AVVOCATO SINISTRO ASSICURAZIONE ROMA

Le dichiarazioni reticenti dell’assicurato nelle polizze vita e danni

Le dichiarazioni reticenti dell’assicurato – nelle polizze vita e danni – possono portare a difficoltà nell’ottenere l’indennizzo dall’assicuratore, con la conseguenza che potrebbe essere necessario rivolgerti ad un avvocato che si occupi di assicurazioni e sinistri.
 
Vuoi essere risarcito dalla tua assicurazione per un infortunio?
Un tuo caro è venuto a mancare e aveva stipulato una polizza sulla vita per la quale chiedi la liquidazione?
Hai una polizza vita stipulata al fianco del mutuo sulla casa ed il cointestatario è morto?
 
Molti dopo aver presentato da soli una domanda di indennizzo all’assicurazione si sentono rispondere che non saranno risarciti
 
Se stai leggendo questo articolo probabilmente la tua assicurazione ha rifiutato di pagare quanto previsto dalla polizza.
 

Cosa sono le dichiarazioni reticenti dell’assicurato al momento della stipula dell’assicurazione?

 
Accade spesso che in materia di assicurazioni sulla vita o sui danni le assicurazioni rifiutino di risarcire gli aventi diritto sulla base della scoperta, dopo il verificarsi del sinistro, di alcuni fatti che sono stati taciuti dall’assicurato al momento della stipula della polizza.
 
I fatti taciuti dall’assicurato potrebbero difatti essere ritenute “dichiarazioni reticenti”, ovvero elementi che, se conosciuti dall’assicurazione, avrebbero potuto condurre questa a non stipulare la polizza o a stipularla a condizioni differenti.
 
I casi più comuni sono quelli di chi:
  1. ha omesso di dichiarare di aver subito operazioni negli ultimi anni;
  2. o chi ha taciuto di essere in cura per alcune malattie, magari poco gravi, e che spesso nulla hanno avuto a che fare con il sinistro o con la morte (esempio: chi ha il bypass e poi muore di tumore al fegato, ovvero due patologie del tutto prive di collegamento l’una con l’altra).
 

Quando le dichiarazioni reticenti dell’assicurato comportano il venire meno del diritto all’indennizzo dell’assicurato?

 
In particolari casi, le dichiarazioni reticenti comportano il venire meno del diritto del cliente ad essere pagato dall’assicuratore.
Risulta ormai pacifico l’orientamento, da ultimo affermato da Cass. civ. Sez. III Ord., 5/10/2018, n. 24563 secondo cui: 
la reticenza dell’assicurato è causa di annullamento del contratto ex art. 1892 c.c., quando si verificano all’atto della conclusione del contratto, simultaneamente, tre condizioni:
1) la dichiarazione sia inesatta o reticente; 
2) l’assicurato abbia reso la dichiarazione con dolo o colpa grave; 
3) che la reticenza sia stata determinante ai fini della formazione del consenso dell’assicuratore. 
 

Ma chi deve dimostrare in giudizio se queste tre condizioni ricorrono o meno?

L’onere della prova, ovvero la responsabilità di provare se tutte e le tre condizioni ricorrono, grava sull’assicuratore, e ciò come recentemente affermato tra le altre dal Tribunale Parma Sez. II Sent., 9/7/2019 secondo cui:
L’onere probatorio in ordine alla sussistenza di tali condizioni, che costituiscono il presupposto di fatto e di diritto dell’inoperatività della garanzia assicurativa, è a carico dell’assicuratore“.
 
Per le controversie assicurative presto potrai rivolgerti all’Arbitro IVASS senza necessità di fare causa in Tribunale o al Giudice di Pace.
Se invece hai un sinistro e devi chiedere il risarcimento al Fondo Vittima della Strada della Consap, allora leggi qui.
 
Se ritieni di aver diritto ad essere pagato da un’assicurazione e questa rifiuta ingiustamente di corrispondere il dovuto, leggi la nostra guida e se vuoi contatta il nostro studio per una prima consulenza senza impegno.
 
 
 

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