AVVOCATO INPS DIRITTO PREVIDENZA ROMA

La prescrizione degli avvisi di addebito dell’INPS

La prescrizione degli avvisi di addebito dell’INPS: quando potresti avere bisogno di un avvocato o di uno studio legale a Roma o a Milano che si occupi di diritto previdenziale.

Hai ricevuto un avviso di addebito da parte dell’INPS?

Se anche tu ti trovi con un debito nei confronti dell’INPS e lo ritieni ingiusto, innanzi tutto hai bisogno di un avvocato, ma per adesso continua a leggere questo articolo.

Spesso l’INPS invia ai cittadini richieste ingiuste con avvisi, cartelle esattoriali o intimazioni pagamento, proprio come successo al sig. Mario, avvocato e pertanto iscritto alla cassa forense.

Al sig. Mario  veniva notificato ad agosto 2017 un avviso da parte dell’INPS tramite il quale l’Ente richiedeva il pagamento dei contributi relativi all’anno 2011.

Da quando decorre il termine di prescrizione delle cartelle INPS?

Non molti sannno che il termine di prescrizione, entro il quale l’INPS può richiedere il pagamento delle somme, varia di anno in anno, in funzione della data entro cui quegli importi andavano pagati (e tale data è prevista con apposite delibere dall’INPS).

Mediante ricorso, proposto dinanzi al Tribunale di Roma, il sig. Mario agiva per ottenere una decisione che accertasse la intervenuta prescrizione del credito vantato dall’amministrazione per decorrenza del termine prescrizionale di 5 anni.

Ebbene, con sentenza n. 304/2020 il giudice richiamando i principi già espressi dalla Corte di Cassazione ha affermato che nulla è dovuto dal cittadino per l’avvenuta prescrizione, in quanto:

il dies a quo per la decorrenza del periodo prescrizionale deve essere individuato nel giorno indicato per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi, per quelli maturati nell’anno 2011 la data è quella del 9 luglio 2012, come prorogata dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 giugno 2012.

Nella fattispecie l’INPS non aveva mai sollecitato in alcun modo il pagamento del proprio credito sorto in data 9 luglio 2012, ai sensi di quanto accertato con la sentenza de quo.

Ergo, in data 23 agosto 2017 il credito già doveva considerarsi prescritto, non avendo oltretutto, l’Ente Previdenziale, posto in essere alcun atto interruttivo della prescrizione.

La conferma della prescrizione dei crediti di diritto previdenziale a 5 anni secondo la Cassazione

Il fatto che gli avvisi di addebito INPS e le cartelle esattoriali dell’Agenzia Entrate riscossione contenenti voci per debiti INPS si prescrivano in 5 anni trova conferma nelle sentenze della Corte di Cassazione.

E difatti dalla sentenza Sezioni Unite n. 23397/2016 in poi la scadenza del termine per proporre opposizione avverso la cartella di pagamento, pur determinando la decadenza dall’impugnazione, produce come effetto unicamente l’irretrattabilità del credito contributivo, ma non determina la conversione del termine prescrizionale breve in quello ordinario decennale.

La cartella infatti resta un atto amministrativo e non acquisisce mai valore di giudicato, come sarebbe per una sentenza.

Se anche tu hai ricevuto un atto da parte dell’INPS contattaci per una prima consulenza senza impegno.

Se invece punti ad ottenere la ricongiunzione tra i tuoi contributi in gestione separata INPS e quelli versati in una cassa di previdenza professionale, leggi qui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su
Apri chat whatsapp
Apri una chat whatsapp
Apri una chat whatsapp