avvocato per causa alla banca a roma

I prelievi illegittimi sulle carte e bancomat: le truffe sui servizi di pagamento

I prelievi illegittimi sulle carte e bancomat e le truffe sui servizi di pagamento: quando serve un avvocato o uno studio legale che si occupi di diritto bancario a Roma o a Milano.

Cosa fare in caso di prelievo illegittimi su bancomat o sulla carta?

Anche tu sei vittima di un furto sulla carta di credito, bancomat, postamat o carta di debito e ti domandi come comportati? 

I pagamenti tramite Wallet Apple Pay

I pagamenti tramite Wallet Apple Pay o Google Pay sono pagamenti tramite carta di credito o bancomat.

La particolarità dei pagamenti in questione consiste nel fatto che la carta viene digitalizzata (o tokenizzata) ed a quel punto c’è un duplicato della tua carta sul telefono.

Per l’autorizzazione del pagamento, l’ok non viene più da Mastercard, Visa o dalla tua banca, bensì autorizzi il pagamento con il faceID, il touchID o il codice di sblocco del tuo iPhone o Smartphone.

Ebbene anche in questi casi si sono verificate truffe in materia di servizi di pagamento e quindi operazioni illegittime come prelievi contactless o pagamenti presso esercizi commerciali.

Dunque secondo l’ABF anche se l’operazione è avvenuta tramite Wallet Apple Pay o Google Pay, sempre la banca è a dover dimostrare che il pagamento è avvenuto correttamente con l’autenticazione da parte del cliente che ha subito la truffa.

Entro quanto posso contestare le operazioni bancarie?

Le operazioni bancarie di addebito su carta o conto possono essere contestate entro 13 mesi.

Ciò alla luce dell’art. 9 del d.lgs. 11/2010.

Il termine per la contestazione delle operazioni ha natura decadenziale, e quindi in assenza di contestazione entro 13 mesi le somme non potranno più essere richieste all’intermediario bancario.

I prelievi illegittimi su carte e conti correnti secondo la Corte di Cassazione

Con la sentenza n. 9721/2020 la Corte di Cassazione si è pronunciata in materia di prelievi illegittimi sui conti correnti.

Questi i fatti: due correntisti titolari di un conto in comune hanno adito i giudici di merito in quanto lamentavano dei prelievi, avvenuti in modo illegittimo, sul proprio conto e di conseguenza chiedevano il rimborso alla Banca ritenuta dagli stessi responsabile del furto ex art. 1176 c.c.

Prima di giungere in cassazione, giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello) hanno declinato la responsabilità della Banca sulla base di due argomentazioni:

  1. i correntisti avrebbero dovuto dimostrare di avere diligentemente custodito la carta, nel caso di specie tale onere non è stato adempiuto.
  2. i giudici hanno ritenuto che la banca avesse applicato correttamente le condizioni di contratto e pertanto nessuna responsabilità poteva essere alla stessa imputata.

La banca deve risarcire se non prova la correttezza delle operazioni di prelievo

Nello specifico è richiamata la giurisprudenza di legittimità in materia, oltre al d. lgs. n. 11/2010 ai sensi dei quali

“la banca deve fornire la prova della riconducibilità dell’operazione al cliente”.

Difatti il rapporto tra cliente e Intermediario finanziario è di natura contrattuale, ragion per cui trova applicazione sempre l’art. 1176 c.c e pertanto la responsabilità della banca non sussiste unicamente nel caso in cui il correntista abbia agito con colpa grave.

I giudici di legittimità pertanto alla luce della giurisprudenza e del d.lgs. n. 11/2010 hanno cassato la sentenza impugnata e dichiarato la responsabilità della banca sulla quale:

“grava l’onere di diligenza di impedire prelievi abusivi, per altro verso grava sempre sulla banca l’onere di dimostrare che il prelievo non è opera di terzi, ma è riconducibile comunque alla volontà del cliente. Infine, quest’ultimo subisce le conseguenze della perdita se, per colpa grave, ha dato adito o ha aggravato il prelievo illegittimo.

 La decisione del Tribunale non è rispettosa di questi canoni. […] Il Tribunale fa gravare l’onere della prova sui correntisti, incaricando questi ultimi di dimostrare di non aver ceduto ad alcuno la tessera o il PIN e di aver diligentemente custodito la carta, senza considerare che, in ragione delle norme citate, è onere non dei correntisti, ma della banca, dimostrare la riconducibilità dell’operazione al cliente e non al terzo”.

E ancora, “il Tribunale ha omesso di considerare il dato legislativo, facendo invece prevalere il significato proprio delle condizioni generali di contratto, che pone a carico del correntista, qualora ovviamente emerga l’uso indebito da parte del terzo, solo la somma di 150 euro di quanto indebitamente prelevato prima della denuncia di blocco”.

Cosa fare in caso di prelievi illegittimi sulla tua carta di credito, bancomat o Postamat?

Se anche tu si vittima di prelievi illegittimi sulla tua carta di credito, bancomat o Postamat e non riesci ad ottenere il rimborso tramite la banca o le poste, contattaci per valutare la proposizione di un reclamo e ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

Se invece ha un qualsiasi altro problema di diritto bancario o finanziario e cerchi un avvocato esperto in materia, leggi la nostra guida


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