COME TROVARE LAVORO AVVOCATO ROMA

Come trovare lavoro da avvocato a Roma e Milano

Come fare per trovare lavoro per i giovani avvocati a Roma e Milano? 

E’ una domanda che si fanno molti dei migliaia di giovani che ogni anno superano l’esame di stato da avvocato.

In questo post cerchiamo di fare un po di chiarezza in materia, provando a dare delle cifre oneste e senza raccontare frottole su questa piccola nicchia del mondo del lavoro.

Proviamo a dire quello che nessuno dice sul mondo del lavoro negli studi.

A volte queste verità non si raccontano perchè scomode, a volte perchè c’è pagamento in “contanti”, altre volte perchè va bene così a tutti.

Se sei qui perchè hai scritto su google qualcosa tipo: “avvocato lavoro”, forse invece cerchi un avvocato che si occupi di diritto del lavoro (nel caso clicca sul link).

La storia del mondo del lavoro negli studi legali in Italia

Il numero degli avvocati in Italia è cresciuto esponenzialmente nel dopoguerra.

In particolare dagli anni 80 ad oggi, si è passati da poche decine di migliaia di professionisti a circa 250 mila persone.

Storicamente l’avvocato è sempre stato un individualista, e difficilmente ha voluto condividere con altri le proprie scelte (e i propri soldi).

Trovare lavoro in uno studio legale ha significato quindi quasi sempre fare la pratica forense gratis.

In alcuni casi, il praticante negli anni è riuscito al massimo a ricevere dei rimborsi spese, ed i più meritevoli sono riusciti a farsi concedere “percentuali” sulle pratiche lavorate.

I giovani avvocati spesso sono stati anche stati privati della possibilità di crearsi una propria clientela, o quando gli è stata data la possibilità di crearla hanno lasciato tutti o quasi i compensi al loro studio.

A volte si sono toccati paradossi, come quello di praticanti (o meglio le loro famiglie) hanno dovuto pagare il dominus, pur di far avere al giovane una formazione in uno studio prestigioso.

I giovani professionisti in ogni caso si sono rivelati preziosi, soprattutto per gli adempimenti di cancelleria nei tribunali, le notifiche, le attività materiali.

Non si può parlare – a lungo – di un vero mondo del lavoro negli studi legali: al massimo lo spazio c’è stato per le segretarie, strumento prezioso e costosissimo nell’economia degli studi.

La modernizzazione e la specializzazione degli studi legali

Negli ultimi 30 anni centinaia di studi legali in italia hanno sviluppato competenze settoriali e creato economie di scala.

In particolare assistendo clienti di grandi dimensioni, come imprese, banche, assicurazioni ed il contenzioso seriale da queste richiesto, è stato possibile per gli avvocati assumere collaboratori, utile “manovalanza” necessaria per avviare ogni giorno numerose cause, per presenziare a 7-8 udienze ogni mattina e così via.

In questi studi specializzati, in particolare nelle grandi città, i giovani avvocati sono riusciti a ottenere qualcosa di simile ad uno “stipendio”.

Mentre in provincia e nei paesi, i praticanti e i giovani avvocati rarissimamente ricevono un compenso fisso dal dominus, in città le cose a volte stanno diversamente.

Altre forze dirompenti si sono abbattute sul mondo del lavoro negli studi, e tra queste:

  1. Il crescente costo delle segretarie, i cui stipendi sono spesso diventati insostenibili anche per i vincoli derivanti dal rapporto di lavoro subordinato;
  2. L’incremento del numero dei professionisti, che si sono spartiti una torta che forse non è cresciuta proporzionalmente;
  3. Il processo telematico in materia civile, che ha ridotto moltissimo l’esigenza di “manodopera” per gli adempimenti di cancelleria;
  4. La notifica a mezzo pec, che ha ridotto la necessità di effettuare notifiche;
  5. La liberalizzazione dei compensi, che ha introdotto una spinta concorrenziale talvolta al ribasso (cosa che ha anche portato a conseguenze positive per il mondo del lavoro).

Che “stipendi” offre il mercato del lavoro negli studi legali nel 2020

Ricordiamoci che non si può parlare di stipendio per un avvocato.

Difatti con l’iscrizione all’albo non si può stipulare un contratto di lavoro subordinato, ma si lavora con partita IVA, con pro e contro.

Tra questi l’iscrizione obbligatoria a Cassa Forense, che è relativamente poco costosa per i redditi alti, mentre invece ha valori minimi che incidono molto sui redditi bassi.

Altro costo è l’apertura della partita IVA, il dover pagare il commercialista una volta l’anno per la dichiarazione, l’iscrizione annua all’albo, l’obbligo di assicurazione per la responsabilità professionale.

In provincia e nei paesi resta difficile trovare una collaborazione remunerata per un praticante o un giovane avvocato.

Nelle città più grandi come Roma e Milano, ci sono diverse possibilità, al netto dell’emergenza Covid19.

Quali somme può ricevere un praticante in una grande città nel 2020

Se nei primissimi mesi di pratica spesso non  previsto rimborso spese, dopo 3-4 mesi di collaborazione un praticante può ambire a un rimborso spese di 300-400 euro senza aprire partita IVA.

I giovani più determinati aprono presto la partiva IVA, così aprendosi alle possibilità del mercato, con i relativi oneri e onori.

Dopo un anno di pratica i più bravi riescono a ricevere 600-1000 euro.

Fanno eccezioni i collaboratori di alcuni grandi studi, che dal primo giorno percepiscono 1500-2000 euro, e dopo un anno possono anche ricevere € 3000 lordi, che in regime forfettario sono sicuramente cifre dignitose.

Quali somme può ricevere un giovane avvocato in una grande città nel 2020

Subito dopo l’esame di abilitazione un giovane avvocato a Roma o Milano deve percepire almeno 700-1000 euro lorde.

Ragionevolmente nelle città si può ambire a 1500-2000 euro se si ha una buona preparazione settoriale e si è pronti a lavorare duro.

Negli studi più grandi si riesce a ricevere anche uno stipendio di 4000 euro lordi.

Dove cercare lavoro come avvocato nel 2020

Ci sono molte “bacheche” e siti che aiutano l’incontro di domanda e offerta tra studi legali e avvocati e praticanti.

Tra questi l’Ordine degli Avvocati di Roma e Milano.

Ci sono poi siti di agenzie di lavoro e procacciamento di collaboratori, o headhunter (cacciatori di teste) a volte incaricate di scovare talenti con specializzazioni particolari (magari in societario, lavoro, M&A, privacy, o altre materie settoriali).

La strada più concreta resta una: cerca di avere un Curriculum Vitae competitivo per formazione, lingue ed esperienze. Manda il tuo CV agli studi legali che si occupano della tua materia preferita e le cose succederanno da sole.

Un consiglio da chi si è guardato intorno da giovane

Finché le cifre sono basse puntate alla formazione e non allo “stipendio”.

Ricevere € 500 al mese per fare solo decreti ingiuntivi, o solo privacy, può essere interessante ma potenzialmente limita la vostra formazione. Salvo che non siate così determinati e pazienti da insistere su quel singolo settore tutta la vita professionale.

Quando le cifre salgono si può rinunciare al valore formativo in cambio della vile ma pure necessaria pecunia.

Dopo l’abilitazione ogni giovane avvocato deve guardare in fondo alla propria anima e cercare di capire se si vuole dare completamente al lavoro e dedicarsi alla professione.

Se la risposta sarà: “si sono pronto a lavorare 11 ore al giorno e portarmi a casa i fascicoli la sera e nel weekend”… allora bene, potrebbe essere la vostra strada.

Nell’arco di qualche anno, al più o meno misero stipendio si affiancheranno i guadagni derivanti dai propri clienti.

Molti si pentono prima o dopo, qualcuno capisce le cose a 27 anni, qualcuno a 40. Altri restano determinati a lungo e poi si perdono o si maledicono a 50 anni.

Una regola non esiste e ognuno deve trovare la propria strada.

Per me è stata la scelta migliore della mia vita.

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