cartelle esattoriali

Le cartelle esattoriali

Cartelle esattoriali: cosa possono essere?

Hai trovato un avviso nella cassetta della posta e si parla di atto giudiziario o c’è un Riferimento all’Equitalia, oggi Agenzia Entrate Riscossione?

La cartella esattoriale è l’atto con cui l’Agenzia Riscossione, ex equitalia, cerca di recuperare le somme che risultano dovute dai cittadini ai vari enti fiscali o tributari (es. Agenzia delle Entrate, INPS, Comuni e così via).

Se ti stati domandando a cosa sia riferita la cartella esattoriale, allora sei sulla pagina giusta per capire cosa fare con l’aiuto di un avvocato che si occupi di debiti con i fisco.

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Cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate

Le cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate sono le più frequenti, in quanto hanno ad oggetto i tributi non pagati come l’IVA e l’IRPEF, l’IRAP o IRES.

Le cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate, la quale affida l’attività di recupero del credito all’Agenzia delle Entrate Riscossione, sono gli atti con cui il fisco cerca di recuperare il suo credito.

A volte la cartella si fonda sull’omesso versamento degli importi indicati nelle dichiarazioni IVA o dei redditi, altre volte si fonda sull’accertamento di maggiori redditi non assoggettati a tassazione, altre volte gli accertamenti riguardano atti soggetti ad imposta di registro (come l’acquisto di immobili, terreni o aziende).

I tributi veri e propri si prescrivono in 10 anni, mentre in 5 anni si prescrivono le sanzioni e gli interessi. Può avere quindi senso impugnare la cartella esattoriale per il solo fatto di contenere sanzioni ed interessi che elevano a dismisura il debito, e poi una volta ridotti gli importi dovuti domandare la rateizzazione delle somme residue dovute all’Agenzia delle Entrate.

Cartella esattoriale INAIL

La Cartella Esattoriale INAIL è l’atto notificato dall’Agenzia Riscossione, ex Equitalia, cerca di recuperare le somme che risultano dovute dai cittadini all’INAIL, Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro. 

Le cartelle INAIL, avendo per oggetto contributi, sono soggette ad una prescrizione di 5 anni.

L’opposizione contro le cartelle INAIL si propone dinnanzi il Tribunale Ordinario e non dinnanzi le Commissioni Tributarie.

Cartella esattoriale Tribunale di Roma

Potresti ricevere una cartella esattoriale emessa dal Tribunale di Roma, o di un altro Tribunale.

Anche questa cartella sarà notificata come atto giudiziario dall’Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) e potresti scoprire dell’esistenza di questa cartella solo con la notifica di una intimazione di pagamento, un preavviso di fermo amministrativo o un atto di pignoramento.

La cartelle esattoriale del Tribunale di Roma può essere la conseguenza di multe, ammende o altre voci che ti vengono richieste sulla base di una sentenza emessa dal Tribunale di Roma.

Cosa diversa è per le spese di registrazione di una sentenza emessa dal Tribunale di Roma, tale cartella esattoriale arriverà dall’Agenzia delle Entrate.

La Variazione INAIL

L’INAIL a seguito di ispezione può provvedere alla variazione d’ufficio della nuova classificazione o dell’inquadramento in una diversa gestione tariffaria.

La Corte di Cassazione nel 2022 ha affermato che la variazione può decorrere essere solo dall’ispezione e non può essere retroattiva, salvo che l’imprenditore non abbia descritto in modo scorretto l’attività svolta per risparmiare sull’INAIL.

Capita anche che il datore di lavoro abbia pagato INAIL in eccesso ed abbia diritto al rimborso.

La prescrizione per l’INAIL è di 10 anni quando l’imprenditore chiede il rimborso, ed è di 5 anni quando l’INAIL chiede il pagamento dei contributi assicurativi non versati.

Cartella Esattoriale INPS

La Cartella Esattoriale INPS è l’atto notificato dall’Agenzia Riscossione, ex Equitalia, cerca di recuperare le somme che risultano dovute dai cittadini all’INPS, Istituto Nazionale Previdenza Sociale. 

Le cartelle INPS più recenti hanno cambiato nome ed assunto la denominazione di Avvisi di Addebito.

Le cartelle INPS, avendo per oggetto contributi, sono soggette ad una prescrizione di 5 anni.

Cartelle Equitalia non valide

Le cartelle esattoriali a volte presentano dei profili di criticità utili a renderle non valide.

L’annullamento delle cartelle non valide passa attraverso una istanza di autotutela o un ricorso giudiziale, in commissione tributaria o in Tribunale o al Giudice di Pace.

Per invalidare la cartella dell’Agenzia Entrate Riscossione è necessario contestarla ed evidenziare al Fisco i motivi per i quali questa è da considerare non valida, come ad esempio per un vizio di notifica, per la decadenza dell’Agente della Riscossione, per la prescrizione, o per altri motivi di merito utili a condurre all’annullamento.

La Cartella Esattoriale Invitalia

La Cartella Esattoriale Invitalia (Agenzia Nazionale Attrazione Investimenti) è uno degli atti che può essere notificato dall’agenzia delle entrate riscossione.

Le cartelle Invitalia possono essere notificate in caso di revoca dei finanziamenti, o nel caso in cui l’impresa beneficiaria abbia smesso di pagare le rate previste da piano di ammortamento del finanziamento.

Le cartelle Invitalia possono essere contestate con impugnazione dinnanzi il Tribunale Ordinario competente per territorio, come recentemente affermato dalla Corte di Cassazione.

La cartella invitalia può essere errata per il mancato conteggio dei pagamenti effettuati o per altri motivi come gli interessi applicati.

La Verifica Inadempimenti per le cartelle esattoriali

La verifica inadempimenti è l’obbligo per le pubbliche amministrazioni e per le società partecipate dal pubblico di verificare se ci sono debiti per cartelle esattoriali prima di pagare un fornitore.

Come funziona la verifica inadempimenti: se il fornitore o il professionista che devono essere pagati dalla pubblica amministrazione un importo maggiore di € 5.000,00, la pubblica amministrazione prima di pagare deve verificare che non ci siano debiti per cartelle esattoriali pendenti (si fa accedendo al sito www.acquistinretepa.it ).

Se non ci sono debiti la Pubblica Amministrazione può pagare, se ci sono debiti ogni somma che sarebbe stata dovuta deve essere comunicata all’Agenzia Entrate Riscossione, che procederà al pignoramento delle somme.

La presentazione della domanda di rateizzazione non blocca il vincolo sulle somme, e quindi la rateizzazione sarà concessa al netto delle somme emerse dalla verifica inadempiementi.

Gli interessi sulle cartelle esattoriali

Sulle cartelle esattoriali si calcolano gli interessi, di anno in anno, nella misura prevista dalla legge e pubblicata in gazzetta ufficiale.

Le cartelle esattoriali a volte devono indicare come gli interessi sono stati calcolati, e ciò nei limiti di quanto affermato dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite nel 2022, secondo cui:

Allorché segua l’adozione di un atto fiscale che abbia già determinato il quantum del debito di imposta e gli interessi relativi al tributo, la cartella che intimi al contribuente il pagamento degli ulteriori interessi nel frattempo maturati soddisfa l’obbligo di motivazione, prescritto dalla L. n. 212 del 2000, art. 7, e dalla L. n. 241 del 1990, art. 3, attraverso il semplice richiamo dell’atto precedente e la quantificazione dell’ulteriore importo per gli accessori.

Nel caso in cui, invece, la cartella costituisca il primo atto con cui si reclama per la prima volta il pagamento degli interessi, la stessa, al fine di soddisfare l’obbligo di motivazione deve indicare, oltre all’importo monetario richiesto a tale titolo, la base normativa relativa agli interessi reclamati che può anche essere desunta per implicito dall’individuazione specifica della tipologia e della natura degli interessi richiesti ovvero del tipo di tributo cui accedono, dovendo altresì segnalare la decorrenza dalla quale gli interessi sono dovuti e senza che in ogni caso sia necessaria la specificazione dei singoli saggi periodicamente applicati né delle modalità di calcolo.

Non sempre dunque risulta facile contestare la correttezza degli interessi applicati alla cartella esattoriale, e spesso tale contestazione non diventa una violazione dell’obbligo di motivazione, bensì solo un motivo di contestazione di parte del debito.

Gli interessi di mora nelle cartelle esattoriali

Nelle cartelle esattoriali sono spesso riportate voci quali:

  1. interessi di mora;
  2. Aggio di riscossione (fino al 2015);
  3. Oneri di riscossione (dal 2016).

Spesso l’applicazione di queste voci è illegittima almeno in parte, in quanto vengono calcolati interessi su interessi (con effetto di anatocismo) o perchè vengono calcolati interessi sulle sanzioni, quanto la legge prevede che la somma irrogata a titolo di sanzioni non debba produrre interessi.

Gli interessi di mora producono ulteriori problemi in caso di rateizzazioni in 72 o 120 rate.

Ed infatti nella rateizzazione si producono ulteriori effetti di anatocism0, per il calcolo di interessi su interessi, con la richiesta di somme al contribuente che invece ha diritto al ricalcolo o al rimborso.

La sospensione feriale delle cartelle esattoriali

Anche le cartelle esattoriali sono soggette alla sospensione feriale durante il mese di agosto.

Significa che ogni anno, durante il mese di agosto, i termini di legge per le impugnazioni e per il processo tributario sono sospesi per 31 giorni.

Insomma se ricevi la tua cartella esattoriale il 2 agosto, i termini per impugnarla cominceranno a decorrere da settembre.

Attenzione però, se si tratta di avvisi di addebito o cartelle per crediti previdenziali allora la sospensione della prescrizione non si applica e devi cercare immediatamente un avvocato, anche se è agosto.

Il termine per la notifica delle cartelle esattoriali

La legge prevede un termine di decadenza per l’emissione e la notifica delle cartelle esattoriali.

L’art. 25 della l. 603/1973 prevede che l’attività di riscossione consistente nella notifica della cartella esattoriale sia svolta pertanto:

  1. entro il 31 dicembre del 3° anno successivo  a quello di presentazione della dichiarazione presentata dal contribuente o dal sostituto d’imposta;
  2. entro il 31 dicembre del 4° anno successivo  a quello di presentazione della dichiarazione da parte del sostituto d’imposta per il TFR e le indennità di fine rapporto;
  3. entro il 31 dicembre del 4° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione in caso di controllo formale delle dichiarazioni ex art. 36 ter;
  4. entro il 31 dicembre del 2° anno successivo  a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo in caso di accertamento d’ufficio;
  5. entro il 31 dicembre del 3° anno successivo  a quello di scadenza dell’ultima rata del piano di rateizzazione per le somme dovute a seguito degli inadempimenti ai piani rate concessi dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.

I termini di decadenza per la notifica delle cartelle esattoriali si applicano poi anche per l’IVA, per i tributi locali e altri.

Tali termini di decadenza non si applicano invece per i contributi consortili e per le sanzioni amministrative derivanti dalla violazione di norme previdenziali.

Per le sanzioni derivanti da violazioni al codice della strada, la decadenza è di 2 anni solo per le violazioni accertate dalla polizia municipale, mentre non c’è decadenza per le violazioni contestate da polizia, carabinieri e polizia provinciale.

La decadenza delle cartelle esattoriali nell’emergenza Covid

In base all’articolo 157 del Dl 34/2020, i provvedimenti impositivi diversi dalle cartelle di pagamento – avvisi di accertamento e non solo – in scadenza a fine 2020 devono essere emessi entro il 31 dicembre 2020 e notificati nel 2021.

Nonostante il silenzio della norma, trattandosi di termini afferenti l’esercizio del potere di controllo del Fisco, anche la scadenza per l’emissione dell’atto, e non solo quella di notifica dello stesso, deve qualificarsi come decadenziale, come di recente confermato dalla Cassazione (ordinanza 15545/2020).

In questo caso si potrebbe configurare la decadenza dell’Agenzia delle Entrate dal potere di riscuotere a mezzo ruolo.

Tale possibilità si pone in particolare per le cartelle del 2021 pervenute al contribuente ma emesse nel 2020 durante la sospensione Corona Virus. Equitalia deve infatti provare che l’emissione della cartella è avvenuta prima dello spirare del termine di decadenza previsto dalla legge.

La decadenza delle cartelle esattoriali 2021-2022

Le cartelle esattoriali notificate nel 2021-2022 sono soggette a particolari termini di prescrizione e decadenza.

E infatti, se normalmente i termini di prescrizione e decadenza sono fissati dalla legge nel 31 dicembre del terzo, quarto o quinto anno successivo, a seguito dell’emergenza Covid19 sono stati previsti dei termini di sospensione.

L’art. 4 del d.l. 41/2021 (Decreto Sostegni) ha previsto una proroga di 24 mesi della sospensione e decadenza, su tutti i carichi affidati all’Agenzia Riscossione nel periodo compreso tra il 8/3/2020 ed il 31/8/2021.

Ma per le cartelle in scadenza nel 2020 nulla è previsto, con la conseguenza che pare applicabile solo la sospensione di 14 mesi prevista dall’art. 157 co. 3 del d.l. 34/2020.

Ad esempio questa norma – relativa la sospensione di soli 14 mesi riguarda:

  1. la liquidazione delle dichiarazioni presentate nel 2017;
  2. gli affidamenti all’agenzia riscossione precedenti all’8/3/2020 e relativi a contributi previdenziali, tributi locali, bollo auto e accertamenti esecutivi.

Il Glifo sulle cartelle esattoriali

Abbiamo visto che le cartelle esattoriali emesse nel 2020 e nel 2021 possono essere notificare in ritardo rispetto alla regola generale, a patto che Equitalia dimostri con il GLIFO che la cartella esattoriale è stata emessa al momento giusto.

Abbiamo visto che molte cartelle esattoriali andavano notificate entro il 28/2/2022, ma è l’Agenzia delle Entrate Riscossione che deve dimostrare che quelle cartelle gli sono state affidate durante l’emergenza e che quindi queste beneficiano della sospensione di decadenza e prescrizione.

Il GLIFO è un QR code, apposto sulla cartella, che ci dimostra che la cartelle è stata effettivamente emessa nel corso del 2020, o nel 2021.

Il Glifo può essere prodotto insieme all’originale della cartella esattoriale in corso di causa.

La nullità della cartella esattoriale

La cartella esattoriale potrebbe essere affetta da nullità dove manchi dei requisiti essenziali previsti dalla legge, o dove la notifica sia invalida.

Affichè possa essere dichiarata la nullità della cartella esattoriale è necessario che tu presenti opposizione tramite un avvocato.

E difatti, fin tanto che il giudice non dichiara invalida la cartella esattoriale, questa resta valida ed efficace.

Spesso si parla di nullità della cartella esattoriale in funzione di una violazione nel suo processo di notifica.

Sono molti i motivi che possono rendere la notifica della cartella esattoriale nulla, e qui è difficile parlare di tutti ma ne vediamo qualcuno.

Notifica cartella esattoriale a mezzo pec

La cartella esattoriale può essere oggetto di notifica a mezzo pec, per coloro che abbiano una pec registrata negli elenchi pubblici, come per le imprese ed i professionisti.

Attenzione a rinnovare il proprio servizio di PEC pagando la relativa quota annuale ed attenzione a verificare che la casella non sia piena, altrimenti si può incorrere in gravi conseguenze.

E difatti, se il tentativo di notifica da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione non va a buon fine allora Equitalia procede ad un secondo tentativo di notifica dopo 7 giorni.

Se anche il secondo tentativo di notifica a mezzo pec non va a buon fine, la cartella esattoriale può essere depositata presso Infocamere Scpa, dove poi l’interessato potrebbe trovare copia di atti a lui destinati e correttamente li notificati.

Al servizio atti notificati a mezzo pec si accede tramite spid, e si possono trovare amare sorprese le il processo di notificazione è avvenuto in modo regolare.

Nulle le cartelle esattoriali notificate a mezzo PEC

Si legge molto su internet della asserita nullità delle cartelle esattoriali notificate a mezzo PEC posta elettronica certificata.

Cerchiamo di affrontare l’argomento con equilibrio.

Innanzi tutto l’Agenzia delle Entrate Riscossione ex Equitalia può notificare gli atti a mezzo PEC. Il problema si porrebbe laddove l’AER spedisca gli atti da un indirizzo PEC diverso da protocollo@pec.agenziariscossione.gov.it, in quanto solo questo indirizzo sarebbe inserito sul registro REGINDE della pubblica amministrazione.

La questione è attualmente oggetto di ampio dibattito da parte della giurisprudenza e si registrano sia sentenze che danno ragione al contribuente che sentenze che danno ragione ad Equitalia.

Avrebbe senso impugnare queste cartelle solo laddove:

  1. l’AER sia decaduta dal termine per la riscossione ex art. 25 del DPR 602/1973, in quanto se l’AER è ancora in termini la presentazione del ricorso in Commissione Tributaria comporterebbe la sanatoria della notifica;
  2. si impugna un atto successivo, come un pignoramento o un fermo amministrativo, e si deduce la nullità della notifica del precedente atto (cartella esattoriale) notificato da un indirizzo non valido.

La sospensione delle cartelle esattoriali

Quando si riceve una cartella esattoriale si può chiedere la sospensione ad Equitalia, oppure tramite impugnazione al Giudice.

La sospensione può essere richiesta con istanza di autotutela direttamente all’Agenzia delle Entrate Riscossione quando ad esempio l’importo sia stato pagato, o quando si ritenga il debito prescritto.

Attenzione sempre alla scadenza dei termini per le impugnazioni delle cartelle esattoriali, come già detto in questo post, in quanto una volta scaduto il termine non sarà più possibile presentare l’impugnazione.

La sospensione può essere invece sempre chiesta al Giudice incaricato dell’opposizione alla cartella esattoriale, e il Tribunale o la Commissione Tributaria potranno concedere o meno la sospensione dove ricorrano il fumus boni iuris ed il periculum in mora.

Cartelle esattoriali prescritte

Cosa fare se le cartelle esattoriali sono prescritte?

Le cartelle esattoriali si prescrivono quando passano alcuni anni senza che l’Agenzia Entrate Riscossione (Equitalia) non ne chiede il pagamento: il termine è di 3, 5 o 10 anni a seconda del tipo di cartella.

Se ritieni che per le tue cartelle sia maturata la prescrizione, allora puoi presentare opposizione con il tramite di un avvocato, ma attenzione ai termini per presentare il tuo ricorso o la tua citazione.

La cartella esattoriale al socio di SNC

Il socio di SNC (società in nome collettivo) è illimitatamente responsabile e quindi risponde in solido con la SNC per i debiti societari.

Significa che Equitalia deve notificare la cartella esattoriale anche direttamente al socio, e potrà poi procedere anche nei confronti di questo per il recupero del credito.

Il socio di SNC che riceve la cartella esattoriale deve impugnare se ritiene che la pretesa fiscale sia illegittima, e con l’impugnazione potrà anche contestare la violazione del beneficium excussionis: significa che l’Agenzia Entrate Riscossione dovrà provare di aver tentato il recupero del credito contro la SNC e di aver riscontrato che è impossibile il recupero delle somme.

Quanto costa impugnare le cartelle esattoriali

Se ti domandi quanto costa impugnare le cartelle esattoriali, qui troverai alcune piccole informazioni per orientarti.

Un Avvocato per cartelle esattoriali ti chiederà sicuramente un compenso per seguire queste pratiche, e questo compenso dipenderà da diversi fattori:

  1. qual’è il valore delle tue cartelle esattoriali?
  2. la tua cartella esattoriale va impugnata in Tribunale o in Commissione Tributaria?
  3. la tua cartella va impugnata al Giudice di Pace?
  4. quanto è complessa la questione sottostante la tua cartella esattoriale?
  5. quali sono le probabilità di vittoria nella tua causa contro Equitalia?

A seconda della risposta da dare alle domande indicate sopra, il costo per impugnare le cartelle esattoriali può andare da poche centinaia di euro ad alcune migliaia di euro.

Un avvocato preciso e onesto ti sottoporrà un preventivo chiaro di quelli che sono i costi per spese vive e per suoi compensi a cui andai incontro nella tua pratica contro Equitalia.

Problemi con le cartelle esattoriali

In caso di problemi con le cartelle esattoriali, preoccupati quanto prima del tuo caso perche i tempi per impugnare gli atti sono molto stretti, ed in caso di ritardo rischi di pregiudicare la tua situazione.

Se cerchi uno studio legale che si occupi di cartelle esattoriali a Roma o a Milano, o uno studio legale per impugnare una cartella a Roma, contattaci per una prima consulenza senza impegno, inviandoci copia scansionata dell’atto ricevuto dall’Agenzia Entrate Riscossione.


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