No alla locazione a prezzo libero degli immobili di edilizia convenzionata

Il canone di locazione non può superare quello stabilito nella Convenzione, o previsto dalla legge sull’Equo Canone (che raramente supera gli € 400 al mese). 

Il canone di locazione non può in ogni caso superare in un anno il 4,5% del presso massimo di cessione, come previsto dalla determina dirigenziale n. 389/2020 del Comune di Roma (es. prezzo massimo di cessione pari ad € 100 mila? il 4,5% è pari ad € 4500 annui, a loro volta corrispondenti ad un canone di locazione massimo pari ad € 375).

Il nostro studio si pregia di aver ottenuto – per quanto ci risulta – la prima pronuncia da parte del Tribunale di Roma ad affermare l’inapplicabilità del prezzo di mercato alla locazione, con ordinanza resa dalla dott.ssa Caretta della sezione Sesta, in data 9/4/19. In questa ordinanza la dott.ssa Caretta ha rigettato l’intimazione di sfratto per morosità notificata dalla controparte e quindi ritenuto di dover decidere nel merito affermando che “è indubbio che trattandosi di contratto di locazione di immobile di edilizia convenzionata il canone di locazione vada rideterminato“.

Ad oggi si contano almeno altre tre sentenze da parte della Sesta Sezione del Tribunale di Roma che condannano il proprietario a rimborsare al conduttore tutte le somme percepite in eccedenza durante gli anni del rapporto di locazione.

A titolo di esempio: se è stato pattuito un canone di locazione di € 900 al mese, con ogni probabilità è dovuta la minore somma di € 400 al mese. Ci sarà un’eccedenza pagata di € 500 al mese, pari a € 6000 annui, somma che il proprietario dovrà risarcire all’inquilino per l’arretrato, oltre alla modifica per il futuro dell’importo dei canoni.

La prima pronuncia in questo senso è arrivata il 9 aprile dal giudice del Tribunale di Roma in persona della dott.ssa Caretta.

Il caso riguarda uno sfratto per morosità notificato dal proprietario dell’immobile di edilizia convenzionata al conduttore che aveva stipulato un contratto di locazione a prezzo di mercato.

Il giudice non solo ha rigettato l’intimazione dello sfratto, ma ha chiesto anche di accertare il canone dovuto, perché l’immobile è di edilizia convenzionata e non può essere applicato il prezzo libero di mercato.

Si tratta di una pronuncia interlocutoria nel corso del processo, ma condivide quello che risulta dalla legge, ovvero che il prezzo di mercato è impraticabile per gli immobili costruiti secondo la legge 167/1962.

Se la pronuncia dovesse essere confermata con la sentenza che definirà il giudizio, il conduttore dovrà ottenere la restituzione della differenza tra la cifra pagata fino ad oggi a prezzo di mercato e quanto dovuto secondo la legge, ovvero il prezzo di equo canone.

Se sei proprietario o conduttore di un immobile di edilizia convenzionata leggi la nostra guida e in ogni caso puoi contattare il nostro studio per valutare la migliore strategia a difesa dei tuoi interessi.

Se invece ha un qualsiasi altro problema in materia di locazione di immobili, leggi la nostra guida.

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