I prelievi illegittimi sulle carte e bancomat secondo la Cassazione

Cosa fare in caso di prelievo illegittimi su bancomat o sulla carta?

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Con la sentenza n. 9721/2020 la Corte di Cassazione si è pronunciata in materia di prelievi illegittimi sui conti correnti.

Questi i fatti: due correntisti titolari di un conto in comune hanno adito i giudici di merito in quanto lamentavano dei prelievi, avvenuti in modo illegittimo, sul proprio conto e di conseguenza chiedevano il rimborso alla Banca ritenuta dagli stessi responsabile del furto ex art. 1176 c.c.

Prima di giungere in cassazione, giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello) hanno declinato la responsabilità della Banca sulla base di due argomentazioni.

In primo luogo, i correntisti avrebbero dovuto dimostrare di avere diligentemente custodito la carta, nel caso di specie tale onere non è stato adempiuto.

In secondo luogo, i giudici hanno ritenuto che la banca avesse applicato correttamente le condizioni di contratto e pertanto nessuna responsabilità poteva essere alla stessa imputata.

La Corte di Cassazione accoglie i motivi di ricorso avverso la sentenza impugnata.

Nello specifico è richiamata la giurisprudenza di legittimità in materia, oltre al d. lgs. n. 11/2010 ai sensi dei quali “la banca deve fornire la prova della riconducibilità dell’operazione al cliente”.

Difatti il rapporto tra cliente e Intermediario finanziario è di natura contrattuale, ragion per cui trova applicazione sempre l’art. 1176 c.c e pertanto la responsabilità della banca non sussiste unicamente nel caso in cui il correntista abbia agito con colpa grave.

I giudici di legittimità pertanto alla luce della giurisprudenza e del d.lgs. n. 11/2010 hanno cassato la sentenza impugnata e dichiarato la responsabilità della banca sulla quale: “grava l’onere di diligenza di impedire prelievi abusivi, per altro verso grava sempre sulla banca l’onere di dimostrare che il prelievo non è opera di terzi, ma è riconducibile comunque alla volontà del cliente. Infine, quest’ultimo subisce le conseguenze della perdita se, per colpa grave, ha dato adito o ha aggravato il prelievo illegittimo.

 La decisione del Tribunale non è rispettosa di questi canoni. […] Il Tribunale fa gravare l’onere della prova sui correntisti, incaricando questi ultimi di dimostrare di non aver ceduto ad alcuno la tessera o il PIN e di aver diligentemente custodito la carta, senza considerare che, in ragione delle norme citate, è onere non dei correntisti, ma della banca, dimostrare la riconducibilità dell’operazione al cliente e non al terzo”.

E ancora, “il Tribunale ha omesso di considerare il dato legislativo, facendo invece prevalere il significato proprio delle condizioni generali di contratto, che pone a carico del correntista, qualora ovviamente emerga l’uso indebito da parte del terzo, solo la somma di 150 euro di quanto indebitamente prelevato prima della denuncia di blocco”.+

Se anche tu si vittima di prelievi illegittimi sulla tua carta di credito, bancomat o Postamat e non riesci ad ottenere il rimborso tramite la banca o le poste, contattaci per valutare la proposizione di un reclamo e ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

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