Diritti dell'uomo

Il rapporto tra diritto di cronaca e diffamazione a mezzo stampa secondo la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Sei vittima di diffamazione a mezzo stampa?

Sui giornali o su internet sono apparse notizie che ti riguarda ma ci sono informazioni false?

Il tuo diritto alla reputazione ed alla privacy deve sicuramente essere contemperato con il diritto della stampa ad informare sulle questioni di pubblico interesse, a patto che le informazioni riportate siano vere.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è pronunciata in merito al caso Magosso contro Italia, in relazione ai fatti raccontati dal giornalista sull’omicidio Tobagi. Il giornalista era stato condannato dalla giustizia italiana a risarcire il danno subito dai “diffamati” ovvero due carabinieri.

All’esito del processo dinnanzi la CEDU, è emerso che:

I ricorrenti affermano che i provvedimenti adottati nei loro confronti hanno comportato un’ingerenza nel loro diritto alla libertà di espressione che, a loro parere, non era necessaria in una società democratica. Essi vedono in tale ingerenza una violazione dell’articolo 10 della Convenzione, che recita:

«1. Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. (…)

2. L’esercizio di queste libertà, poiché comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza nazionale, all’integrità territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni riservate o per garantire l’autorità e l’imparzialità del potere giudiziario“.

Conclude la Corte EDU:

Infine, la Corte rammenta che la natura e la severità delle sanzioni inflitte sono elementi da tenere presenti. A tale proposito, il governo convenuto afferma che le sanzioni applicate dalle giurisdizioni interne contro i ricorrenti erano lievi. La Corte osserva tuttavia che gli interessati sono stati dichiarati colpevoli di diffamazione e condannati ciascuno al pagamento di una multa, il che conferisce alla misura un elevato grado di gravità. Se l’importo delle multe può di per sé non sembrare eccessivo, una sanzione penale resta comunque una pena e, in quanto tale, rischia di avere un effetto particolarmente dissuasivo sull’esercizio della libertà di espressione.

A ciò conviene aggiungere il fatto che i giudici competenti hanno condannato i due ricorrenti, e D.C., a versare alle parti civili la somma provvisionale di 120.000 EUR a titolo di risarcimento danni, oltre alle spese per un importo di 33.500 EUR per tre gradi di giudizio, e ha rinviato la causa dinanzi al giudice civile ai fini della determinazione esatta del pregiudizio morale subito dalle parti civili.

Inoltre, contrariamente a quanto afferma il Governo nelle sue osservazioni (paragrafo 42 supra), il fatto che la somma provvisionale accordata alle parti civili a titolo di risarcimento danni sia stata versata dalla società editrice del settimanale non può modificare la situazione. Infatti, non si può negare l’effetto dissuasivo di tali sanzioni sul ruolo dei giornalisti di contribuire al dibattito pubblico su questioni che interessano la vita della collettività.

62. Tenuto conto di quanto precede, la Corte conclude che la condanna dei ricorrenti si traduce in una ingerenza sproporzionata nel diritto alla libertà di espressione degli interessati, che pertanto non era «necessaria in una società democratica» ai sensi dell’articolo 10 della Convenzione.”

Se sei vittima di diffamazione a mezzo stampa e cerchi un avvocato a Roma per chiedere la rettifica delle informazioni indicate sui giornali o per ottenere il risarcimento del danno subito, contattaci per una prima consulenza senza impegno.

 

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