AVVOCATO PATROCINIO SPESE STATO ROMA

Il gratuito patrocinio per i non abbienti – Il patrocinio a spese dello Stato – Avvocato a Roma

Devi rivolgerti ad un avvocato e la tua situazione non ti permette di affrontare alcuna spesa? I cittadini non abbienti con esigenza di rivolgersi ad un avvocato per una causa possono avvalersi del gratuito patrocinio, o patrocinio a spese dello Stato. Se cerchi un avvocato o uno studio legale per il gratuito patrocinio a Roma leggi questo post.

Cosa è il patrocinio a spese dello Stato?

Si tratta di un beneficio – previsto dal D.P.R. n°115 del 30 maggio 2002 – a cui possono essere ammessi nel 2021coloro che abbiano un reddito inferiore ad € 11.746,68.

Per ogni componente in più del nucleo familiare vi è una maggiorazione di 1.032,91€.

Il gratuito patrocinio permette di non pagare le spese di giustizia, quindi contributo unificato marche da bollo e notifiche, nonchè le spese per il proprio avvocato, le spese di consulenza tecnica di parte e d’ufficio.

Il gratuito patrocinio riguarda ogni giudizio e fase processuale, quindi potrà essere richiesto, secondo differenti modalità, per ottenere assistenza in sede civile, lavoro, penale, tributaria, minorile. Tutto in primo grado, in grado di appello ed in cassazione.

Cosa non rientra nel patrocinio a spese dello Stato?

Attenzione: non rientrano nel patrocinio a spese dello Stato i compensi dell’avvocato per la fase stragiudiziale, come la scrittura di una diffida, una consulenza, un contratto. 

Insomma, il Gratuito Patrocinio copre le cause, non altre attività diverse.

Il gratuito patrocinio non copre nemmeno la fase di mediazione obbligatoria, secondo quanto affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza 18123/2020, pubblicata il 31 agosto.

Avere un avvocato con il patrocinio a spese dello Stato NON significa che l’avvocato è gratis! 

Infatti il pagamento del compenso dell’avvocato è a carico dello Stato, a patto che le tue condizioni di reddito non cambino in meglio nel corso della causa. 

Infatti se tra un mese o un anno trovi un lavoro e superi le soglie di reddito previste dalla legge dovrai comunicarlo e rinunciare al beneficio, con la conseguenza che da quel momento l’avvocato diventa una spesa a tuo carico.

Non rientrano nel gratuito patrocinio anche i condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione mafiosa, e connessi al traffico di tabacchi e agli stupefacenti (modifiche apportate dalla legge 24 luglio 2008, n. 125).

Nel diritto penale non c’è limite di reddito per il gratuito patrocinio?

In materia di diritto penale vale il limite di reddito come per gli altri settori del diritto, ma per alcuni reati non si applica alcun limite di reddito per essere ammessi al patrocinio, e ciò nei casi di stalking, maltrattamenti contro familiari o conviventi; mutilazione degli organi genitali femminili; violenza sessuale (compresa quella di gruppo); atti sessuali con minorenne; atti persecutori; riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù; prostituzione minorile e iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, pornografia minorile.

Se cerchi un avvocato per un problema di diritto di famiglia, leggi la nostra guida al link.

Il gratuito patrocinio in materia di diritto tributario

In materia di diritto tributario c’è diritto ad avere assistenza con un avvocato tramite il  gratuito patrocinio come per le altre materie.

In caso però di reati in materia fiscale, e quindi per gli imputati o indagati in procedimento i processi penali in materia di evasione di imposte, tasse, IVA, o contributi all’Unione Europea non vi è diritto al patrocinio a spese dello stato. Questo perchè se si sono occultate entrate lo Stato non è in grado di verificare la meritevolezza del beneficio del patrocinio.

Di quali redditi occorre tenere conto al fine dell’ammissione al patrocinio a spese dello stato?

Il principio è il seguente: si tiene conto di tutte le entrate di tutti i conviventi (anche le entrate “in nero”).

Può essere ammesso al patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile (ovvero il reddito al netto della deduzione per abitazione principale e degli oneri deducibili) non superiore a euro 11.493,82 (D.M. 16.01.2018).

Ai fini della determinazione dei limiti di reddito, si tiene conto anche dei redditi non soggetti a IRPEF e dei redditi soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva (art. 76, c. 3, T.U.S.G.); pertanto confluiscono nel calcolo del reddito anche:

1) tutti gli introiti a carattere occasionale (risarcimenti per danni, sussidi una tantum, borse di studio, ecc.; Cass., sent. 34864/2017) o non occasionale (Cass., sent. 36362/2010). 

2) gli assegni familiari (ANF), gli assegni di mantenimento per i figli (Cass., ord. 24378/2019), le pensioni e le indennità (esclusa l’indennità di accompagnamento per invalidità civile totale; Cass., sent. 26302/2018);

3) i sostegni economici erogati da Enti Locali; i proventi sostitutivi di reddito e i risarcimenti per lucro cessante (es. Reddito di Cittadinanza, indennità di disoccupazione o mobilita, indennizzi per inabilità permanente, ecc.); la diaria per migranti (cd. pocket money) e ogni altra diversa entrata, compresi i proventi da lavoro irregolare o di natura illecita. 

4) Se l’istante convive con altri familiari (anche more uxorio), il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente convivente della famiglia (art. 76, c. 2, T.U.S.G.); la convivenza non è interrotta da detenzione in carcere o da soggiorno in comunità terapeutiche. Un reddito familiare inesistente non è di norma verosimile, essendo un reddito minimo indispensabile alle più elementari esigenze di vita; è onere dell’istante giustificare la veridicità dell’assunto, anche in relazione alle dimensioni del nucleo familiare convivente. 

Non si tiene conto del reddito percepito del familiare convivente se questo è in conflitto con l’istante.

Si tiene conto del solo reddito personale nei procedimenti aventi ad oggetto i diritti della personalità, ovvero: il diritto al nome, all’integrità fisica, all’assistenza sanitaria, alla protezione contro prodotti e azioni che attentino al proprio corpo (a eccezione degli interventi chirurgici), all’immagine, alla riservatezza, all’onore, alla reputazione e all’identità personale.

Come funziona nelle cause in materia di diritto del lavoro?

Il gratuito patrocinio è cosa diversa dall’esenzione dal pagamento delle spese di giustizia ovvero la possibilità di non pagare il Contributo Unificato nelle controversie di lavoro ed in quelle previdenziali ed assistenziali: Il limite di reddito da non superare per avere diritto all’esenzione dal pagamento di tali spese è: (€ 11.493,82 x 3) = € 34.481,46.

Ti ricordiamo che il nostro studio si occupa solo di diritto civile, commerciale, lavoro e tributario, e che pertanto se hai un’esigenza di tipo penale non possiamo aiutarti.

Come richiedere il patrocinio a spese dello stato a Roma?

Se sei a Roma puoi chiedere di essere ammesso al gratuito patrocinio tramite l’ordine degli avvocati di Roma o direttamente tramite l’avvocato che hai scelto a Roma.

L’avvocato a Roma ti farà compilare dei documenti relativi la domanda di patrocinio e l’autocertificazione sull’esistenza dei presupposti di legge per avvalerti del gratuito patrocinio.

Se sei straniero, ci sarà bisogno di una dichiarazione del tuo consolato che attesta che non hai redditi o immobili nel tuo paese di origine (che questo sia la Romania, Albania, Ucraina, Marocco, Bulgaria, Macedonia, Kosovo, Russia, Bosnia, Turchia, Croazia, Bielorussia e così via).

Contatta noi se hai un problema a Roma, se invece la tua causa è in altri Tribunali, allora qui trovi i nostri referenti

Se pertanto hai un problema di diritto penale allora ti serve uno studio legale penalista, e se sei a:

–  Torino ti possiamo sicuramente suggerire di rivolgerti all‘avv. Gabriele Pezzano (trovi tutte le informazioni al link).

Napoli, ti possiamo sicuramente suggerire di rivolgerti all’avv. Giuseppe Pappa (trovi tutte le informazioni utili al link).

Per i vari comuni della Regione Lazio, verifica la tabella della geografia giudiziaria e rivolgiti ad un avvocato con studio in quel territorio.

Contattaci per il gratuito patrocinio a Roma

Se pensi di aver diritto al patrocinio a spese dello Stato e cerchi un avvocato a Roma ci puoi contattare per una prima consulenza gratuita, descrivendoci il tuo problema tramite email o whatsapp. Clicca qui

4 commenti su “Il gratuito patrocinio per i non abbienti – Il patrocinio a spese dello Stato – Avvocato a Roma”

  1. Buongiorno, problemi famigliari di separazione e per la vecchia abitazione dove eravamo conviventi ma poi io ho lasciato l’abitazione per problemi con la coniuge. Contratto di casa e altre cose riguardo a dei pagamenti in sospeso.

    1. Avv. Marcello Padovani

      Salve, in caso di problemi di separazione si tiene conto solo del suo reddito e non di quello del coniuge ai fini del patrocinio a spese dello stato. Nel caso lei sia divenuto convivente con altri, il reddito dei conviventi si somma al suo.
      Per quanto riguarda l’assistenza in suo favore, dovrebbe inviarci una email all’indirizzo marcellopadovani@avvocatocivilistaroma.it indicando il suo numero di telefono per prendere contatti.

      1. Volha Kryvalevich

        Buongiorno.Io vorrei una consulenza personale sul separazione dal mio marito,io non lavoro è non ho mai lavorato adesso ho una bambina di 6 mesi vorrei essere più informata come devo procedere per iniziare il separazione.

  2. Stela Draghici

    Buongiorno vorrei una consulenza x quanto riguarda i miei diritti civili qui in Italia…diritti costituzionali,le legge della privacy e come avere un un’avvocato che mi rappresenti a livello legale….il mio caso è un po’ complicato…sn invalidità civile del 80% … ho fatto un percorso personale di cura ,riabilitazione ed inserimento al lavoro presso una comunità terapeutica…appartenente a Asl.Roma 1….ho un un’assistente sociale ..nei ultimi giorni mi sn succese delle cose bruttissime x cui ho l esigenza di averne un un’avvocato che rappresenti i miei diritti fondamentali costituzionali…chiedo scusa x il mio linguaggio, spero.che so stata abbastanza coerente nel racconto …

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