice in zona porte di Roma immobile comprato nel 2005 , ho fatto richiesta di estinzione al comune di Roma del diritto di superfice nel 2018, e a tutt’oggi non ho risposte.
    Dovendo io vendere l’immobile ,l’agg.immob. che sta seguendo la vendita mi garantisce che in 12 mesi massimo si ottiene l’affrancazione, gli acquirenti mi chiedono che se non arriva l’affrancazione entro il 13′ mese dal compromesso , di poter entrare nell’immobile per poi fare il rogito ad avvenuta affrancazione .
    premetto che dovranno accendere un mutuo di 200000€ dando un acconto al compromesso di 50000€.
    Domanda :
    Quali rischi corro io ha far entrare nel mio immobile i promittenti compratori anticipatamente al rogito?
    ,e se ci sono, quali garanzie debbo chiedere nel caso la banca gli rifiutasse il mutuo?
    Vi rigrazio anticipatamente
    Luigi

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