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Il ritardo dell’intermediario nell’esecuzione di ordini e l’obbligo di best execution

L’intermediario ha ritardato nell’esecuzione di un tuo ordine o non l’ha eseguito e hai subito una perdita sui tuoi investimenti? Se anche tu hai subito una perdita da trading per un ritardo della banca o del broker forse potresti avere bisogno di un avvocato che si occupi di diritto finanziario.

Se invece hai un altro problema in materia bancaria o finanziaria, allora leggi la nostra guida.

Quando impartisci un ordine di acquisto o vendita, l’intermediario deve eseguirlo quanto prima o comunque nella finestra temporale che hai assegnato.

La Banca potrebbe aver violato i propri doveri e obblighi informativi per:

  • Avere omesso di eseguire l’ordine per un malfunzionamento o per un errore;
  • Non aver eseguito l’ordine nei termini di tempo e prezzo indicati dal cliente;
  •  per non avere messo al corrente il ricorrente circa i rischi connessi alla richiesta di disinvestimento de quo.

Dove l’ordine impartito possa incorrere in problemi, l’Intermediario al fine di evitare che nelle more il quadro di mercato possa mutare e pertanto non si raggiunga il fine auspicato dall’investitore.

Ma vediamo le norme più importanti in materia:

L’art. 21 del TUF, così dispone:

Nella prestazione dei servizi di investimento e accessori i soggetti abilitati devono:
a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, nell’interesse dei clienti e per l’integrità dei mercati;        
b) acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati;
c) organizzarsi in modo tale da ridurre al minimo il rischio di conflitti di interesse e, in situazioni di conflitto, agire in modo da assicurare comunque ai clienti trasparenza ed equo trattamento;
d) disporre di risorse e procedure, anche di controllo interno, idonee ad assicurare l’efficiente svolgimento dei servizi;
e) svolgere una gestione indipendente, sana e prudente e adottare misure idonee a salvaguardare i diritti dei clienti sui beni affidati […]».

La diligenza dell’intermediario deve essere sempre quella richiesta al professionista ai sensi dell’art. 1176 co. 2 c.c., secondo gli standard più rigorosi se si tiene conto della peculiarità dell’attività prestata e del fine di tutela del risparmio affidato.

Declinazione dell’obbligo di diligenza e correttezza, da intendersi anche quale buona fede nell’esecuzione del contratto, è da trovare nell’obbligo di best execution dell’ordine ricevuto.

Si ricorda che, se l’esito dell’operazione dipende dai mercati, dall’intermediario dipende – ed in questo caso è dipeso – il ritardo con cui il cliente ha potuto accedere al prezzo offerto dai mercati o comunque dall’intermediario è dipesa la mancata informativa al cliente in merito alle possibili conseguenze del ritardo possibile nell’esecuzione dell’operazione.

In proposito illuminante appare il Regolamento (UE) 2017/565 del 25 aprile 2016 secondo cui:

Articolo 67 – “Principi generali (Articolo 28, paragrafo 1, e articolo 24, paragrafo 1, della direttiva 2014/65/UE)

  1. Le imprese di investimento adempiono alle seguenti condizioni quando eseguono gli ordini dei clienti:
  2. a) assicurano che gli ordini eseguiti per conto dei clienti siano registrati ed assegnati prontamente ed accuratamente;
  3. b) eseguono gli ordini dei clienti per il resto comparabili in successione e con prontezza, a meno che le caratteristiche dell’ordine o le condizioni di mercato prevalenti lo rendano impossibile o gli interessi dei clienti richiedano di procedere diversamente;
  4. c) informano il cliente al dettaglio circa le eventuali difficoltà rilevanti che possono influire sulla corretta esecuzione degli ordini non appena ne vengono a conoscenza.
  5. Se ha la responsabilità di controllare o disporre il regolamento di un ordine eseguito, l’impresa di investimento adotta tutte le misure ragionevoli per assicurare che gli strumenti finanziari o i fondi dei clienti ricevuti a regolamento dell’ordine eseguito siano trasferiti prontamente e correttamente sul conto del cliente appropriato.
  6. L’impresa di investimento non fa un uso scorretto delle informazioni relative agli ordini in sospeso dei clienti e adotta tutte le misure ragionevoli per impedire l’uso scorretto di tali informazioni da parte dei suoi soggetti rilevanti”.

Sul piano normativo regolamentare interno, si richiama brevemente il Regolamento Intermediari dalla CONSOB che al proposito stabilisce:

Art. 47 (Obbligo di eseguire gli ordini alle condizioni più favorevoli per il cliente)

Gli intermediari adottano misure sufficienti e, a tal fine, mettono in atto meccanismi efficaci, per ottenere, allorché eseguono ordini, il miglior risultato possibile per i loro clienti, avendo riguardo al prezzo, ai costi, alla rapidità e alla probabilità di esecuzione e di regolamento, alle dimensioni, alla natura dell’ordine o a qualsiasi altra considerazione pertinente ai fini della sua esecuzione”.

Art. 48 (Informazioni sulla strategia di esecuzione degli ordini)

1. Gli intermediari:

  1. a) forniscono informazioni appropriate ai propri clienti circa la strategia di esecuzione degli ordini adottata ai sensi dell’articolo 47, comma 2. Tali informazioni spiegano in modo chiaro, sufficientemente circostanziato e agevolmente comprensibile come verranno eseguiti gli ordini dei clienti;
  2. b) specificano ai clienti se la strategia prevede che gli ordini possano essere eseguiti al di fuori di una sede di negoziazione.
  3. Gli intermediari:
  4. a) ottengono il consenso preliminare del cliente sulla strategia di esecuzione degli ordini;
  5. b) ottengono il consenso preliminare esplicito del cliente prima di procedere all’esecuzione degli ordini al di fuori di una sede di negoziazione. Tale consenso può essere espresso in via generale o in relazione alle singole operazioni.
  6. Gli intermediari devono essere in grado di dimostrare, su richiesta, ai loro clienti di aver eseguito gli ordini in conformità alla strategia di esecuzione, e alla Consob di aver ottemperato agli obblighi del presente Capo”.

Art. 51 – (Principi generali)

1. Gli intermediari che trattano ordini per conto dei clienti applicano misure che assicurino una trattazione rapida, corretta ed efficiente di tali ordini rispetto ad altri ordini di clienti e agli interessi di negoziazione dello stesso intermediario”.

Ancora, la Consob, sin dalla comunicazione n. DI/30396 del 2000 (tuttora vigente nella parte che qui interessa), ha fatto presente che “gli intermediari che prestano servizi di trading on line devono dotarsi di sistemi informativi interni adeguati a garantire, tenuto conto dei volumi delle transazioni disposte, il rispetto dell’obbligo di eseguire con tempestività gli ordini impartiti dagli investitori”.

E quindi le parole: prontamente, prontezza, rapidamente sono le parole chiave della normativa richiamata in materia di gestione degli ordini dei clienti.

In molti casi si profila l’inadempimento dell’intermediario per il ritardo, in violazione dello specifico dovere di “rapidità”, oppure sotto il profilo della mancata informativa rispetto alla strategia, all’attesa e alle possibili conseguenze dell’attesa stessa.

Se hai subito un danno, potrebbe essere possibile che tu abbia diritto al risarcimento e in questo caso la strada più semplice sarà quella di rivolgersi con l’assistenza di un avvocato che si occupi di diritto bancario e finanziario all’Arbitro Controversie Finanziarie della Consob.

Se anche tu hai subito delle perdite sui tuoi investimenti per via del ritardo della Banca intermediaria o del broker nell’esecuzione del tuo ordine, anche se dovuto al malfunzionamento del sito internet dell’intermediario, allora contattaci per una prima consulenza senza impegno in merito alla tua possibilità di ottenere il risarcimento del danno subito.

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