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Il divieto di espatrio nelle liti di famiglia ed il ricorso al giudice tutelare

Il tuo o la tua ex coniuge o compagno/a non paga l’assegno di mantenimento e vuoi revocare il passaporto? Hai ricevuto revoca del diritto di espatrio o vuoi ottenere dal Tribunale l’autorizzazione all’espatrio? Forse avrai bisogno di un avvocato che si occupi di diritto di famiglia.

E infatti se un genitore è inadempiente nel pagamento del mantenimento previsto per i figli minori, l’altro genitore può revocare il consenso all’espatrio rilasciando una dichiarazione alla Polizia.

Dove ci sia il ritiro del passaporto, o la revoca del diritto all’espatrio, il genitore che si vede destinatario di un simile provvedimento, se vuole riottenere il proprio passaporto dovrà presentare ricorso al Giudice Tutelare, come ad esempio il Tribunale Ordinario di Roma se i minori sono residenti a Roma, o al Tribunale di Velletri o Tivoli per molti che sono residenti nella provincia di Roma (il Giudice competente è quello del luogo in cui il minore è residente) .

A nulla vale impugnare il provvedimento del Questore dinnanzi il TAR o il Consiglio di Stato come recentemente affermato dalla Corte di Cassazione, che ha scritto un nuovo capitolo in materia. Con la sentenza 20433/2020, le Sezioni Unite hanno stabilito che la libertà personale non può essere limitata definitivamente dall’autorità amministrativa, ovvero dal questore, mentre resta diritto ad ottenere l’autorizzazione dall’autorità giudiziaria, ed in particolare dal Giudice Tutelare.

Il caso

Da cosa nasce questa sentenza? Da una controversia tra una coppia separata. Saltato l’assegno di mantenimento alle figlie sancito dal Tribunale, l’uomo si è visto revocare dalla ex moglie il consenso all’espatrio. Un’iniziativa che ha portato al ritiro del passaporto, con tanto di annotazione sui documenti: “non valido ai fini dell’espatrio”.

Il ricorso al Tar e al Consiglio di Stato

A quel punto l’uomo si è rivolto prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, che però gli hanno negato l’annullamento del decreto del Questore. Secondo i giudici amministrativi, la revoca del consenso da parte della ex moglie aveva “azzerato” la discrezionalità dell’autorità, in quanto il Questore non ha discrezionalità in materia, prevalendo la tutela del minore sulla libertà di espatrio del genitore. Tuttavia questa norma è ritenuta dalla CEDU in contrasto con i diritti dell’Uomo, se applicata in automatico ed a tempo indeterminato, con la conseguenza che sarà possibile presentare ricorso alla Corte di Strasburgo contro lo Stato Italiano al fine di ottenere il risarcimento del danno per l’applicazione di questa misura.

La decisione spetta al giudice tutelare

Non è dunque possibile ottenere l’annullamento del decreto del Questore dai giudici amministrativi. Come stabilisce la Corte di Cassazione, la strada da percorrere è un’altra e porta al giudice tutelare. È a lui che il padre separato deve chiedere l’annullamento della revoca del consenso all’espatrio.

La documentazione richiesta dal Tribunale di Roma alla data del 24/10/2020 è la seguente:

  • Ricorso per la richiesta;
  • Marca da bollo da 27,00 euro;
  • Certificato di residenza e stato di famiglia del richiedente;
  • Copia del verbale di separazione con omologa o dei provvedimento presidenziali, o copia di sentenza di divorzio o decreto affido minori nati fuori dal matrimonio;
  • Prova della richiesta di autorizzazione all’altro coniuge, inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno; 
  • Se vi sono motivi di urgenza occorre indicare la causa che ha impedito di richiedere il consenso dell’altro genitore.

Come si svolge il procedimento dinnanzi al Tribunale Tutelare?

Dopo la presentazione del ricorso il Giudice fisserà l’udienza di comparizione delle parti, il provvedimento sarà notificato all’altra parte e all’esito dell’udienza il Giudice deciderà la causa, salvo siano necessari altri approfondimenti istruttori.

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