I ricorsi in via diretta alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo

Ritieni di aver subito, da parte dello Stato Italiano, la violazione di uno dei diritti consacrati dalla Carta CEDU?
 
Se anche tu ritieni che lo Stato Italiano abbia violato uno dei tuoi fondamentali diritti di libertà, uguaglianza, proprietà, consacrati nella Carta dei diritti dell’Uomo, hai la possibilità di rivolgerti alla Corte EDU per ottenere la condanna dello Stato a garantirti il diritto negato o a risarcirti del danno subito.
 
Ma cosa è la Corte EDU?
 
E’ una corte giurisdizionale internazionale, a cui aderiscono i paesi membri del Consiglio d’Europa. E’ il tribunale che assicura il rispetto dei diritti garantiti dalla Carta CEDU del 1950.
 
Come ci si rivolge alla Corte EDU?
 
Occorre presentare un ricorso, direttamente o tramite un avvocato. La Corte esaminerà il tuo caso valutando se la condotta dello Stato Italiano sia stata conforme ai parametri dettati dalla Carta CEDU.
Il ricorrente può essere un cittadino, un consumatore, un professionista o anche un’impresa.
 
Cosa occorre fare prima di rivolgersi alla Corte EDU?
 
Prima di avviare un ricorso alla CEDU risulta necessario esperire tutti i mezzi di ricorso interni, ovvero intraprendere tutte le cause necessarie ad ottenere garanzia del tuo diritto. Solo una volta esauriti i mezzi di ricorso interni sarà possibile agire davanti alla CEDU nel termine di 6 mesi.
 
Si ampliano tuttavia i casi in cui risulta possibile agire direttamente dinnanzi la CEDU senza esaurire i rimedi interni, ed in questi casi si parla di ricorsi diretti alla CEDU, che sono quelli giustificati da particolari ragioni, come ad esempi quelli dove il cittadino o l’imprenditore risultano impossibilitati da una legge interna ad azionare i propri diritti, o si vedono frapposti ostacoli insormontabili.
 
 

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