Il caso della sig.ra “Maria” e la Vittoria del nostro studio contro Poste Italiane

Il caso della sig.ra “Maria” e la Vittoria del nostro studio contro Poste Italiane: quando potresti avere anche tu bisogno di un avvocato che si occupi di buoni fruttiferi postali.

Il dubbio della sig.ra Maria in merito al rendimento dei suoi buoni postali P/Q

Utilizziamo un nome di fantasia, e chiamiamo “Maria” la signora siciliana che si è rivolta al nostro studio a luglio 2019, dopo essersi vista rimborsare da Poste Italiane un importo nettamente inferiore rispetto a quello sperato per i propri buoni postali.

La signora Maria ci ha portato 5 buoni fruttiferi postali della serie QP tutti emessi dopo il 13/6/1986.

La cliente aveva un dubbio: proprio non si trovata con il calcolo delle somme che poste le avrebbe dovuto pagare alla fine dei trent’anni di rendimento dei buoni.

E’ anche vero che nessuno si trova con i calcoli di rendimento dei propri buoni postali, perchè le tabelle sul retro dei buoni ingannano sempre e non tengono conto della capitalizzazione degli interessi al netto della ritenuta fiscale applicata di anno in anno da Poste.

Cosa fare in caso di problemi sui buoni della serie P/Q?

Per la sig.ra Maria abbiamo svolto le seguenti attività:

Ebbene a distanza di appena 4 mesi, il 24/12/19 abbiamo avuto il piacere di ricevere l’accoglimento del nostro ricorso all’ABF, con le seguenti motivazioni:

 

 

 

 

 

 

 

Quindi l’ABF, secondo il suo ormai costante orientamento, ha affermato che siano dovuti alla sig.ra Maria gli interessi secondo la tabella posta a tergo dei buoni fruttiferi per il periodo che va dal 21° al 30° anno.

Significa che il DM del 13/6/1986, ha correttamente modificato i rendimenti per i buoni emessi prima della sua emanazione, mentre non ha modificato i tassi, per gli ultimi 10 anni (e quindi per il periodo compreso tra il ventesimo ed il trentesimo anno) per i buoni fruttiferi emessi dopo il 13/6/19 (dell’argomento abbiamo già parlato qui).

All’inizio di marzo 2020 la sig.ra Maria ha ricevuto da Poste un assegno per il risarcimento del danno pari ad € 28 mila.

Si tratta di una decisione che ci dà molta soddisfazione, innanzi tutto perchè arrivata a distanza di pochi mesi dall’avvio del percorso che abbiamo intrapreso, sia perchè prevedere il rimborso (seppure parziale) delle spese legali anticipate dalla nostra cliente.

Il comportamento di Poste da luglio 2020 sulle decisioni ABF come quelle della sig.ra Maria

La sig.ra Maria è stata tra le ultime fortunate ad ottenere il pagamento spontaneo da parte di Poste dopo le decisioni ABF sui buoni serie P/Q.

E difatti da luglio 2020 in poi, Poste ha dichiarato di non voler più adempiere alle decisioni ABF sui buoni P/Q, pur continuando a pagare i clienti che vincono i ricorsi ABF nelle altre controversie.

Il titolare di buoni P/Q pertanto, dopo l’accoglimento della decisione da parte dell’ABF, dovrà probabilmente fare causa in Tribunale per ottenere il pagamento da parte di Poste Italiane.

Se anche tu ti trovi nella situazione della sig.ra Maria, contattaci per un consulto senza impegno.

Se invece Poste Italiane dice che i tuoi buoni postali sono prescritti, leggi qui.

Se vuoi leggere la guida completa al mondo dei buoni postali e sui tuoi diritti, leggi la nostra guida.

4 commenti su “Il caso della sig.ra “Maria” e la Vittoria del nostro studio contro Poste Italiane”

    1. Avv. Marcello Padovani

      Salve,
      ci dovrebbe inviare il suo buono (fronte e retro) per comprendere di che fattispecie si tratta. Può usare l’email o aprire una chat whatsapp aprendo il sito dallo smartphone.
      Cordiali saluti

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