gestione separata inps

Gestione separata INPS e Casse private

Ammessa la ricongiunzione tra Gestione separata INPS e Casse private: ma potrebbe essere necessario un avvocato cassazionista che si occupi di diritto previdenziale a Roma.

La gestione separata INPS

La gestione separata INPS è un fondo del nostro Istituto di previdenza a cui sono obbligati ad iscriversi i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti che non abbiano una Cassa di categoria.

C’è obbligo di iscrizione dunque, per il principio che ogni lavoratore deve versare la previdenza e, se non versa altrove, deve versare in Gestione Separata.

La gestione separata INPS è una delle “tasse” più odiate, per via delle percentuali da capogiro e dell’applicazione del metodo contributivo.

Sei un professionista iscritto alla Cassa previdenziale professionale e vuoi ottenere la ricongiunzione dei contributi versati alla gestione separata INPS?

Se hai versato contributi alla gestione separata INPS, secondo le più recenti sentenze hai diritto ad ottenere la ricongiunzione dei periodi contributivi (che è cosa diversa dal cumulo o dalla totalizzazione e che può avere effetti molto vantaggiosi).

Spesso sorge l’esigenza di recuperale periodi previdenziali considerati persi.

Difatti, come saprai, oggi gli uffici dell’INPS continuano a negare la ricongiunzione onerosa se provieni dalla gestione separata.

Ma la condotta dell’INPS è scorretta come affermato dalle ultime sentenze della Corte di Cassazione.

Perchè hai diritto alla ricongiunzione tra Cassa e INPS?

Il diritto ad ottenere la ricongiunzione tra cassa privata ed INPS discende dalla legge.

Ciò in quanto l’articolo 1, comma 2 della legge 45/1990, consente ai professionisti dotati di una propria Cassa di trasferire dietro il pagamento di un onere tutti i contributi accantonati in altre “forme obbligatorie di previdenza per lavoratori dipendenti, pubblici o privati, o per lavoratori autonomi” accentrandoli nell’ente previdenziale di settore.

Questo significa che se hai versato somme alla gestione separata e oggi sei iscritto a:

… puoi oggi pretendere la ricongiunzione dei periodi contributivi, e quindi ottenere dalla gestione separata il pagamento alla propria Cassa di quanto versato, con il conseguente diritto ad un trattamento previdenziale unitario secondo le regole della tua cassa.

Come ottenere l’annullamento dell’avviso gestione separata

Se hai ricevuto un avviso bonario o un avviso di addebito per voci asseritamente dovute alla gestione separata INPS, occorre valutare immediatamente la possibilità di impugnare l’atto con:

  • ricorso amministrativo;
  • ricorso giudiziale.

E difatti in alcuni casi il decorso dei termini di legge (di 20 o 40 gg) comporta la definitività dell’accertamento e della debenza delle somme verso la gestione separata.

La prescrizione della gestione separata INPS

Anche i contributi dovuti alla gestione separata INPS sono soggetti a prescrizione.

Per la gestione separata bisogna tenere sempre conto di una prescrizione di 5 anni, decorso questo termine l’INPS non può più domandare il pagamento dei contributi dovuti.

Ma come si calcola la decorrenza della prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata?

Il dies a quo, da cui occorre far decorrere il termine di prescrizione dei contributi INPS è fissato di anno in anno da una circolare dell’INPS stessa, con la quale l’Ente indica la data di pagamento del saldo dei contributi da versare in gestione separata.

Avviso di addebito per gestione separata

In caso di mancata iscrizione alla gestione separata INPS oppure di mancato versamento dei contributi dovuti potresti ricevere un avviso bonario o un avviso di addebito.

Con l’avviso di addebito l’INPS ti notifica una sorta di cartella esattoriale, avverso la quale puoi proporre opposizione in Tribunale entro stretti termini con l’aiuto di un avvocato.

L’avviso di addebito è impugnabile per vizi formali oppure perchè le somme non erano dovute (come per chi non doveva essere iscritto) o ancora in caso di prescrizione dei contributi.

Spesso poi si scopre di dovere delle somme all’INPS sono con la ricezione, molti anni dopo, di una intimazione di pagamento o di un altro atto giudiziario da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia).

La gestione separata ed i professionisti

L’iscrizione in  gestione separata è spesso oggetto di contestazione da parte dei professionisti, che questi siano iscritti in un albo o meno.

E difatti a lungo si è discusso sul se i professionisti siano soggetti all’obbligo di iscrizione in gestione separata.

Oggi – dopo la sentenza della Corte Costituzionale 104/2022 – valgono i principi che seguono:

  • I professionisti che sono iscritti in un ente previdenziale di categoria (Cassa Forense, Inarcassa, Cassa Commercialisti, ecc.) non sono tenuti all’iscrizione in gestione separata;
  • gli avvocati del libero foro non iscritti alla Cassa di previdenza forense per mancato raggiungimento delle soglie di reddito o di volume di affari di cui all’art. 22 della legge 20 settembre 1980, n. 576 (Riforma del sistema previdenziale forense), sono tenuti all’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS;
  • gli avvocati del libero foro non iscritti alla Cassa Forense, sono esonerati dal pagamento all’INPS delle sanzioni civili per l’omessa iscrizione con riguardo al periodo anteriore alla sua entrata in vigore (prima del 2011).

Gestione separata e lavoro occasionale

Il lavoro occasionale potrebbe esonerare dall’obbligo di iscrizione in gestione separata.

Tuttavia la questione è delicata e va discussa ex ante con il proprio commercialista o consulente del lavoro.

Se invece non hai versato la gestione separata INPS per il lavoro occasionale svolto ed oggi ricevi un avviso di addebito per la contribuzione omessa, allora è interessante la sentenza Cassazione 1940/2023 secondo cui:

In materia di obblighi contributivi per il lavoratore autonomo occasionale, l’abitualità dev’essere apprezzata nella sua dimensione di scelta ex ante del libero professionista, coerentemente con la disciplina che è propria delle gestioni dei lavoratori autonomi, e non invece come conseguenza ex post desumibile dall’ammontare di reddito prodotto, dal momento che ciò equivarrebbe a tornare ad ancorare il requisito dell’iscrizione alla Gestione separata alla produzione di un reddito superiore alla soglia di cui all’art. 44, D.L. n. 269 del 2003 (pari ad € 5.000,00), che invece rileva ai fini dell’assoggettamento a contribuzione di attività libero-professionali svolte in forma occasionale“.

Estensione della contribuzione ai redditi di soci di SRL

Il socio di SRL o di altra società di capitali potrebbe vedersi richiedere dall’INPS il versamento di contributi, anche per il reddito da partecipazione anche se non incassato.

Ciò anche se il socio non ha svolto attività lavorativa per la stessa SRL, ma magari era iscritto all’INPS per attività commerciale o artigianale svolta altrove.

La Cassazione tuttavia con alcune sentenze del 2019 ha affermato che l’obbligazione contributiva è esclusa per redditi prodotti da società di capitali, in cui il socio artigiano o commerciante non presta la propria attività in quanto socio di capitale, e tracciando in questo modo un netto discrimine ai fini previdenziali tra redditi d’impresa e redditi di capitale.

Dunque se il reddito è “da capitale” e non c’è lavoro della persona nella SRL allora tale reddito non andrà assoggettato ad INPS anche se la persona è iscritta ad INPS per altro motivo.

Estensione della contribuzione ai redditi di soci di società di persone

Il socio di società di persone, come società semplici o SNC o SAS potrebbe vedersi richiedere dall’INPS il versamento di contributi, anche per il reddito da partecipazione anche se non incassato.

Significa che se c’è iscrizione a gestione commercianti o artigiani, l’INPS potrebbe con avviso bonario e avviso di addebito, domandare di assoggettare a contribuzione tutto il reddito realizzato ai fini IRPEF.

La questione relativa la correttezza delle richieste dell’INPS è ancora discussa e sarò possibile in alcuni casi contestare l’avviso di addebito impugnandolo in Tribunale per ottenere l’esclusione da contribuzione dei redditi da partecipazione.

Sovrapposizione gestione separata e INARCASSA

Non sono rari i casi in cui la gestione separata domanda i contributi su somme già assoggettate a versamenti in favore della Cassa previdenziale (Cassa Forense, Inarcassa, ecc…).

In caso di rapporti di collaborazione difatti il pericolo di una sovrapposizione esiste, anche in conseguenza di cancellazioni da un istituto previdenziale da un anno all’altro o della natura non chiara del tipo di collaborazione intercorsa.

L’errore dell’INPS può riguardare lo sfasamento temporale tra fatturazione ed incassi: si pensi al caso di un ingegnere che ha emesso una fattura nel 2021, al termine dell’anno solare si sia cancellato da Inarcassa e poi abbia ricevuto il pagamento della stessa fattura nel 2022.

La sovrapposizione può avvenire per un errore dell’INPS in merito alla natura dei redditi che per quanto riguarda di ingegneri è stata oggetto di analisi con Messaggio INPS 72/2015 secondo cui a singole attività corrisponde a seconda dei casi un obbligo di iscrizione all’INPS o a Inarcassa.

Iscrizione d’ufficio in gestione separata INPS

L’INPS procede d’ufficio all’iscrizione in gestione separata per quei liberi professionisti che hanno presentato dichiarazione dei redditi e non hanno dichiarato versamenti per contributi previdenziali.

La dichiarazione dei contributi previdenziali va infatti effettuata nel quadro RR della dichiarazione dei redditi, e quindi il dato presente in Agenzia delle Entrate viene utilizzato ai fini del calcolo dell’evasione contributiva.

Nel 2022 i professionisti e i lavoratori autonomi ricevono quindi gli ultimi accertamenti relativi l’anno 2016 (e quindi la dichiarazione presentata nel 2017). 

L’accertamento è un avviso bonario che indica l’avvenuta iscrizione d’ufficio ed il calcolo dei contributi dovuti in gestione separata oltre le sanzioni al 30%.

La ricongiunzione dei contributi

Che cosa è la ricongiunzione dei contributi?

La ricongiunzione dei contributi consiste nella possibilità – per chi va versato contributi in due o più gestioni – di trasferire tutti i contributi versati all’interno di una unica gestione.

L’obiettivo della domanda di ricongiunzione è di avere un’unica pensione, ed è un’alternativa alla totalizzazione ed al cumulo.

Se ti domandi perchè domandare la ricongiunzione, la risposta è semplice: perchè la pensione ci sarà o sarà maggiore, mentre restando i versamenti in diverse gestioni, senza anche totalizzazione o cumulo, il trattamento previdenziale potrebbe essere inesistente o solo più basso.

Le recenti sentenze in materia di ricongiunzione della gestione separata

Tra le recenti sentenze più rilevanti in materia di ricongiunzione della gestione separata, si segnala la sentenza Corte d’Appello di Milano 97/2022.

La sentenza riguarda un consulente del lavoro che chiedeva la ricongiunzione onerosa verso l’ENPACL.

Per la Corte d’Appello di Milano, in conformità all’orientamento che discende dalla sentenza Corte Costituzionale 61/1999 e Corte di Cassazione 26039/2019, la ricongiunzione è strumento alternativo a cumulo e totalizzazione, e che può permettere effetti benefici all’interessato, come ottenere trattamenti a cui non avrebbe accesso nella cassa privata in caso di totalizzazione o cumulo.

Dunque l’INPS deve concedere la ricongiunzione da gestione separata verso l’ENPACL da parte del consulente del lavoro che la richieda a titolo oneroso.

Problemi nel passaggio tra INPGI e INPS

Dal 1° luglio 2022 giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti titolari di un rapporto di lavoro subordinato di natura giornalistica saranno iscritti all’Inps, a seguito della cessazione dell’INPGI.

L’INPGI infatti, a seguito dei gravi squilibri di bilancio, è stata fatta confluire nella previdenza generale INPS.

Se nulla dovrebbe cambiare per chi percepisce già la pensione o sarà andato in pensione al 31/6/2022, alcune novità dci saranno per chi maturerà i requisiti per la pensione successivamente, in quanto nella gestione INPGI il sistema retributivo è valso sino al 2017, mentre dal 2017 è valso il contributivo.

Cambiano anche le pensioni indirette, con l’applicazione delle percentuali INPS per le pensioni di reversibilità (più severe di quelle INPGI).

In caso di problemi nel passaggio tra INPGI ed INPS, contattaci per una prima consulenza senza impegno.

Cumulo tra pensione INPGI e redditi

La Corte di Cassazione nel 2022 ha confermato che i pensionati di vecchiaia INPGI hanno diritto al cumulare assegno pensionistico ed altri redditi.

Valgono per i pensionati INPGI le medesime regole previste per gli altri lavoratori iscritti all’INPS.

Con il passaggio dell’INPGI all’INPS, i regolamenti che prevedono limiti al cumulo paiono quindi destinati a sparire anche alla luce della generale parificazione dei trattamenti alla luce della disciplina generale relativa i pensionati INPS.

Avvocato e gestione separata INPS

Gli avvocati non devono più versare contributi a gestione separata INPS perchè vige l’obbligo di iscrizione in Cassa Forense.

Se si versa in Cassa Forense non si deve versare INPS, tuttavia sono ancora in circolazione cartelle esattoriali di qualche anno fa con cui l’INPS cerca di recuperare il credito verso avvocati che non hanno versato la contribuzione in gestione separata.

Se invece cerchi un avvocato che si occupi di gestione separata INPS, speriamo di averti dato qualche informazione utile. 

Se INPS ti ha notificato un avviso bonario, un avviso di addebito relativo la gestione separata o ti nega la possibilità di ottenere la ricongiunzione contatta il nostro studio di avvocati cassazionisti per una prima consulenza senza impegno.

Un altro modo per aumentare la tua anzianità contributiva potrebbe arrivare dagli anni in cui hai lavorato in part-time verticale ciclico, ne parliamo qui.


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Il nostro studio legale di avvocati cassazionisti è pronto ad aiutarti in ogni passo del tuo caso. Non esitare a contattarci per una consulenza iniziale. Per rendere il processo più rapido ed efficiente, ti invitiamo a inviarci tutta la documentazione necessaria.





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