NOTIFICA ATTO GIUDIZIARIO COSA PUO ESSERE

Le cause più frequenti tra contribuenti ed Agenzia delle Entrate

Quali sono le cause più frequenti tra contribuenti ed Agenzia delle Entrate?

Le andiamo ad analizzare in questo post, mentre se hai un altro problema di diritto tributario con Equitalia, l’Agenzia Entrate Riscossione o l’INPS leggi qui.

I comportamenti antieconomici

I comportamenti antieconomici sono quelli:

1) posti in essere dall’imprenditore;

2) e che non sono diretti a ridurre i costi o aumentare i ricavi, ma solo diretti a pagare meno tasse.

L’Agenzia delle Entrate compie dunque una valutazione di merito delle scelte dell’imprenditore, per accertare se vi è una elusione o un abuso del diritto, consistente nell’aver compiuto attività formalmente regolari, ma dirette solo a ridurre il carico fiscale.

I comportamenti antieconomici sono spesso di difficile accertamento, ed anche in sede di impugnazione dell’accertamento, al Giudice sarà richiesta una anomala analisi di merito di ciò che all’imprenditore conveniva o meno fare anni addietro, quanto il comportamento antieconomico è stato posto in essere.

I compensi degli amministratori come comportamento antieconomico

I compensi degli amministratori spesso vengono presi a riferimento come comportamento antieconomico dell’impresa.

E difatti spesso accade che l’Agenza delle Entrate contesti l’eccessivo compenso all’amministratore quale comportamento antieconomico. 

Raramente un accertamento simile ha senso, e difatti non è chiaro il motivo per cui l’impresa dovrebbe “calcare la mano” sul compenso dell’amministratore per ridurre l’IRES al 27,5% per far pagare un’IRPEF di solito ben superiore all’amministratore.

Un caso potrebbe essere l’amministratore che non versa poi l’IRPEF di sua competenza, ma si tratterebbe di una condotta di evasione non addebitabile all’impresa che ha posto in essere il comportamento antieconomico.

Le operazioni soggettivamente inesistenti

Le operazioni soggettivamente inesistenti sono quelle in cui:

1) una transazione commerciale c’è (es- cessione di beni o fornitura di servizi);

2) Ma il fornitore reale è diverso da quello che ha emesso la fattura.

Una operazione soggettivamente inesistente può essere diretta a gonfiare i ricavi o ad abbattere i costi, e pertanto l’Agenzia delle Entrate potrebbe accertare in capo all’impresa maggiori utili, escludendo la deducibilità dei relativi costi.

Le operazioni soggettivamente inesistenti pongono altresì problemi in materia di IVA, Imposta sul Valore Aggiunto, dove la deducibilità presta il fianco alle cd. “Frodi carosello”, dove il soggetto che ha portato in detrazione la fattura soggettivamente inesistente potrebbe essere parte della frode (dovrebbe dare prova di aver ignorato senza sua colpa la natura fraudolenta dell’operazione).

La notifica dell’accertamento prima del 60 giorni

L’avviso di accertamento non può essere notificato prima del 60 giorni dal momento in cui l’Agenzia delle Entrate ha consegnato copia del verbale delle operazioni di controllo.

Ciò in quanto entro 60 giorni il contribuente può presentare le sue osservazioni e formulare richieste che l’Agenzia delle Entrate ha l’obbligo di prendere in considerazione, prima di notificare l’accertamento.

In questo senso si è pronunciata anche la Corte di Cassazione a Sezioni Unite, secondo cui l’inosservanza del termine di 60 giorni comporta l’illegittimità dell’accertamento per violazione del contraddittorio anticipato e per violazione dello Statuto del Contribuente.

Le società a ristretta base azionaria

Le società a ristretta base azionaria sono quelle con pochi soci, legati tra loro da vincoli di parentela o amicizia.

Quando l’Agenzia delle entrate accerta maggiori redditi extra bilancio in favore della società (es. incassi in nero, false fatture passive) può notificare l’accertamento anche ai soci.

Ciò in quanto vale la presunzione per cui in una piccola società di famiglia o tra amici, i maggiori utili siano stati distribuiti.

Per far valere l’accertamento nei confronti dei soci personalmente è necessario che i soci non siano più più di 3, che questi siano legati da vincolo di parentela o amicizia, e che questi soci abbiano un potere di controllo diretto sulla società.

L’avviso di accertamento dovrebbe essere emesso nei confronti della società e poi una volta definite le impugnazioni dovrebbe essere emesso l’accertamento nei confronti dei soci.

Se invece hai un altro problema di diritto tributario, fiscale o previdenziale e cerchi un avvocato o uno studio legale a Roma o Milano per la tua pratica contro Equitalia, Agenzia Entrate o INPS, contattaci per una prima consulenza senza impegno.

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