avvocato per causa alla banca a roma

Le frodi sui bonifici e sull’home banking: quando la banca deve risarcire il cliente? Phishing, Vishing e Smishing

Le frodi sui bonifici e sull’home banking: quando la banca deve risarcire il cliente? potresti avere bisogno di un avvocato o uno studio legale a Roma o Milano che si occupi di cause di diritto bancario.

Che si tratti di phishing, di man in the browser, di errore sull’Iban, di mancata attivazione di SMS Alert o notifica a mezzo email delle operazioni bancarie, cerchiamo di capire quanto il cliente ha diritto ad essere risarcito dalla Banca.

Sei vittima di un bonifico fraudolento disposto dal tuo conto corrente bancario o postale?

Sempre più attuale il tema dei bonifici fraudolenti, ovvero quelli non disposti dal titolare del conto.

L’intermediario deve provare di aver assolto ai propri doveri di diligenza, esibendo i LOG delle operazioni e gli indirizzi IP da cui sono avvenute le operazioni fraudolente, o gli SMS o email di conferma o ancora l’avvenuto inserimento del PIN.

Se non lo fa deve risarcire il danno prodotto al cliente.

L’errore sull’Iban e sulla corrispondenza con l’intestatario dell’iban

Nell’ipotesi di errore sul codice IBAN attenzione, perchè dall’entrata in vigore del d.lgs. 11/2020 la Banca non ha più l’obbligo di controllare la corrispondenza tra l’iban del beneficiario ed il suo nome: se la banca ha eseguito il bonifico sull’Iban indicato dal cliente, non deve risarcire il danno.

Neanche la banca del destinatario-beneficiario del bonifico deve risarcire il danno prodotto, come chiarito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza C-245/2018 del 21/3/19.

Il phishing, lo smishing e i vishing

Phishing, smishing e I vishing sono diversi tipi di truffa e frode sui conti correnti e sulle carte.

Ma quali sono le differenze tra phishing, smishing e vishing?

Il phishing (e non fishing) è la generica truffa con cui, a mezzo internet il malintenzionato ottiene dal cliente della banca informazioni come nome utente, password, codice OTP e con queste si sostituisce al cliente per compiere operazioni fraudolente, come bonifici o addebiti su carte.

Lo smishing è il phishing che avviene a mezzo sms che rendono credibile il fatto che a scrivere sia la banca e non il truffatore.

Il vishing è il voice phishing, ovvero la truffa bancari a mezzo voce, di solito tramite un numero di telefono VOIP che rende credibile il fatto che a chiamare sia la banca e non il malintenzionato

Cosa deve provare la banca per andare esente da colpa in caso di frodi sui servizi di pagamento?

In caso di frode o truffa in materia di servizi di pagamento, vale il principio inverso rispetto alla normalità.

E’ la banca o l’intermediario – ovvero il PSP Prestatore di Servizi di Pagamento – che deve provare di essersi comportato correttamente.

La banca, per evitare di essere condannata a risarcire il cliente, deve quindi dimostrare (ex art. 10 d.lgs. 11/2020):

  1. autenticazione corretta da parte del cliente;
  2. corretta registrazione e contabilizzazione delle operazioni contestate (producendo documentazione dei LOG delle operazioni, con la prova di invio di codice OTP, autenticazione Touch ID, Face ID, chiave Device univoca…);
  3. assenza di malfunzionamenti dei sistemi informatici o dell’online banking;
  4. in alternativa: la presenza di frode, dolo o colpa grave da parte dell’utente cliente.

I casi di cui ci siamo occupati all’ABF in materia di frodi su bonifici

Abbiamo recentemente assistito un’impresa che ha subito l’addebito di circa 10 mila euro in modo fraudolento.

La banca nel difendersi ha prodotto una documentazione insufficiente al fine di provare la sua diligenza, e difatti come affermato dall’Arbitro:

“il Collegio osserva che da tale tabulato, nel quale per vero non sono indicati gli importi, risulta comunque comprovata l’effettuazione di n. 25 operazioni di pagamento (XPS PAGAMENTI), sulle 53 registrazioni presenti, mentre nell’elenco dei bonifici effettuati in pari data e prodotto dalla stessa Banca resistente risulta che tali operazioni sono in numero di 27”.

dal tabulato non risulta neppure possibile evincere in alcun modo la validazione dell’OTP, fornita dal token né avere la certezza che tutte le 27 operazioni di bonifico addebitate alla ricorrente siano state disposte dallo stesso indirizzo IP utilizzato dalla ricorrente prima e dopo l’operazione contestata.

Mancando quindi all’appello due operazioni, è verosimile che si tratti dei due bonifici disconosciuti dalla ricorrente, per uno solo dei quali non è stato possibile lo storno e che è oggetto della presente controversia.

L’ABF di Palermo ha così condannato la banca a risarcire il cliente con la restituzione del bonifico in questione.

Se non hai un problema di bonifici ma hai un qualsiasi altro problema di diritto bancario, allora leggi la nostra guida al link o guarda la nostra playlist YouTube a seguire.

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