PHISHING E TRUFFE

Le truffe con i bonifici bancari

Hai subito dei bonifici fraudolenti?

Se cerchi un avvocato cassazionista o uno studio legale a Roma per la tua pratica di diritto bancario continua a leggere.

Sei erede e il tuo caro prima di morire ha subito un danno da parte di una banca? 

Truffa con bonifico: come può avvenire?

Le truffe con bonifico bancario possono avvenire in diversi modi:

1. Phishing: gli truffatori inviano email o messaggi falsi che sembrano provenire da istituti bancari, chiedendo informazioni personali o di effettuare bonifici su account fraudolenti.

2. Manipolazione del conto: i truffatori possono ottenere accesso al conto di una persona e modificare i dettagli del beneficiario o il valore del bonifico per indirizzarlo verso il loro account.

3. Vendite online false: i truffatori possono promuovere prodotti o servizi online a prezzi convenienti, chiedendo ai potenziali acquirenti di effettuare un bonifico per poi scomparire senza consegnare nulla.

4. Falsi investimenti: offrono opportunità di investimento con rendimenti elevati, richiedendo un bonifico per garantire la partecipazione, ma i soldi vengono dirottati verso gli account dei truffatori.

5. Bonifici fraudolenti da vittime inconsapevoli: i truffatori ingannano le persone affinché effettuino bonifici su account fraudolenti, ad esempio facendo credere di aver vinto un premio o di dover pagare una multa.

6. Frode dei fornitori: i truffatori si fanno passare per fornitori o imprese legittime e chiedono ai clienti di effettuare bonifici su account controllati dai truffatori anziché sui conti aziendali.

7. Bonifici dirottati: i truffatori intercettano o modificano i dettagli di un bonifico in uscita, dirottando i fondi verso i loro account.

8. Account compromessi: se l’account bancario di una persona viene compromesso, i truffatori possono utilizzarlo per effettuare bonifici fraudolenti senza il consenso del proprietario.

Ricorda sempre di prestare attenzione ai dettagli del bonifico, verificare l’autenticità delle comunicazioni bancarie e mantenere aggiornate le misure di sicurezza per proteggerti dalle truffe finanziarie.

Sei vittima di un bonifico fraudolento disposto dal tuo conto corrente bancario o postale?

Sempre più attuale il tema dei bonifici fraudolenti, ovvero quelli non disposti dal titolare del conto.

L’intermediario deve provare di aver assolto ai propri doveri di diligenza, esibendo i LOG delle operazioni e gli indirizzi IP da cui sono avvenute le operazioni fraudolente, o anche:

  1. gli SMS o email di conferma con codice OTP One Time Password;
  2. l’avvenuto inserimento del PIN Device;
  3. la registrazione dell’operazione Face ID o Touch ID.

Se non lo fa deve risarcire il danno prodotto al cliente.

Nell’ipotesi di errore sul codice IBAN attenzione, perchè dall’entrata in vigore del d.lgs. 11/2020 la Banca non ha più l’obbligo di controllare la corrispondenza tra l’iban del beneficiario ed il suo nome: se la banca ha eseguito il bonifico sull’Iban indicato dal cliente, non deve risarcire il danno.

Neanche la banca del destinatario-beneficiario del bonifico deve risarcire il danno prodotto, come chiarito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza C-245/2018 del 21/3/19.

Sei un coerede e vuoi far valere la tua pretesa creditoria nei confronti di una banca o di un Intermediario finanziario?

La persona di cui sei erede ha subito, prima del decesso: bonifici fraudolenti, addebiti sulla carta di credito o bancomat?

Secondo quanto recentemente affermato dall’ABF con la decisione N. 5972 del 01 aprile 2020:

 non può ritenersi fondata la tesi difensiva dell’intermediario, secondo la quale la scelta di sostituire, per i propri clienti, il sistema fisico di autenticazione (cd. token) con l’OTP virtuale generato tramite telefono cellulare sarebbe stata imposta dalla nuova normativa (PSD2) e quindi si rivelerebbe, per ciò solo, adeguata ed efficace.

E’ chiaro infatti che gli obblighi di sicurezza in capo all’intermediario non si esauriscono nel rispetto della direttiva PSD2 (direttiva UE 2015/2366, recepita all’interno del D.lgs. 11/2010), ma si estendono a tutti quegli adempimenti adeguati e necessari che fanno capo alla banca quale soggetto professionale ed imprenditoriale tenuto alla diligenza qualificata ai sensi dell’art. 1176, comma II c.c.

Quali sono le frodi più frequenti in materia di servizi di pagamento e bonifici bancari?

Le frodi più frequenti in materia di servizi di pagamento sono:

  • il phishing: evitabile dal cliente con la dovuta diligenza;
  • il c.d. man in the browser, in cui, attraverso un software particolarmente insidioso, si realizza l’interposizione fraudolenta di un terzo tra il sistema centrale dell’intermediario e quello del singolo utente, mentre il cliente ritiene di operare all’interno del circuito operativo dell’intermediario;
  • le Business Email Compromisè, in cui gli hacker sostituiscono l’Iban del beneficiario contenuto all’interno di una email molto attendibile.

In tali casi, si esclude l’imputabilità all’utilizzatore di qualsivoglia profilo di colpa grave, e il cliente è tenuto indenne delle perdite subite, al netto della franchigia di cui all’art. 12 comma 3 D. lgs. 11/2010 eventualmente prevista.

BEC – Business Email Compromisè?

Si parla di BEC o Business Email Compromisè, per descrivere quella truffain cui gli hacker sostituiscono l’Iban del beneficiario contenuto all’interno di una email molto attendibile.

Gli hacker infatti riescono a inserirsi all’interno delle strutture di pagamento di grandi aziende o pubbliche amministrazioni, indicando un Iban che tuttavia non è riferibile a chi deve ricevere il pagamento.

Considerato che in caso di contraddizioni tra Iban e dati dell’intestatario del conto, ormai, prevale l’iban, con la truffa del Business Email Compromisè i truffatori riescono a farsi accreditare ingentissime somme sui propri conti correnti, o sui conti correnti dei cd. Muli, terzi consapevoli o inconsapevoli, titolari del conto dove le somme transitano per brevissimo tempo, prima di giungere a destinazione al sicuro all’estero (per i truffatori).

Spesso le vittime sono eccellenti, ad esempio risulta caduta nella truffa la squadra di Calcio S.S. Lazio, la quale avrebbe pagato 2 milioni di euro ai truffatori invece che al Feyenoord in conseguenza di una operazione di BEC.

Cosa fare in caso di furti si somme sui conti correnti o altre operazioni fraudolente a danno dei defunti?

Se la banca non ha adottato tutte le cautele del caso, devi essere risarcito per la perdita subita.

Allora devi sapere che puoi pretendere l’intero credito del de cuius nei confronti dell’Istituto di Credito, senza coinvolgere necessariamente gli altri eredi nel ricorso. In qualità di erede, puoi rivolgerti ad un avvocato per ottenere il risarcimento di quanto spettante al defunto, senza coinvolgere gli altri eredi.

Il 20 dicembre 2018 il Collegio di Coordinamento dell’ABF Arbitro Bancario Finanziario si è pronunciato in merito ad una questione del tutto analoga a quanto abbiamo già detto con riferimento alla pari facoltà di rimborso dei buoni fruttiferi postali.

Nello specifico il ricorso è stato presentato nei confronti di un Intermediario finanziario in quanto quest’ultimo si è opposto alla richiesta di rimborso di somme che l’erede avrebbe voluto prelevare.

Difatti il titolare, in seguito deceduto, ha subito il furto della propria Carta Bancomat con la quale sono stati poi effettuati dei prelievi.

Si rivolgono pertanto, gli eredi del de cuius, nei confronti dell’Intermediario resistente per ottenere il rimborso di tali somme.

Tuttavia, l’Istituto di credito ha contestato:

  • In via pregiudiziale: il difetto di legittimazione attiva dei ricorrenti poiché questi ultimi non erano gli unici eredi del de cuius. Parte resistente richiama a questo proposito precedenti decisioni ABF con le quali, in situazioni analoghe, i Collegi territoriali sancivano il difetto di legittimazione attiva dei ricorrenti in assenza di una domanda presentata da tutti i coeredi.
  • Nel merito: l’Intermediario eccepisce la colpa grave dell’utilizzatore, e quindi l’esistenza di un motivo tale da impedire in ogni caso il rimborso.

Tutti gli eredi devono chiedere il risarcimento del danno o basta un solo coerede?

Il Collegio di coordinamento, nel pervenire alla soluzione del caso di specie, richiama due precedenti pronunce della Corte di Cassazione (sentenza n. 24657/2007 e ordinanza n. 27417 del 20/11/2017) ed enuncia il seguente principio di diritto:

Il singolo coerede è legittimato a far valere davanti all’ABF il credito del de cuius caduto in successione sia limitatamente alla propria quota, sia per l’intero.

Ciò senza che l’intermediario resistente possa eccepire l’inammissibilità del ricorso deducendo la necessità del litisconsorzio né richiedere la chiamata in causa degli altri coeredi.

Il pagamento compiuto dall’intermediario resistente a mani del coerede ricorrente avrà efficacia liberatoria anche nei confronti dei coeredi che non hanno agito, i quali potranno far valere le proprie ragioni solo nei confronti del medesimo ricorrente”. 

Inoltre, per ciò che concerne le controversie instaurate dinanzi all’ABF quest’ultimo precisa che:

Alla luce di queste considerazioni, ritiene questo Collegio di dover confermare l’adesione di quelli territoriali al consolidato e ben argomentato indirizzo della Suprema Corte che afferma che il credito del dante causa caduto in successione viene ad essere parte della comunione ereditaria e non si divide automaticamente tra i coeredi”.

Cosa deve provare la banca per non dover risarcire il cliente?

L’intermediario deve provare di aver assolto ai propri doveri di diligenza, esibendo i LOG delle operazioni e gli indirizzi IP da cui sono avvenute le operazioni fraudolente, o gli SMS o email di conferma o ancora l’avvenuto inserimento del PIN.

Sempre il Collegio di Coordinamento, nell’accogliere il ricorso degli eredi, ritiene (nel merito) che:

“l’intermediario non ha fornito elementi di prova atti a dimostrare una grave negligenza del de cuius, titolare della carta, nella custodia della carta stessa e del relativo PIN, come avrebbe dovuto fare a norma dell’art. 12 del citato d.lgs. n. 11/2010”.

In conclusione, ordina all’Istituto di credito la corresponsione delle somme prelevate illegittimamente dal conto del de cuius.

I casi di cui ci siamo occupati all’ABF in materia di frodi su bonifici

Abbiamo recentemente assistito un’impresa che ha subito l’addebito di circa 10 mila euro in modo fraudolento.

La banca nel difendersi ha prodotto una documentazione insufficiente al fine di provare la sua diligenza, e difatti come affermato dall’Arbitro:

“il Collegio osserva che da tale tabulato, nel quale per vero non sono indicati gli importi, risulta comunque comprovata l’effettuazione di n. 25 operazioni di pagamento (XPS PAGAMENTI), sulle 53 registrazioni presenti, mentre nell’elenco dei bonifici effettuati in pari data e prodotto dalla stessa Banca resistente risulta che tali operazioni sono in numero di 27”.

dal tabulato non risulta neppure possibile evincere in alcun modo la validazione dell’OTP, fornita dal token né avere la certezza che tutte le 27 operazioni di bonifico addebitate alla ricorrente siano state disposte dallo stesso indirizzo IP utilizzato dalla ricorrente prima e dopo l’operazione contestata.

Mancando quindi all’appello due operazioni, è verosimile che si tratti dei due bonifici disconosciuti dalla ricorrente, per uno solo dei quali non è stato possibile lo storno e che è oggetto della presente controversia.

L’ABF di Palermo ha così condannato la banca a risarcire il cliente con la restituzione del bonifico in questione.

Se anche tu ritieni, in quanto coerede, di vantare un credito risarcitorio nei confronti di una banca per un illecito prelievo sui conti correnti, per addebiti fraudolenti sulla carta di credito o ancora per dei bonifici disconosciuti, hai diritto a fare ricorso e ad essere risarcito anche senza coinvolgere gli altri eredi.

Se invece hai subito una modifica unilaterale dei contratti bancari da parte della banca, leggi questo nostro post.

Ancora, se invece il defunto ha subito un danno per via di investimenti sbagliati, non dovrai rivolgerti all’ABF ma all’ACF Arbitro Controversie Finanziarie della Consob.

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