responsabilità sanitaria farmaci

La tutela delle vittime dei farmaci

Danni da farmaco e ritieni di essere vittima di responsabilità sanitaria?

Quando potresti avere bisogno di un avvocato cassazionista che si occupi di tutela dei consumatori e di responsabilità medica a Roma o Milano.

La responsabilità da prodotto farmaceutico

In ogni farmacia è possibile acquistare prodotti pericolosi, da utilizzare sotto prescrizione medica o sotto stretta sorveglianza da parte del personale medico.

Nonostante le molte garanzie previste, incluso il procedimento autorizzativo a cura dell’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, talvolta tuttavia le informazioni fornite nel foglio illustrativo o gli effetti dei farmaci non corrispondono a quanto sperato.

In altri casi si possono verificare degli effetti collaterali che non erano stati indicati nei bugiardini, o non vi era messa in allarme con riferimento ad alcuni casi..

In questi casi, occorre ricordare che può sussistere una responsabilità delle case farmaceutiche o dei distributori in Italia (ovvero degli autorizzati all’immissione in commercio) per i danni provocati ai consumatori.

I casi più eclatanti di responsabilità da vendita di Farmaci

Casi eclatanti di responsabilità dall’immissione in commercio di farmaci si trovano nella recente cronaca.

Uno dei casi più famosi è quello delle vittime del Talidomide, un farmaco diffuso negli anni che ha causato gravi malformazioni fisiche ai neonati in Italia ed in Europa.

Questi malati hanno ricevuto dal Ministero della Salute un indennizzo secondo la procedura indicata sul sito del ministero.

Più recente il caso degli antidolorifici a base di oppioidi, che hanno condotto ad ingenti risarcimenti dei danni per quei consumatori rimasti vittime di una forte dipendenza derivante dall’uso (o dall’abuso) di quei prodotti.

Il caso dei dispositivi Philips per apnoici e altri pazienti con disturbi del sonno

Commentiamo la vicenda dei dispositivi Philips per pazienti con disturbi del sonno, consapevoli che si tratta di una vicenda giudiziaria in itinere e che alla data di aggiornamento di questo post (30/4/23) pende appello per la controversia.

Il Tribunale di Milano, in accoglimento della domanda di inibitoria proposta da una associazione di categoria, ha ordinato alla Philips di provvedere alla sostituzione – entro un termine – di migliaia di apparecchi per la cura dei disturbi del sonno.

In particolare secondo il Tribunale di Milano, gli utilizzatori sarebbero esposti a rischi per la salute derivanti dal rilascio di sostanze cancerogene e tossiche derivanti dal degradarsi di una schiuma posta nei dispositivi.

Cosa fare in caso di danno da farmaco?

In caso di danno da farmaci occorre un particolare studio prima di una eventuale causa.

Andrà infatti data prova accurata:

  1. dell’assunzione del farmaco secondo le prescrizioni;
  2. del nesso causale tra assunzione del farmaco e danno subito;
  3. nonché della negligenza della casa farmaceutica nelle informative o nella produzione.

Nell’ipotesi di un danno conseguente ad un corretto utilizzo del farmaco, una volta escluso che ricorra un’ipotesi di responsabilità medica per aver erroneamente prescritto un prodotto inadeguato, sarà possibile valutare l’opportunità di un’azione contro il produttore del farmaco.

La casa farmaceutica potrebbe aver commesso errori nell’immissione in commercio di un prodotto difettoso o per l’omessa o per una carente informativa sui rischi connessi all’utilizzo dello stesso.

Il farmaco non somministrato correttamente dal medico

Se il medico somministra i farmaci in modo inappropriato può rispondere di omicidio volontario.

Nel 2022 la Corte di Cassazione ha affrontato il tema con riferimento a farmaci di medicina palliativa, condannando con la sentenza 48944 il medico in quanto:

“Il medico che non pratica la medicina palliativa legalmente consentita e, di più, senza acquisire il consenso del paziente, somministra in modo inappropriato, e in dosaggi enormi, i relativi farmaci, secondo schemi sufficientemente standardizzati, accelerandone la morte, risponde di omicidio volontario in quanto senza la somministrazione delle pseudo-terapie, i decessi non sarebbero avvenuti, almeno lì e in quel momento”.

Il farmaco sbagliato fornito dalla casa di cura

La Corte di Cassazione con la sentenza a Sezioni Unite n. 9556/2002 ha ricordato che la casa di cura “non è un albergo” e risponde in caso di terapie errate tramite la somministrazione di farmaci inadeguati.

“Il complesso ed atipico rapporto che si instaura tra la casa di cura e il paziente (nella specie: una partoriente), anche nell’ipotesi in cui quest’ultimo scelga al di fuori della struttura sanitaria il medico curante, non si esaurisce nella mera fornitura di prestazioni di natura alberghiera (somministrazione di vitto e alloggio), ma consiste nella messa a disposizione del personale medico ausiliario e di quello paramedico nonché nell’apprestamento dei medicinali e di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista di eventuali complicanze.

E’ perciò configurabile una responsabilità autonoma e diretta della casa di cura ove il danno subito dal paziente risulti causalmente riconducibile ad una inadempienza alle obbligazioni ad essa facenti carico”

Le cure fornite dal medico specializzando per la dose sbagliata di farmaco

Il medico specializzando è responsabile dei danni provocati ai pazienti se sbaglia i farmaci da somministrare.

La condanna del medico in specializzazione per una scorretta terapia farmacologica è arrivata con la sentenza 38354/2022 della Cassazione secondo la quale:

Il medico specializzando è titolare di una posizione di garanzia in relazione alle attività personalmente compiute nell’osservanza delle direttive e sotto il controllo del medico tutore, che deve verificarne i risultati, fermo restando che la sua responsabilità deve in concreto essere valutata in rapporto anche allo stadio nel quale, al momento del fatto, si trovava l’iter formativo, con la precisazione che il medico specializzando deve rifiutare i compiti che non ritiene in grado di compiere, poiché in caso contrario se ne assume la responsabilità a titolo di colpa per assunzione.

Ne consegue che deve essere ritenuto responsabile per il reato di omicidio colposo il medico specializzando che, sfornito delle più elementari conoscenze sulla terapia praticata al paziente affetto da una specifica patologia e privo della preparazione e dell’adeguatezza del medico, abbia con la sua condotta – consistente nella errata trascrizione della prescrizione del farmaco – dato l’avvio alla catena di errori che hanno condotto alla morte del paziente, verificatasi a causa della inoculazione di una dose sbagliata di farmaco.

Se per colpa di un farmaco hai subito dei danni o sei incorso in una dipendenza, puoi contattare il nostro studio per un primo consulto senza impegno.

Siamo avvocati cassazionisti e valuteremo il tuo caso indicandoti se ti possiamo aiutare e come.


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