I buoni fruttiferi postali Rendimenti e prescrizione

tabella bpf

Lo Studio non può rilasciare informazioni telefoniche in materia di buoni postali, se non dopo aver visionato la copia fronte e retro dei  buoni postali.

Se hai un buono fruttifero postale e Poste Italiane ti nega il rimborso del giusto importo puoi rivolgerti a noi per una prima consulenza senza impegno, trasmettendoci copia fronte retro dei buoni tramite email o tramite whatsapp, ti diremo se possiamo aiutarti e come. 

Attenzione, per i costi e l’impegno necessario all’istruttorio di ogni pratica, lo studio non può assumere incarichi di valore inferiore ad € 2000. 

Se i tuoi buoni valgono meno di € 2000 non ti possiamo aiutare.

Seguiamo decine di pratiche come quelle descritte a seguire e se il tuo problema rientra nelle casistiche di nostro interesse contiamo di farti ottenere il giusto risarcimento entro 1 anno.

Se sei a Roma o nel Lazio e cerchi un avvocato per gestire il tuo problema, puoi passare a trovarci, se sei nel resto d’Italia possiamo gestire la tua problematica senza necessità di incontrarci e trasmettendoci tutti i documenti per posta elettronica

I buoni fruttiferi postali

Il buono postale è un prodotto finanziario tra i più amati dagli italiani, una forma di risparmio quasi sacra, trasmessa di genitori in figli e da nonni a nipoti.

Da sempre, in tutte le famiglie italiane, c’è almeno un buono postale.

I buoni postali sono regolati dalla legge postale, sono di facile acquisto, è possibile averle per piccoli importi, sono impignorabili ed insequestrabili e la rete di vendita di Poste Italiane, con le migliaia di sportelli in tutte le città del Paese, ne ha consentito una distribuzione capillare.

Se sei qui, tuttavia, probabilmente hai avuto un problema con il tuo buono fruttifero postale, e di seguito trovi le prime informazioni per capire come affrontare la tua situazione.

Assegno di risarcimento pagato da Poste per un Buono Serie PQ del 1987
Assegno di risarcimento pagato da Poste per un Buono Serie PQ del 1987

Hai un buono postale della serie P/Q, P oppure O acquistato dopo il 1° luglio 1986?

Con il Decreto Ministeriale del 13/6/1986 è stata prevista l’emissione di una serie di buoni chiamata P/Q, stampata sui vecchi moduli dei buoni serie P e con dei timbri indicanti i nuovi rendimenti per il periodo compreso tra il ventesimo ed il trentesimo anno.

Nulla si dice, con quei timbri, riguardo il rendimento degli ultimi 10 anni, che infatti deve essere quello indicato testualmente nel buono.

Poste vorrà rimborsarti un minore importo, ovvero quello previsto per i buoni serie Q, ma hai diritto ad ottenere il pieno rendimento dei buoni previsto per gli ultimi 10 anni.

Se vuoi approfondire come fare per ottenere il pieno rendimento del tuo buono postale serie P/Q continua a leggere al link.

Leggi anche la storia della signora Maria e di come con il nostro aiuto ha ottenuto più di trentamila euro.

Poste non adempie alle decisioni dell’ABF?

Molti credono che Poste Italiane non adempia a tutte le decisioni ABF.

Nel luglio 2020, difatti, Poste Italiane ha comunicato di non voler adempiere alle pronunce favorevoli ai consumatori da parte dell’ABF con riferimento ai buoni P/Q: si tratta a nostro avviso di un fatto gravissimo, in quanto costringerà tantissimi risparmiatori a doversi rivolgere ai Tribunali per ottenere il pagamento dei maggiori interessi.

Quello di cui non si parla è che Poste continua a adempiere a tutte le altre decisioni ABF, e quindi quelle in materia di buoni postali prescritti ma anche quelle in materia di rendimento dei buoni Postali serie P, o a quelle in materia di servizi di pagamento.

Poste quindi adempie ad oggi a tutte le decisioni dell’ABF, eccetto che per le decisioni relative i buoni della serie PQ.

 

 

Hai un buono fruttifero e Poste ti dice che è prescritto?

Se vuoi sapere cosa fare con i tuoi buoni postali prescritti, comincia a leggere la nostra Guida e se non troverai la risposta contattaci.

Abbiamo cercato di indicare, buono per buono, la data di avvenuta effettiva prescrizione, decorsa la quale non riteniamo di poterti aiutare, cliccando al link troverai l’elenco da noi tenuto dei buoni a termine e delle date di prescrizione.

Per i buoni postali a 18 mesi abbiamo scritto una guida apposita, che trovi al link.

Vale il principio per cui la prescrizione matura 10 anni dopo la fine del rendimento del buono (o al massimo decorsi 10 anni dal 31 dicembre dell’anno in cui è cessato il rendimento).

Ciò vale tanto per i buoni ordinari che per quelli a termine che per quelli a 18 (diciotto) mesi.

In alcuni casi il cittadino beneficia di proroghe del termine di prescrizione, in conseguenza di disposizioni di legge come quelle sui terremoti dell’Abruzzo (con alcuni comuni di Lazio, Marche e Umbria) o dell’Emilia, come l’emergenza COVID19 o ancora per i buoni postali intestati ai minorenni dove non era possibile domandare il rimborso prima del compimento dei 18 anni da parte dell’intestatario.

Per i buoni in prescrizione nel periodo compreso tra il 31/1/2020 ed oggi (almeno sino al 31/3/2022), Poste talvolta ritiene che gli stessi non ricadano nel periodo di emergenza legato al primo DPCM COVID19, e pertanto potrebbe non rimborsare i buoni. 

In realtà la lettura dell’art. 34 del d.l. 34/2020 non chiarisce se il periodo di emergenza è solo il primo, o se deve valere la proroga prevista dai successivi DPCM. 

Hai un buono postale della serie Q?

A volte i buoni serie Q possono creare problemi di rendimento, per lo più per gli errori commesse da Poste al momento dell’emissione e nella compilazione dei moduli e nell’applicazione dei timbri. La questione con riferimento ai rendimenti dei buoni serie Q non è pacifica e c’è ancora molto da discutere. In particolare alcune autorevoli decisioni dell’ABF lasciano ancora dubbi in merito al possibile esito di questi contenziosi.

Attenzione, se hai un buono della serie Q guarda le foto in fondo a questa pagina: capirai se il tuo buono rientra tra quelli per i quali possiamo aiutarti (con molti dubbi in merito all’esito) o se non possiamo fare nulla per te. 

Se sei interessato all’argomento, continua a leggere al link.

I buoni fruttiferi postali del 2022

I buoni fruttiferi postali in emissione nel 2022 non creeranno problemi di rendimento, in quanto vengono emessi in forma dematerializzata ed alla scadenza l’importo sarà direttamente accreditato sul conto postale o sul libretto di riferimento.

I buoni fruttiferi postali emessi nel 2022 appartengono alla seguenti serie:

Buoni 3X4: durata 12 anni, rendimento 0,5% lordo a scadenza, secondo scaglioni crescenti.

Buoni 4X4: durata 16 anni, rendimento 0,75% lordo a scadenza, secondo scaglioni crescenti.

Buoni Ordinari: durata 20 anni, rendimento 0,30% lordo a scadenza, secondo scaglioni crescenti.

Buoni 5X5: durata 25 anni, rendimento 1,5% lordo a scadenza, secondo scaglioni crescenti.

Buoni 4 anni risparmiosemplice: durata 4 anni, rendimento 0,25% lordo a scadenza, secondo scaglioni crescenti.

Buoni Minori: durata fino alla maggiore età del minore, rendimento 2,5% lordo a scadenza, secondo scaglioni crescenti.

Conviene investire in buoni fruttiferi postali?

Ti domandi se conviene investire in buoni fruttiferi postali: come te in tanti hanno dubbi sull’opportunità di investire in BFP.

Nel 2022 i tassi delle obbligazioni e dei titoli di stato sono tornati ad essere nell’ordine del 2,5% o 3%, ma nel frattempo i tassi dei buoni fruttiferi postali non sono stati adeguati.

Le offerte di BPF pertanto in questo momento non appaiono molto in linea con altri investimenti offerti dal mercato, ma il buono fruttiferi postale offre ancora qualcosa di unico: la possibilità di ottenere la restituzione del valore nominale investito.

Insomma, con i buoni postali non guadagni (o guadagni davvero poco), ma sicuramente non perdi (eccezion fatta per l’inflazione che subisci, e salva l’ipotesi di una ipotetica e remota ristrutturazione del debito pubblico italiano).

Per contestare i buoni devono essere scaduti

Non si possono muovere contestazioni a Poste prima che i buoni siano scaduti o siano stati incassati. Per “scaduti” si intende buoni postali il cui periodo di rendimento è finito (che questo sia di 18 mesi, 7, 10 o 30 anni).

Quindi i BFP vanno incassati e poi sarà possibile fare reclamo, da soli o con l’assistenza di un avvocato che si occupi di BFP o di pratiche dinnanzi l’ABF:.

Hai un buono postale della serie P emesso prima del 13/6/1986?

Segnalaci il tuo caso in quanto stiamo raccogliendo adesioni per avviare un ricorso di gruppo dinnanzi la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per ottenere la condanna dello Stato Italiano per il risarcimento del danno che ti ha provocato. 

In particolare questa riteniamo sia l’ultima attività possibile in considerazione del fatto che la magistratura italiana non lascia più alcun margine di iniziativa (la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione hanno ripetutamente affermato che Poste poteva cambiare il rendimento senza comunicartelo).

Il rendimento dei BPF delle serie R, S e T

Altri problemi possono derivare dalle informazioni contraddittorie talvolta contenute nei buoni fruttiferi postali delle serie R, S e T.

Ciò in quanto i buoni della serie R prevedevano un rendimento dell’11,5% per il periodo dal 21° al 30° anno, mentre i buoni emessi subito (nel 1996 e 1997) dopo della serie S e T, annullavano il rendimento prevedendo un misero 0,5% per gli ultimi 10 anni. 

In caso di informazioni contraddittorie sui buoni in questione è possibile ottenere l’applicazione delle condizioni della serie R anche per i buoni delle serie S e T, giungendo di fatto al raddoppio del valore dei buoni postali.

Altre casistiche – I buoni postali con timbri illeggibili, assenti o errati

Se hai un buono postale e non sei d’accordo con i rendimenti che poste di ha rimborsato, puoi inviarci una copia dello stesso per una valutazione senza impegno. 

Sono decine le casistiche anomale che si sono verificate per piccoli errori posti in essere negli uffici postali al momento dell’emissione, per l’utilizzo di moduli errati, per l’apposizione scorretta di timbri o per la loro mancata apposizione.

A volte i timbri che dovrebbero modificare i rendimenti sono illeggibili o non chiaramente leggibili, come nel caso dei timbri della serie Q che non si leggono e che lasciano intatta la tabella sul retro, magari sviluppata sui moduli della serie P.

Il timbro illeggibile è da ritenere non apposto secondo la giurisprudenza ABF.

Possono crearsi problemi di rendimento anche con i buoni delle serie O, serie R e serie S.

La pari facoltà di rimborso dei buoni postali e dei libretti

Se il tuo buono reca la clausola PFR, ovvero Pari Facoltà di Rimborso, puoi riscuoterlo anche senza il consenso del contestatario o dei suoi eventuali eredi, ma Poste potrebbe creare ingiustamente delle difficoltà. 

Allo stesso modo non sei obbligato a presentare la dichiarazione di successione, sia per non spendere somme inutilmente, sia per non essere tenuto ad informare altri eredi.

Attenzione, secondo l’ABF diventa necessaria la quietanza di tutti gli aventi diritto quando a chiedere l’incasso è un coerede del contitolare defunto.

Se invece hai scoperto che un parente contestatario o erede di un contestatario ha incassato i buoni senza dartene notizia, hai diritto di ottenere il pagamento della tua quota direttamente da questa persona. Continua a leggere al link se sei interessato.

Hai già incassato i tuoi buoni e non hai tenuto copia

Non temere, Poste è obbligata a consegnarti copia dei tuoi buoni postali anche se li hai già incassati. Il rilascio di copia è subordinato al pagamento di un contributo spese di circa € 10 per buono. L’ufficio postale potrebbe creare difficoltà ma insisti. è un tuo diritto.

Hai vinto all’ABF per i buoni P/Q ma Poste Italiane non paga?

Hai ottenuto una pronuncia favorevole dell’ABF ma Poste non versa quanto oggetto di condanna.

In questa situazione si stanno venendo a trovare molti, a seguito delle comunicazioni di Poste che da luglio 2020 hanno affermato di voler sottoporre la questione dei soli buoni della serie P/Q ai Tribunali.

Il problema riguarda le sole decisioni della serie P/Q, mentre per le decisioni sugli altri buoni postali Poste Italiane ha sempre adempiuto alle decisioni ABF.

Se a seguito di una decisione dell’ABF che ha accolto il tuo ricorso, Poste Italiane ha comunicato di non voler adempiere, per ottenere il pagamento di quanto ti spetta non resta che rivolgerti alla giustizia ordinaria, e quindi al Giudice di Pace o al Tribunale a seconda che la tua causa abbia un valore superiore o inferiore ad € 5.000,00. 

L’aver svolto la procedura dell’ABF ti esime dalla mediazione obbligatoria. 

Il nostro studio segue queste cause in piccoli gruppi di risparmiatori che hanno situazioni simili, in modo da limitare spese e rischi per tutti gli aderenti. 

La sentenza n. 4384/2022 della Cassazione sui buoni P/Q 

La corte di Cassazione si è pronunciata in data 10/2/2022 con 4 sentenze identiche sui buoni della Serie PQ, e una di queste sentenze è la 4384/2022. 

La Corte di Cassazione nel caso in questione ha affermato che Poste ha ragione ed il consumatore ha torto, in quanto nessun affidamento andava riposto sulla tabella a tergo dei buoni, in quanto dalla semplice pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle condizioni di emissione era dato comprendere i tassi da applicare ai buoni.

La sentenza della Cassazione è un pessimo segnale sul percorso dei titolari di buoni della serie PQ, ma lo studio continuerà a monitorare gli sviluppi in materia.

Le decisioni ABF sui buoni P/Q del 2022 successive alle sentenze della Cassazione

Abbiamo visto come la Cassazione con 4 sentenze del 2022 abbia dato ragione a Poste, affermando come non ci sia diritto ai maggiori rendimenti previsti per gli ultimi 10 anni.

L’Arbitro Bancario Finanziario tuttavia non cambia opinione, e con le prime decisioni emesse in materia di buoni PQ nel 2022 conferma il suo orientamento di favore al consumatore.

L’ABF afferma difatti che le sentenze della Cassazione non appaiono adeguatamente motivate, e conferma che la normativa in materia appare violata dalle modalità concrete con cui i timbri di rettifica dei tassi sono stati aggiunti.

Le class action in materia di buoni fruttiferi postali

In diverse occasioni alcune associazioni dei consumatori hanno presentato delle class action per i problemi in materia di buoni fruttiferi postali, sempre senza successo.

Tutte le class action fino ad oggi proposte contro Poste Italiane sono state dichiarate inammissibili, per difetto di omogeneità delle domande presentate (per tutti i buoni ci sono date di emissioni diverse e sono dovuti importi differenti).

Tali decisioni, relative i buoni della serie PQ alcuni anni fa, e relative il buoni della serie Q nell’anno 2022 non risultano pienamente convincenti a chi scrive, ma delle sentenze si prende atto e per adeguarsi – e non incorrere in rigetti con costi e tempi conseguenti – non resta che procedere con cause di gruppo o cause individuali.

***

Se hai un buono postale e Poste ti nega un tuo diritto, puoi rivolgerti a noi per una prima consulenza senza impegno, trasmettendoci copia fronte retro dei buoni tramite email o tramite whatsapp, ti diremo se possiamo aiutarti (mentre non possiamo dare informazioni telefoniche senza vedere i buoni).

Tre esempi di BFP per i quali possiamo aiutarti 

(se emessi dal 1/7/1986 in poi)

buoni fruttiferi postali

Due esempi di buoni serie Q

per i quali NON ti possiamo aiutare

buoni postali serie Q

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Se invece hai un altro problema con la tua banca o la tua finanziaria, continua a leggere qui.

Se hai un buono fruttifero che vale più di € 2000 e Poste ti nega un tuo diritto, puoi rivolgerti a noi per una prima consulenza senza impegno, trasmettendoci copia fronte retro dei buoni tramite email o tramite whatsapp, ti diremo se possiamo aiutarti.

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