Diritti dell'uomo

Il ritardo nel rimborso del credito d’imposta come violazione dei diritti umani

Hai un credito verso l’Agenzia delle Entrate per un rimborso fiscale?

Se anche tu attendi da anni un rimborso da parte del fisco, allora sappi che non sei l’unico, perchè in molte situazioni risulta impossibile compensare debiti e crediti fiscali e si resta in attesa di un bonifico per anni.

Come fare ad avere un rimborso da parte del Fisco?

La prima cosa da fare per avere un rimborso da parte dell’agenzia delle entrate è presentare una istanza di rimborso. Di solito questa attività viene svolta da un commercialista o un CAF.

Cosa succede dopo l’istanza di rimborso?

Dopo aver presentato domanda di rimborso fiscale ci sono diverse possibilità, e ad ognuna di queste si collega un’iniziativa da prendere attraverso un avvocato tributarista.

E difatti:

Caso 1: L’ufficio accoglie l’istanza ed effettua il rimborso

Tutti contenti e l’avvocato tributarista non serve.

Caso 2: L’ufficio accoglie l’istanza ma non effettua il rimborso:

Dove l’Agenzia delle Entrate o l’altro ufficio fiscale tenuto confermi che il rimborso è dovuto ma non paghi, sarà possibile rivolgersi ad un avvocato tributario o civile per presentare ricorso per decreto ingiuntivo diretto ad ottenere la condanna dell’ufficio al pagamento nel termine di 40 giorni. 

Caso 3: L’Ufficio rigetta l’istanza di rimborso

Abbiamo un diniego espresso del rimborso, e contro tale provvedimento è possibile presentare ricorso in Commissione Tributaria entro 60 giorni dalla notifica o comunicazione del provvedimento di diniego.

Caso 4: L’Ufficio non risponde all’istanza di rimborso

Dal momento della presentazione dell’istanza di rimborso decorre il termine di 90 giorni entro i quali l’Ufficio è tenuto a rispondere. Decorsi 90 giorni in caso di mancata risposta si forma un diniego tacito, e da questo momento il contribuente ha 10 anni per presentare ricorso per ottenere il rimborso.

In aggiunta a quanto detto sopra, la questione dei rimborsi fiscali è stata anche oggetto di accertamento da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Abbiamo spesso affrontato il tema della tutela dei diritti dell’uomo dinnanzi la CEDU, ed in particolare del tema della tutela del diritto di proprietà laddove la normativa italiana non permette ad un creditore di avere soddisfazione.

Con una interessante sentenza del 2003, la Corte EDU ha affermato che il ritardo dello Stato Italiano nel rimborso del credito d’imposta non è legittimo alla luce della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e ha di conseguenza condannato l’Italia al risarcimento del danno provocato all’imprenditore che si è rivolto alla Corte.

In questo senso la sentenza del 3 luglio 2003, Buffalo s.r.l. contro Italia, ricorso n. 38746/1997 secondo cui: “Il ritardo ultraquinquennale nel rimborso dei crediti d’imposta (pacificamente dovuto al contribuente), specie se di rilevante importo, pone  il contribuente in una situazione  di totale incertezza che aggrava la sua perdita finanziaria e ciò  infrange il giusto equilibrio tra le esigenze dell’interesse generale della comunità e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali degli individui, segnatamente il diritto al rispetto dei beni garantito dall’articolo 1 del Protocollo n° 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo”.

Se anche tu stai cercando un avvocato a Roma per predisporre il tuo ricorso diretto ad ottenere il pagamento di un rimborso fiscale contattaci per una prima consulenza senza impegno.

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