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Le controversie in materia di ordini di acquisto di strumenti finanziari

Le controversie in materia di ordini di acquisto di strumenti finanziari: quando potresti avere bisogno di un avvocato che si occupi di diritto finanziario a Roma o Milano.

Spesso accade che il danno per il risparmiatore investitore discenda da un problema in sede di registrazione, esecuzione o contabilizzazione di un ordine di acquisto o vendita dei titoli.

A volte il danno è conseguenza di un malfunzionamento del sito dell’intermediario: ne parliamo qui.

In altri casi la responsabilità della banca discende dal ritardo nell’esecuzione dell’ordine: ne parliamo qui.

Ma che cosa è un ordine di esecuzione di acquisto o vendita

Anche detti “ordini di borsa”, sono le istruzioni date dal cliente all’intermediario, per:

  1. comprare un prodotto incondizionatamente;
  2. vendere un prodotto incondizionatamente.

Quelli indicati sopra sono esempi di ordini semplici, ma di solito gli ordini sono dati per eseguire una operazione a determinate condizioni, come ad esempio:

  1. comprare o vendere al raggiungimento di un dato prezzo, in alto o in basso;
  2. gli stop loss o take profit, per limitare le perdite o monetizzare un guadagno, una plusvalenza maturata;
  3. l’ordine limite: quando non siamo sicuri che compreremo, ma diamo indicazione di comprare se il prezzo del titolo che ci interesse scende sotto una soglia che troviamo interessante;
  4. ordini particolarmente complessi, di solito non utilizzati da operatori non professionali, quali: Market if touched (MIT), Ordine Cancella Ordine (OCO) Ordine Strategy, Trailig Stop (TS), Stop Limit Order (SLO).

Cosa deve fare l’intermediario quando riceve l’ordine

La banca che riceve l’ordine deve eseguirlo esattamente, in esecuzione dell’obbligo di best execution.

Questo significa che la banca deve garantire che l’operazione avvenga con matematica precisione, in termini di tempo, prezzo, modo, garantendo in funzionamento della propria piattaforma di online banking se del caso.

L’ordine avviene per iscritto (obbligo di forma scritta) salvo che il contratto quadro tra le parti preveda l’ordine per via telefonica o a mezzo internet e online banking.

La banca ha tuttavia dei limiti, e deve dare delle informative al cliente, in termini di adeguatezza, appropriatezza, presenza di conflitti d’interesse e così via.

I casi più frequenti di lite tra intermediario e cliente in materia di ordini di esecuzione delle operazioni

L’obbligo di registrazione degli ordini impartiti telefonicamente

Cass. civ., Sez. I, 30/11/2017, n. 28816:

In tema di valori mobiliari, qualora gli ordini vengano impartiti telefonicamente il cliente dà atto che tali ordini saranno registrati su nastro magnetico o su altro supporto equivalente» integra un patto costitutivo di forma ad substantiam per il rilascio di ordini di acquisto da parte del cliente, in linea con la norma dell’art. 1352 c.c.

Pertanto, gli ordini del cliente non stesi per iscritto, che non siano registrati dall’intermediario su nastro magnetico o supporto equivalente, sono nulli”. 

L’intermediario deve fornire una informativa completa e pertinente al caso di specie, senza formule generiche e prestampate

Corte d’Appello Venezia, Sez. III, 08/05/2017:

Costituisce onere primario della banca dimostrare di aver dato, prima di acquisire l’ordine, tutte le notizie ed informazioni sia inerenti al titolo offerto che la sua adeguatezza al profilo di investimento del cliente, di cui diligentemente doveva disporre.

Non soddisfa detto obbligo, a fronte dell’espressa contestazione del cliente, la dizione, del tutto generica ed astratta, dell’avvertenza trascritta sull’ordine di acquisto.

L’inadempimento agli obblighi informativi rende irrilevante la valutazione del profilo collegato alla dimensione dell’operazione; anche l’impiego di una limitata quota del proprio capitale non fornisce una logica esimente all’obbligo legale di informazione”.

Le informative vanno date al momento dell’esecuzione, e non dopo nel corso del rapporto

Cassazione Civile 20/11/2018, n. 30001:

In materia di intermediazione in valori mobiliari, il conferimento di un mero ordine di acquisto di titoli non obbliga la banca a fornire al cliente informazioni successive alla concreta erogazione del servizio.

Gli obblighi informativi gravanti sull’intermediario sono infatti finalizzati a consentire all’investitore di operare investimenti pienamente consapevoli; ne deriva che tali obblighi, al di fuori dei casi in cui siano conclusi contratti di gestione e di consulenza in materia di investimenti, vanno adempiuti in vista dell’investimento, esaurendosi con esso”.

Escluso il risarcimento in caso di selettività delle operazioni di cui il cliente chiede l’invalidità

Cassazione civile Sezioni Unite 4/11/2019:

“La nullità per difetto di forma scritta, contenuta nell’art. 23, comma 3, del D.Lgs. n. 58 del 1998 (TUF), può essere fatta valere esclusivamente dall’investitore con la conseguenza che gli effetti processuali e sostanziali dell’accertamento operano soltanto a suo vantaggio.

L’intermediario, tuttavia, ove la domanda sia diretta a colpire soltanto alcuni ordini di acquisto, può opporre l’eccezione di buona fede, se la selezione della nullità determini un ingiustificato sacrificio economico a suo danno.

Ciò alla luce della complessiva esecuzione degli ordini, conseguiti alla conclusione del contratto quadro”.

Il contenzioso in materia di Forex e mercati delle valute a leva

Chiaramente i ritardi ed i malfunzionamento assumo particolare rilievo nel trading a leva, come nel Forex o nei CFD, dove uno scostamento di prezzo e tempo di minuti o secondi può modificare totalmente il risultato per l’investitore o il trader.

La quantificazione del risarcimento tenendo conto del valore residuo dei titoli rimasti all’investitore

Cassazione civile 27/8/2020, n. 17948:

“In tema di intermediazione mobiliare, ove l’intermediario sia condannato a risarcire il danno cagionato al cliente per avere dato corso a un ordine di acquisto di titoli ad alto rischio in violazione degli obblighi informativi su di lui gravanti, senza che sia pronunciata anche la risoluzione del contratto di negoziazione, si deve tenere conto che l’investitore resta in possesso dei titoli.

In applicazione del criterio generale della “compensatio lucri cum damno”, dalla liquidazione va decurtato il valore residuo dei titoli acquistati – così come risultante dalle quotazioni ufficiali al momento della decisione -, nonché l’ammontare delle cedole nel frattempo riscosse”.

Qualora invece tu abbia un altro problema con la tua banca che richiede l’intervento di un avvocato specializzato in diritto bancario e mercati finanziari allora leggi la nostra guida.

 

 

 

2 commenti su “Le controversie in materia di ordini di acquisto di strumenti finanziari”

  1. avvocato la mia filiale di Monte Paschi ha eseguito gli ordini di vendita dei miei certificati con quasi 20 giorni di ritardo e mi dicono che potevano farlo. I certificati che volevo vendere sono scesi di quasi il 30% nel frattempo (era panico covid a marzo 2020). Ho perso quasi 10 mila euro rispetto a quanto avrei ricevuto con una vendita puntuale. Posso pensare di fare reclamo e ricorso all’arbitro Consob? grazie

    1. Avv. Marcello Padovani

      Salve,
      un simile ritardo nell’esecuzione di un ordine di acquisto o vendita potrebbe avere una giustificazione nelle modalità in cui lei ha impartito l’ordine. Se così non fosse e lei abbia richiesto per iscritto l’esecuzione dell’ordine quanto prima a condizioni recepibili dal mercato, allora il ritardo della banca nell’esecuzione potrebbe configurare motivo di risarcimento del danno per mancanza di diligenza nell’attività di prestazione di servizi di investimento.

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