avvocato per assegni protestati

L’avvocato per le controversie in materia di assegni a Roma e Milano

Cosa fare in caso di assegno protestato, truffa su assegni o recupero del credito su assegno? Hai un problema con degli assegni e cerchi un avvocato o uno studio legale a Roma o Milano che si occupi di diritto bancario?

Ritieni che la tua Banca abbia effettuato in modo scorretto la levata di protesto su un assegno?

Se anche tu ritieni di aver subito un danno a seguito della levata di protesto su un assegno da parte del tuo Istituto di credito potresti ottenere un risarcimento per i danni cagionati dalla banca, ma prima forse avrai bisogno di un avvocato di diritto bancario.

Se infatti ritieni necessario uno studio legale per fare causa alla banca, o per ricorrere all’arbitro bancario finanziario, sul nostro sito forse potrai cominciare ad orientarti.

Che cos’è un assegno bancario o circolare?

Rispondere alla domanda “che cos’è un assegno” è molto più difficile che chiedere un libretto alla banca e firmarne uno.

E difatti manuali di diritto commerciale e sentenze ha detto moltissimo in argomento. Per semplificare al massimo l’assegno è quello strumento di pagamento con cui un cliente ordina alla propria banca di pagare un certo importo ad un’altra persona.

L’assegno può essere semplice, ovvero se non dico altro oltre “assegno” intendo assegno bancario. 

Altrimenti l’assegno può essere “circolare” quando il cliente ha vincolato la somma sottostante l’assegno presso la propria banca.

Le truffe con assegni circolari e le responsabilità della banca emittente e della banca incaricata della verifica per l’incasso

Piuttosto frequenti le frodi con gli assegni circolari, dove il cliente chiede alla propria banca di verificare la cosiddetta “bene emissione”.

Il Collegio di coordinamento dell’ABF  richiama l’art. 8, comma 7, lettere b), c), d) ed e) del Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70 e dei successivi regolamenti attuativi del MEF e della Banca d’Italia.

La norma la negoziazione in forma elettronica degli assegni bancari e circolari.

Ed infatti, in ragione delle novità intervenute, è stato avviato in sede ABI un progetto volto alla revisione delle regole interbancarie per il servizio di incasso degli assegni e allo sviluppo della procedura interbancaria denominata Check Image Truncation (CIT).

Tale procedura potrà essere utilizzata per presentare al pagamento gli assegni mediante scambio delle immagini. In vista dell’adozione della nuova procedura interbancaria, sono state inoltre definite specifiche regole che gli intermediari devono rispettare in fase di stampa degli assegni.

Tali regole mirano a facilitare il processo di digitalizzazione e di lettura automatica delle informazioni presenti sulla materialità e a contrastare il fenomeno delle frodi. Le stesse sono state comunicate con Circolare ABI Serie Tecnica n. 21 del 12 giugno 2014 e integrate con Circolare ABI Serie Tecnica n. 5 del 22 marzo 2016, a cui ha fatto riferimento l’intermediario B.

In particolare, ai fini che qui rilevano, si deve tener conto della circostanza che, tra i vari requisiti tecnici e presidi antifrode previsti dalle citate circolari, è stato previsto l’obbligo di apporre sui titoli di nuova emissione un QR CODE. Il Data Matrix, da inserire, è un codice bi-dimensionale il cui contenuto è leggibile in fase di acquisizione dell’immagine. E’ previsto che, sulla nuova materialità degli assegni, tutte le banche stampino un codice bidimensionale Data Matrix.

La procedura interbancaria denominata Check Image Truncation (CIT) è operativa solo dal 29 gennaio 2018 (con possibilità per gli intermediari di adeguarsi fino al 5 marzo 2018 – in qualità di emittenti – ed al 4 maggio 2018 – in qualità di negoziatori) ma la Circolare del 2016 ha previsto che l’obbligo di consegnare alla clientela assegni rispondenti ai nuovi standard, che – come si è detto – impongono l’apposizione del codice bidimensionale, decorra in via anticipata rispetto alla data di avvio della CIT e ha quindi disposto che “dal 1° luglio 2016 gli intermediari dovranno obbligatoriamente consegnare alla clientela solo materialità di assegni “a nuovo””.

L’assegno circolare presentato all’intermediario A non possedeva tale codice. Ciò avrebbe potuto esser riscontrato anche attraverso un mero esame visivo del titolo. L’anomalia avrebbe dovuto indurre l’intermediario A a mettere in atto tutte le cautele possibili e a non limitarsi ad effettuare una telefonata. L’intermediario avrebbe dovuto quanto meno ottenere una conferma scritta da parte della banca emittente o collocatrice e avrebbe dovuto altresì identificare con modalità più sicure il funzionario che forniva il bene emissione. L’intermediario A ha, dunque, agito con grave negligenza.

Il Collegio di coordinamento ritiene che, in caso di assegno circolare, la certificazione del bene emissione a cura dell’intermediario negoziatore sia sufficiente a ingenerare nel cliente un legittimo affidamento rispetto alla bontà dell’assegno e che quindi non vi sia concorso di colpa del cliente.

Tenuto conto del diverso grado di responsabilità dei due intermediari resistenti, il Collegio di coordinamento ritiene di dover condannare equitativamente l’intermediario A (banca negoziatrice) a corrispondere alla parte ricorrente la somma di euro 10.536,33 e l’intermediario B a corrispondere alla parte ricorrente l’importo di euro 5.300,00.

L’errore della banca nella conferma della “bene emissione” dell’assegno circolare per il pagamento di un orologio venduto dal cliente

L’arbitro bancario finanziario con decisione del Collegio di Coordinamento del 2020 ha affermato che:

“nel caso di vendita di un bene di cui il venditore si sia spogliato facendo legittimo affidamento sulla dichiarazione di bene emissione dell’assegno circolare, poi risultato falso, consegnatogli dall’acquirente in pagamento del prezzo, la banca negoziatrice che abbia ingenerato tale affidamento è tenuta al pagamento della somma corrispondente al valore facciale del titolo”.
Ne segue che l’intermediario A è tenuto a corrispondere al ricorrente la somma di euro 11.500,00.

L’ABF ha pertanto condannato la banca a risarcire il suo cliente, il quale recatosi in filiale con il compratore del suo orologio, ha chiesto al direttore di banca conferma dell’autenticità dell’assegno.

Il direttore della filiale ha errato nei controlli e ha dato l’ok allo scambio assegno circolare per orologio.

L’assegno è poi risultato falso con il conseguente danno per il cliente, il quale è stato tuttavia rimborsato con il risarcimento del danno disposto dall’ABF.

Il recupero del credito fondato su assegno bancario

A volte i problemi con il assegni sono conseguenza del mancato pagamento.

Quando porti all’incasso un assegno, e chi l’ha emesso non ha fondi per pagarlo, la sua banca gli da un termine per coprire l’assegno.

Se il debitore non paga nel termine, allora l’assegno è impagato e viene ti viene restituito.

Potrai utilizzare a questo punto l’assegno come titolo esecutivo per il recupero del credito.

Se vorrai iscrivere ipoteca sulla casa del debitore, dovrai invece chiedere al Tribunale un decreto ingiuntivo, valendo l’assegno come riconoscimento del debito.

Le recenti decisioni dell’ABF sui protesti in materia di assegni – quando la colpa è della Banca

Recentemente l’Arbitro Bancario Finanziario, con la decisione n. 10770/2019, a seguito del ricorso proposto da un risparmiatore nei confronti dell’Istituto di credito per aver quest’ultimo effettuato la levata del protesto, ha accolto il ricorso e condannato la Banca resistente a risarcire i danni subiti dal ricorrente.

Nello specifico queste le argomentazioni dell’ABF che riprende il già consolidato orientamento in materia ponendo oltretutto l’accento sul comportamento corretto che in simili situazioni l’Istituto di credito è sempre tenuto ad osservare, in particolar modo nella segnalazioni in CAI del mancato pagamento di un assegno, segnalazione:

la cui incidenza negativa nella vita di relazione del debitore inadempiente è […] ben più grave di quella determinata dalla pubblicazione del protesto, i cui effetti sono destinati ad operare solo sul piano reputazionale.

Ciò è ancora più evidente quando l’avvio della procedura per la segnalazione sia determinata dal mancato pagamento per difetto di provvista.

In questo caso, infatti, la segnalazione è preceduta da un “preavviso di revoca” diretto ad offrire al traente la possibilità di evitare l’iscrizione in CAI effettuando il pagamento dell’importo facciale dell’assegno – maggiorato degli interessi, della penale e delle eventuali spese per il protesto o per la costatazione equivalente – entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo (art. 9 bis, comma 1, l. 386/90).

Trattasi indubbiamente di un beneficio che si è inteso accordare al debitore, in considerazione delle gravi conseguenze che derivano dalla segnalazione.

Ma non può negarsi che tale previsione, risolvendosi in un incentivo al volontario (e sollecito) adempimento della prestazione, possa risultare vantaggiosa anche per il creditore”.

Cosa fare in caso di problemi con assegni bancari?

In conclusione, l’Arbitro ha pertanto riconosciuto – anche in considerazione del fatto che il cliente/ricorrente è un piccolo imprenditore – un risarcimento del danno all’immagine subìto a causa dell’inadempimento dell’intermediario ai propri obblighi di correttezza e buona fede, in via equitativa, ai sensi dell’art. 1226 c.c.

Se stai cercando un avvocato che si occupi di diritto bancario contattaci per valutare la proposizione di un reclamo e del successivo ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

Se invece hai un qualsiasi altro problema di diritto bancario o finanziario e cerchi un avvocato esperto in materia, leggi la nostra guida.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su
Apri chat whatsapp
Apri una chat whatsapp
Apri una chat whatsapp