Come si impugna il rigetto della domanda di reddito di cittadinanza (o la sua revoca)

Se anche tu hai ricevuto comunicazione di rigetto della tua domanda di reddito di cittadinanza, sei sulla pagina giusta per cercare di capire come comportarti.

Nella legge 26/2019, con cui è stato istituito il reddito come misura di ausilio a reddito delle fasce sociali più deboli ma non viene previsto in alcun modo come debba essere impugnato il rigetto della tua domanda.

Nella stessa legge infatti non è stata purtroppo contemplata l’ipotesi dell’errore o dell’omissione da parte dell’INPS nel decidere l’accoglimento della tua richiesta.

In assenza di diverse previsioni da parte della legge, si ritiene opportuno osservare i seguenti termini di impugnazione:

  1. 30 giorni per il ricorso amministrativo;
  2. 40 giorni per l’impugnazione dinnanzi il Tribunale Ordinario;

Resta salva la possibilità per il cittadino di presentare una nuova domanda di reddito di cittadinanza allegando la documentazione corretta eventualmente omessa o scorrettamente descritta, ma l’impugnazione appare la strada più opportuna a fronte dell’errore da parte dell’INPS nell’esame della documentazione.

Questo qui descritto rappresenta solo uno dei primi problemi che emerge dall’applicazione del reddito, se già si pensa all’ipotesi della revoca del beneficio del reddito in assenza dell’effettiva chiamata del cittadino per la proposta di lavoro.

Se hai problemi con l’ottenimento del reddito di cittadinanza contatta il nostro studio per una consulenza senza impegno.

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