rateizzazione equitalia

La rateizzazione Equitalia

Quando è possibile rateizzare i debiti Equitalia

Hai trovato un avviso nella cassetta della posta e si parla di atto giudiziario o c’è un Riferimento all’Equitalia, oggi Agenzia Entrate Riscossione?

Quando scopri di avere un debito con l’Agenzia Entrate Riscossione, devi valutare in brevissimo tempo come comportarti, in quanto i termini per impugnare le cartelle esattoriali sono molto brevi.

Dove non sia possibile impugnare l’atto che hai ricevuto e tu voglia evitare un pignoramento, allora sei sulla pagina giusta per capire cosa fare con l’aiuto di un avvocato che si occupi di debiti con i fisco.

Il debito equitalia può infatti quasi sempre essere rateizzato, tramite le apposite procedure previste dalla legge e ben spiegate sul sito dell’Agenzia Entrate Riscossione.

Solo fino al 30/4/2022 è possibile rateizzare nuovamente anche le cartelle per le quali si è decaduti da una precedente domanda di rateizzazione.

Rateizzazioni Agenzia Riscossione sopra e sotto i 60 mila euro

La prima differenza attiene ai debiti superiori o inferiori ai 60.000,00 euro.

Per i debiti sotto i 60 mila euro la rateizzazione in 6 anni (72 rate) può essere richiesta senza documentare la situazione di difficoltà economica.

Per i debiti sopra i 60 mila euro occorre documentare la situazione di difficoltà economica.

Al ricorrere di determinate condizioni, è possibile chiedere il piano di rateizzazione straordinaria, in 120 rate, ovvero in 10 anni.

La procedura di rateizzazione con Equitalia

La procura di rateizzazione equitalia è semplice e non richiedere l’intervento di un avvocato.

Puoi infatti richiedere la rateizzazione online o attraverso una pec, compilando i semplicissimi moduli presenti sul sito dell’Agenzia Riscossione.

Dopo la domanda in qualche giorno riceverai la risposta, che conterrà:

  1. l’accoglimento della domanda di rateizzazione con i bollettini di pagamento per il primo periodo;
  2. il preavviso di rigetto della domanda di rateizzazione, con la possibilità di replicare entro 10 giorni.

La rateizzazione con l’Agenzia delle Entrate

A volte la rateizzazione può essere richiesta all’Agenzia delle Entrate, dopo un accertamento o un controllo formale, e prima della notifica della cartella esattoriale.

In questi casi le rateizzazioni vengono concesse dall’Agenzia delle Entrate in:

  • massimo 8 rate, se il debito è sotto i 5000 euro;
  • massimo 20 rate, se il debito è sopra i 5001 euro.

La rateizzazione prevede il pagamento degli interessi, attualmente previsti nel 3,5% annuo.

Si decade dalla rateizzazione se non si paga una rata nel termine di pagamento della rata successiva e nelle altre ipotesi previste dalla normativa.

Dopo la decadenza dalla rateizzazione, viene inviata la cartella esattoriale e il debito passa ad Equitalia per il recupero del credito.

La rateizzazione delle somme oggetto di rottamazione

Chi ha aderito alla rottamazione TER, al “Saldo e stralcio” e alla “Rottamazione delle risorse proprie UE “, ma non ha pagato le rate del 2020 e 2021, è rimesso in termini per il pagamento nel 2022.

Chi non ha pagato le rate del 2019 invece non è riammesso alla rottamazione con Equitalia.

Significa che si può salvare la rottamazione con i relativi benefici in termini di importi da versare all’Agenzia Riscossione.

In alternativa, ove gli importi da pagare in pochi mesi nel 2022 rendano impossibile la rottamazione, questi stessi importi (senza sconti) possono essere oggetto di rateizzazione in 72 o 120 rate, se ne ricorrono i presupposti.

Attenzione, la possibilità di rateizzare le somme rottamate e per le quali c’è stata decadenza vale solo fino al 30/4/2022 (questo articolo è aggiornato al 16/4/2022).

Il rigetto della rateizzazione Agenzia Entrate Riscossione

Il motivo più comune che determina il rigetto della domanda di rateizzazione è rappresentato dalla decadenza dalla precedente rateizzazione concessa (o dalle rate della rottamazione).

E difatti, di fronte alla decadenza da precedente piano rate, una nuova rateizzazione non può essere concessa, se prima non si versano le rate scadute del precedente piano rate (solo fino al 30/4/2022 è possibile la rateizzazione anche senza pagare le precedenti rate oggetto di decadenza).

In alcuni casi è possibile essere rimessi in termine per il pagamento del precedente piano rate, dove ad esempio la decadenza sia avvenuta durante il periodo di emergenza covid, ma la normativa è cambiata diverse volte e i casi sono difficili da spiegare (occorre guardare al numero di rate scadute ed al periodo in cui ciò è successo).

Il rigetto può essere impugnato dove l’Agenzia Riscossione si sbagli, instaurando un giudizio diretto ad affermare con sentenza il diritto del contribuente alla rottamazione.

Come impugnare il rigetto della rateizzazione Agenzia Entrate Riscossione

Può essere necessario impugnare in commissione tributaria il rigetto della rateizzazione richiesta ad Equitalia.

Capita difatti che l’Agenzia Riscossione rigetti la richiesta di rateizzazione per motivi errati, o non comunichi il preavviso di rigetto.

In questi casi sussiste la giurisdizione delle commissioni tributarie a decidere se il rigetto della rateizzazione è legittimo o meno.

La giurisprudenza ha correttamente affermato che il diniego alla rateazione non è legittimo quando fondato sulle sole “Circolari” interne dell’Agenzia Riscossione, in quanto il beneficio della rateizzazione trova fondamento nella legge.

Non esiste un diritto alla rateizzazione, ma si tratta di un beneficio soggetto a decadenza come ogni altra agevolazione fiscale.

La rateizzazione dopo il blocco delle somme con la Verifica Inadempimenti

La verifica inadempimenti è l’obbligo per le pubbliche amministrazioni e per le società partecipate dal pubblico di verificare se ci sono debiti per cartelle esattoriali prima di pagare un fornitore.

E’ il procedimento previsto dall’art. 48 bis del  DPR 602/1973.

Dunque se il debito per cartelle supera 5 mila euro, la Pubblica Amministrazione blocca le somme e segnala all’Agenzia Riscossione che può procedere al pignoramento.

La presentazione della domanda di rateizzazione non blocca il vincolo sulle somme, e quindi la rateizzazione se richiesta potrà concessa al netto delle somme emerse dalla verifica inadempimenti.

La rateizzazione ed il blocco dei pignoramenti Equitalia

Dal momento della richiesta di rateizzazione non si bloccano automaticamente i pignoramenti Equitalia.

Ed infatti occorre che la rateizzazione sia approvata e che sia stata pagata la prima rata per bloccare i pignoramenti dell’Agenzia Entrate Riscossione.

L’estinzione riguarda anche i pignoramenti precedentemente notificati  ma solo ad alcune condizioni:

  1. è necessario che non si sia tenuto l’incanto con esito positivo;
  2. è necessario che non sia stata presentata istanza di assegnazione;
  3. è necessario che il terzo pignorato non abbia reso la dichiarazione positiva;
  4. è necessario che non sia stato emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Se invece impugnando una cartella esattoriale hai ottenuto un provvedimento di sospensione giudiziale dell’efficacia esecutiva della cartella, hai diritto a sospendere il pagamento delle rate previste nella tua rateizzazione Equitalia.

Problemi con le rateizzazioni Equitalia

In caso di problemi con le rateizzazioni, preoccupati quanto prima del tuo caso perche i tempi per impugnare gli atti sono molto stretti, ed in caso di ritardo rischi di pregiudicare la tua situazione.

Se cerchi uno studio legale che si occupi di rateizzazioni Agenzia Entrate Riscossione a Roma o a Milano, o uno studio legale per impugnare una cartella esattoriale a Roma, contattaci per una prima consulenza senza impegno, inviandoci copia scansionata dell’atto ricevuto dall’Agenzia Entrate Riscossione.


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