AVVOCATO TRADING ONLINE

Come ottenere risarcimento per le perdite da trading online

Soldi persi con il trading. Come ottenere risarcimento per le perdite da trading online? potresti avere bisogno di uno studio legale che si occupi di diritto finanziario a Roma o a Milano

Hai registrato delle perdite facendo trading online e vuoi ottenerne il recupero? Se hai perso con degli investimenti disposti in autonomia tramite online banking?

Se stai leggendo questa pagina è possibile che anche tu sia vittima del trading online.

Sei un investitore che ha concluso delle operazioni finanziarie online ma ritieni che l’Intermediario non abbia adempiuto ai doveri di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza ai quali è tenuto sulla base delle disposizioni legislative?

Come recuperare i soldi persi nel trading?

Se ti stai domandando come recuperare il soldi persi nel trading online, sei di fronte a due scelte:

  1. o hai perso dei soldi e ti domandi se ti puoi ancora fidare del tuo broker o del tuo consulente, ma sei ancora tentato da provare ad investire ancora per recuperare;
  2. o hai perso dei soldi nel trading e hai capito che non esiste possibilità di recuperare se non facendo causa al tuo broker.

E difatti in molti casi è possibile recuperare le perdite da trading tramite l’aiuto di un avvocato.

Un avvocato esperto in diritto finanziario e trading, difatti, in alcuni casi può farti ottenere il risarcimento del danno subito per le straordinarie grossolane violazioni di legge che la gran parte degli intermediari pongono in essere.

Con il trading online il cliente ha diritto alle stesse garanzie previste per l’investimento standard

Ebbene, la Comunicazione Consob n. DI/30396 del 21/4/2000, relativa al trading online, risulta essere fondamentale in materia in quanto contribuisce a chiarire e ad enunciare le regole alle quali gli intermediari finanziari devono attenersi.

Difatti tale peculiare modalità di acquisto e di vendita di strumenti finanziari non esime gli intermediari dall’osservare le disposizioni alle quali sono vincolati di solito.

Ciò è quanto chiarito più recentemente dall’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) e dalla Consob, già nel 2000, con la menzionata Comunicazione pubblicata ad hoc dove espressamente afferma di

riconoscere agli intermediari piena libertà di ricorrere ad Internet per la prestazione dei propri servizi, in un quadro peraltro di perdurante garanzia circa il rispetto delle regole di condotta vigenti”.

L’aumento dell’utilizzo di tale piattaforma da parte degli investitori e la poca trasparenza degli intermediari in materia hanno portato alla nascita di numerose controversie dinanzi all’ACF.

Organismo quest’ultimo che di recente si è dichiarato competente altresì a decidere in merito a una non corretta gestione, da parte degli intermediari, delle piattaforme di Home Banking.

Quali sono gli oneri informativi degli intermediari in caso di trading online?

Difatti, secondo quanto evidenziato dalla Comunicazione della Consob, è onere degli intermediari quello di

“dotarsi di sistemi informativi interni adeguati a garantire, tenuto conto dei volumi delle transazioni disposte, il rispetto dell’obbligo di eseguire con tempestività gli ordini impartiti dagli investitori” .

E ancora “può risultare opportuno concludere accordi con Internet provider e con altri soggetti coinvolti nel processo, idonei a garantire la funzionalità efficiente del servizio prestato.

In ogni caso è necessario che l’intermediario predisponga adeguate procedure e risorse per far fronte ad eventuali “cadute” (anche temporanee) del sistema automatizzato, dotandosi di strumenti alternativi, efficienti e strutturati, che consentano alla clientela di proseguire l’operatività.

Si rammenta che le modalità e le caratteristiche di tali strumenti alternativi di ricezione degli ordini devono essere indicate già nel testo contrattuale”.

Le cautele predisposte per gli investitori non possono pertanto essere in alcun modo trascurate o rese meno efficaci con il trading online.

Gli intermediari sono tenuti, secondo l’art. 21 del Testo Unico della Finanza (TUF) a rispettare l’obbligo di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza nell’ambito della prestazione dei servizi di investimento e di gestione patrimoniale.

E quindi non ci deve essere differenza tra informative dovute a chi investe in Filiale di una banca o in autonomia tramite l’online banking.

Cosa fare in caso di perdite nel trading online per via delle carenze informative?

In caso di carenze informative e violazioni da parte dell’intermediario rispetto ai propri doveri di diligenza, è possibile rivolgersi ad un avvocato che si occupi di diritto finanziario.

La cosa più ragionevole da fare consiste nell’inviare un reclamo e poi rivolgersi all’ACF Arbitro Controversie Finanziarie della Consob, che ha avuto modo di pronunciarsi spesso in materia.

Si veda ex multis la Decisione del Collegio ACF del 3 aprile 2019 che, nell’accogliere il ricorso dell’investitore, ha chiarito che:

“con riferimento alla censura riguardante la mancata assunzione delle informazioni necessarie per eseguire la valutazione di appropriatezza – valutazione, questa, certamente dovuta anche nell’ambito di un servizio di esecuzione di ordini, ed anche ovviamente in caso di investimenti disposti da remoto (la circostanza che l’investitore si avvalga di strumenti telematici per disporre le operazioni non può giustificare un abbassamento della sua soglia di tutela) – il Collegio non può esimersi dal rilevare che il profilo del ricorrente è stato rilevato dall’intermediario solo al momento dell’apertura del rapporto, poi in maniera piuttosto generica […]ed oltretutto da allora mai più aggiornato”.

La dichiarazione di operatore qualificato rende impossibile il risarcimento?

Molti subiscono perdite dopo aver firmato alla banca o al broker la dichiarazione di avere natura di “operatore qualificato”.

L’operatore qualificato è colui che per competenze personali e professionali, oltre che per esperienza negli investimenti, ha la possibilità di utilizzare gli strumenti più rischiosi nel trading.

La dichiarazione di operatore qualificato tuttavia non può essere sempre sottoscritta, dovendo il broker compiere alcuni controlli e soprattutto la banca è responsabile per l’omissione degli obblighi informativi anche se il cliente è operatore qualificato.

In particolare la Corte di Cassazione a SS.UU. con la sentenza 29107/2020 ha affermato il diritto al risarcimento del cliente – operatore qualificato – per l’omissione dei doveri informativi della banca nella stipula di uno SWAP sottoscritto a “protezione” di un finanziamento e poi rivelatosi un salasso per il cliente.

Si tratta di obblighi che devono essere osservati nei confronti di tutti gli investitori, quindi anche coloro che effettuano operazioni finanziarie autonomamente online.

Recupero soldi trading

Per provare ad ottenere il recupero dei soldi persi con il trading, non ti resta che contestare le operazioni all’intermediario.

Il recupero dei soldi persi con il trading può avvenire infatti solo con un reclamo e un procedimento di ADR, come un arbitrato alla Consob o all’organismo deputato nel paese di riferimento (es. Cipro, Grecia, Malta…).

Non sempre è possibile il recupero dei soldi persi con il trading ma spesso ci sono ottime possibilità di ottenere il recupero di almeno una parte dei soldi persi con il trading online.

Se invece le tue perdite derivano da trading online su CFD, allora leggi il nostro post.

Qualora invece tu abbia un qualsiasi altro problema di diritto finanziario, leggi la nostra guida.

Se pertanto ritieni che la tua Banca o il tuo intermediario finanziario sia stato inadempiente agli obblighi ai quali è tenuto ex lege e cerchi uno studio legale a Roma che si occupi di diritto finanziario, contattaci per una prima consulenza senza impegno.

 

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