avvocato diritto della finanza

La competenza dell’ACF sulle liti contro intermediari stranieri con succursale o libera prestazione di servizi

Hai perso con un investimento in strumenti finanziari? 

Se hai registrato delle perdite acquistando azioni, obbligazioni o altri strumenti, ricorda che puoi contestare l’operato del tuo intermediario tramite lo strumento dell’Arbitro Controversie Finanziarie della Consob.

L’ACF decide le lite tra clienti ed investitori, fino al valore di 500 mila euro, con una decisione senza costi, senza rischio di condanna alle spese e soprattutto mediamente entro 1 anno dal ricorso.

E’ uno strumento molto utile di ADR e che ha provato grande attenzione alle tematiche del risparmio tradito negli ultimi anni (si pensi agli azionisti di Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Etruria, Marche, Popolare di Bari…).

Ma cosa succede se l’impresa di investimento a cui ti sei rivolto, e da cui vorresti ottenere il risarcimento del danno, è una banca o un intermediario straniero?

Se vuoi agire contro l’intermediario straniero, dobbiamo distinguere due casi:

a) Intermediario con succursale sul territorio nazionale;

b) intermediario che opera in Italia in libera prestazione di servizi.

L’ACF così declina la sua competenza nelle Decisioni 1025-1026:l’odierna controversia non rientra tra le competenze di questo Collegio, trattandosi di Intermediario che risulta aver prestato il servizio d’investimento in contestazione in libera prestazione dei servizi. Trattasi, infatti, di impresa d’investimento comunitaria che, avendo anche una succursale in Italia, ha per questo aderito al sistema ACF, ai sensi del combinato disposto dell’articolo 32-ter, 1 co. del Tuf e dell’art. 2, comma 1, lett. h), del Regolamento ACF n. 19602/2016.

E, tuttavia, la normativa richiamata prevede che presupposto affinchè questo Arbitro affermi la propria competenza è che sull’intermediario convenuto la Consob eserciti attività di vigilanza, in quanto soggetto abilitato di cui all’art.1, comma 1, lett. r), del TUF. Inoltre, le imprese d’investimento comunitarie possono nel territorio del Paese ospitante prestare servizi d’investimento per il tramite di una propria succursale, ma anche ed in via esclusiva in regime di libera prestazione dei servizi, rimanendo in quest’ultimo caso soggetti alla (sola) vigilanza dell’autorità del Paese di origine. Nel caso odierno, l’Intermediario convenuto risulta essere presente sia nell’elenco delle imprese con succursale in Italia – attraverso cui può, tuttavia, prestare solo i servizi di ricezione e trasmissione ordini e di custodia e amministrazione – che nell’elenco delle imprese comunitarie senza succursale, attraverso cui risulta abilitato a prestare in regime di libera prestazione altri servizi, tra cui per l’appunto quello di gestione di portafogli, oggetto del ricorso in esameDa ciò consegue che per la prestazione del servizio di gestione di portafogli, l’odierno convenuto non può che ritenersi soggetto alla (sola) vigilanza di cui al Paese di origine, come d’altronde indirettamente ricavabile anche dalla documentazione in atti e, in particolare, dal contratto allegato dal Ricorrente, concluso direttamente con la casa madre, senza alcuna menzione o previsto coinvolgimento operativo della succursale operante sul territorio nazionale ma, anzi, con la espressa previsione che ogni questione riferita al contratto sarebbe stata devoluta all’esame del giudice del Paese d’origine dell’Intermediario“.

Al fine di determinare se lai tua lite può essere gestita dinnanzi l’ABF, occorrerà quindi verificare anche il contratto da te stipulato con l’intermediario.

In caso di mancanza di competenza dell’ABF a conoscere della tua lite, non resterà che rivolgerti al Tribunale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su
Apri chat whatsapp
Apri una chat whatsapp
Apri una chat whatsapp