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Modalità di distribuzione dei prodotti finanziari complessi

L’intermediario ti ha proposto prodotti finanziari complessi e tu hai subito una perdita sui tuoi investimenti? Se anche tu hai subito una perdita da trading forse potresti avere bisogno di un avvocato che si occupi di diritto finanziario. In ogni caso se non trovi qui la tua risposta, leggi la nostra guida al diritto dei mercati finanziari.

I prodotti finanziari complessi

Fino a pochi anni fa trovare investitori con portafogli molto diversificati e con prodotti esteri o complessi era cosa rarissima.

E difatti, gli investitori italiani si sono raramente allontanati dai titoli di stato come BOT e BTP, o dai buoni fruttiferi postali.

I più coraggiosi, o quelli sollecitati all’investimento, spesso hanno fatto trading sui titoli azionari del vecchio MIBTEL, oggi FTSE MIB, come ad esempio: A2A (A2A.MI) AMPLIFON (AMP.MI) ATLANTIA (ATL.MI) AZIMUT HOLDING (AZM.MI) BANCA GENERALI (BGN.MI) BANCA MEDIOLANUM (BMED.MI) BANCO BPM (BAMI.MI) BPER BANCA (BPE.MI) BUZZI UNICEM (BZU.MI) CAMPARI (CPR.MI) CNH INDUSTRIAL (CNHI.MI) DIASORIN (DIA.MI) ENEL (ENEL.MI) ENI (ENI.MI) EXOR (EXO.MI) FERRARI (RACE.MI) FIAT CHRYSLER AUTO (FCA.MI) FINECOBANK (FBK.MI) GENERALI (G.MI) HERA (HER.MI) INTERPUMP GROUP (IP.MI) INTESA SANPAOLO  (ISP.MI) INWIT (INW.MI) ITALGAS (IG.MI) LEONARDO (LDO.MI) MEDIOBANCA (MB.MI) MONCLER (MONC.MI) NEXI (NEXI.MI) PIRELLI & C. (PIRC.MI) POSTE ITALIANE (PST.MI) PRYSMIAN (PRY.MI) RECORDATI (REC.MI) SAIPEM (SPM.MI) SNAM (SRG.MI)  STMICROELECTRONICS (STM.MI) TELECOM ITALIA (TIT.MI) TENARIS (TEN.MI) TERNA (TRN.MI) UNICREDIT (UCG.MI) UNIPOL (UNI.MI).

Nel 2021, secondo la Banca d’Italia, a fronte di un patrimonio in prodotti finanziari degli italiani di 2380 miliardi di euro, i titoli complessi sono il 16%.

I nuovi casi di risparmio tradito

L’azionario italiano, causa disastri finanziari provocati alle famiglie di risparmiatori (specie con la bolla della new-economy del 2000, o con gli aumenti di capitale del settore bancario), ha man mano ceduto il passo ad una certa diversificazione, tra obbligazionario, ETF, ETC ed altri prodotti d’investimento, che hanno avuto a seconda dei casi più o meno fortuna.

Non sono mancati nuovi casi di risparmio tradito, per mala gestio degli intermediari o per scarsa trasparenza da parte degli emittenti.

I nuovi casi di default, bail-in, ristrutturazioni ed aumenti di capitale hanno dei nomi: Astaldi, Carige, Cmc Cooperativa Muratori & Cementisti Ravenna, Saipem, Obbligazioni Venezuela, Bond Venezuela, Azioni OI, Obbligazioni Lira Turca, Portugal Telecom o Telecom Portogallo, Gestioni Patrimoniali o Portafogli Amministrati.

La disciplina dei prodotti finanziari complessi

A fronte di un maggior utilizzo dei prodotti finanziari complessi è stato reso necessario un intervento della Consob.

In data 22 dicembre 2014 la Consob ha emanato un’importante Comunicazione in materia di distribuzione di prodotti finanziari complessi alla clientela al dettaglio (protocollo n. 0097996/14).

I motivi di tali raccomandazioni si riconducono alla possibilità che le difficoltà di comprensione delle caratteristiche dei prodotti ritenuti complessi possano pregiudicare la capacità dei clienti al dettaglio di assumere consapevoli decisioni di investimento.

Tra i vari adempimenti che Consob richiede agli intermediari, vi è l’individuazione e la classificazione dei prodotti finanziari complessi e altamente complessi inclusi nella gamma dei prodotti offerti alla clientela.

Rientrano tra i prodotti finanziari complessi, ai sensi della Comunicazione, alcuni prodotti finanziari che hanno in comune caratteristiche particolari come, ad esempio, un rendimento non facilmente determinabile (effetto leva, presenza di elementi opzionali, componenti derivative incorporate), difficoltà di valorizzazione del prodotto e, spesso, la mancanza di scambi su mercati regolamentati che potrebbero offrire garanzia di trasparenza nella formazione del prezzo.

Sono invece considerati da Consob altamente complessi, i prodotti  finanziari connotati da profili di complessità che potrebbero pregiudicare scelte di investimento consapevoli da parte della clientela. 

Il caso degli ETC sul petrolio nel 2020 – le perdite con i prodotti WisdomTree nel marzo 2020

Alcuni prodotti, anche se si chiamano ETC, possono contenere dei rischi elevatissimi, come gli ETC sul petrolio negoziati nel marzo 2020 ed in particolare tra l’8 ed il 9 marzo.

Questo è il caso, ad esempio in cui vi è il rischio che l’emittente – unilateralmente e senza preavviso – potesse bloccare la negoziazione con una “risoluzione” che assomiglia più al default dei titoli stessi.

E difatti nella notte dell’8/3/2020, ciò è avvenuto con la “risoluzione” dei titoli WisdomTree WTI Crude Oil 3x Daily Leveraged “3OIL” e Wisdom Tree WTI Crude Oil 3x Daily Leveraged “3BRL”  che per l’appunto sono stati chiusi improvvisamente.

La spiegazione di tale improvvisa chiusura è stata fornita dalla stessa, WisdomTree individuando la causa nel superamento della soglia del 20% nel prezzo del mercato sottostante alla apertura del trading a Londra la domenica sera del 8 marzo, circostanza questa che ha permesso al fornitore di swap di risolvere il contratto a sua discrezione, in base alla clausola contrattuale prevista a pag. 182 del prospetto (Severe Overnight Gap Event Threshold).

Questi prodotti finanziari sono indubbiamente  complessi, e l’intermediario che ne abbia permesso la negoziazione senza che il cliente fosse professionista del settore, o senza le apposite informative e contratti sui contratti derivati a leva, può essere chiamato a risarcire il danno subito dall’investitore.

Le perdite sugli ETC sul nickel a marzo 2022

A due anni di distanza dai fatti relativi gli ETC sul petrolio, nel marzo 2022 a far discutere sono gli ETC sul Nickel, con le perdite che ne sono derivate per i possessori.

A marzo 2022 il prezzo del Nickel è quadruplicato in pochi giorni ed il London Metal Excange LME ne ha sospeso le contrattazioni.

Anche stavolta i principali danneggiati sono stati i possessori degli ETC Wisdomtree a leva tre SHORT, che si è azzerato il 7 marzo 2022, visto che appena il prezzo della materia prima è aumentato del 33% il valore del derivato è chiaramente stato annullato.

Ma anche l’ETC Wisdomtree a leva tre LONG ha comportato problemi, in quanto lo strumento ha continuato a fare prezzo durante la sospensione del LME, andando a raggiungere prezzi elevatissimi, per poi comportare perdite significative al momento della discesa del sottostante dopo la metà di marzo 2022.

Quali sono i prodotti finanziari complessi?

A titolo di esempio, non esaustivo, di seguito le categorie di prodotti finanziari considerati dall’Autorità complessi:

1. Strumenti finanziari derivati di cui all’art. 1, comma 2, lettere da d) a j) del TUF diversi da quelli di cui al punto 4

2. Prodotti finanziari con pay-off legati ad indici che non rispettano gli OrientamentiESMA del 18 dicembre 2012 relativi agli ETF

3. Obbligazioni perpetue

4. OICR c.d. alternative

5. Prodotti finanziari strutturati, negoziati in trading venues, il cui pay-off non rende certa l’integrale restituzione a scadenza del capitale investito dal cliente

6. Prodotti finanziari con leva maggiore di 1

7.UCITS di cui all’art. 36 del Regolamento UE n. 583/2010 nonché polizze di ramo III o V con analoghe caratteristiche

e i  prodotti finanziari altamente complessi, non consigliati alla clientela al dettaglio:

8. Prodotti finanziari derivanti da operazioni di cartolarizzazione di crediti o di altre attività;

9. Prodotti finanziari per i quali, al verificarsi di determinate condizioni o su iniziativa dell’emittente, sia prevista la conversione in azioni o la decurtazione del valore nominale;

10. Prodotti finanziari credit linked;

11. Strumenti finanziari derivati di cui all’art. 1, comma 2, lettere da d) a j) del TUF non negoziati in trading venues, con finalità diverse da quelle di copertura;

12. Prodotti finanziari strutturati, non negoziati in trading venues, il cui pay-off non rende certa l’integrale restituzione a scadenza del capitale investito dal cliente.

Per ulteriori informazioni rimandiamo alla Comunicazione Consob sulla distribuzione di prodotti finanziari complessi alla clientela retail.

La classificazione dei titoli complessi secondo la Banca d’Italia

Secondo la Banca d’Italia sono considerati complessi: cartolarizzazioni, autocartolarizzazioni, certificates (che includono anche credit linked notes e covered warrants), obbligazioni strutturate, obbligazioni subordinate, obbligazioni subordinate AT1;

Sono considerati non complessi, oltre alle tipologie residuali: azioni, carta commerciale (commercial papers), covered bonds, diritti, ETF, fondi, obbligazioni (altre), titoli di Stato italiani ed esteri.

Per i derivati, sono considerati complessi: credit default swaps, altre opzioni (non plain vanilla), altri contratti derivati, altri derivati creditizi (tra cui le credit default options);

Sono invece considerati derivati non complessi: forwards, futures, forward rate agreements (FRAs), opzioni plain vanilla e interest rate swaps.

I certificates sono prodotti finanziari complessi?

certificates o certificati sono prodotti finanziari e quindi investimenti in un pool di opzioni europee, sia in acquisto che in vendita, scritte su di medesimo sottostante (azione, indice, tassi di cambio, quote di fondi comuni d’investimento, futures su materie prime, presi ad uno ad uno o raggruppati in panieri).

Data la strategia di opzioni di cui è composto, l’investimento non è tipizzato alla mera replica del sottostante bensì consente di ottenere a scadenza un profilo di rischio o un rendimento differente, che può consistere in una percentuale dell’investimento iniziale.

Il capitale iniziale può essere protetto, non protetto o condizionalmente protetto (e al proposito di parla tecnicamente di benchmark, discount, airbag, outperformance, bonus, express, Equity protection, Twin Win, Double Win).

A volte i certificati possono contenere un effetto leva, da 2X a 100X, effetto che amplifica guadagni e perdite.

In caso di certificates a leva si parla di Minifutures e Turbo.

I certificates hanno pro e contro:

  1. tra i pro: gli emittenti elaborano strategie (anche dette “prefabbricate”) che il cliente da solo difficilmente saprebbe gestire;
  2. tra i contro: i rischi sono chiari all’emittente (in virtù del principio che il banco spesso vince) ed i costi possono essere elevati, oltre che amplificati in modo vertiginoso dallo spread tra big (offerta) e task (domanda).

Un certificato quasi sicuramente è un prodotto finanziario complesso, anche se sarà necessaria una verifica nel caso concreto.

I certificati collegati ai titoli del Nasdaq nel 2022

I certificati collegati ai titoli del Nasdaq hanno registrato nel 2022 severe perdite, collegate ai deprezzamenti di alcuni titoli considerati “Growth” tipo Amd, Beyond Meat, Paypal, Moderna, Netflix, Tesla.

Sappiamo che le “Barriere” che fanno scattare le condizioni previste dal certificato possono essere di due tipi:

  • barriera americana: la barriera americana scatta in qualsiasi momento della vita del titolo, al verificarsi delle condizioni previste;
  • barriera europea: la barriera europea scatta solo a scadenza del titolo, al verificarsi delle condizioni previste;

I certificati interessati dallo scatto della barriera nel 2022 sono al momento solo quelli americani (l’aggiornamento a questo post è del 12/2/2022).

In caso di perdite severe per via dell’acquisto di certificati, occorrerà valutare l’adeguatezza di questi prodotti al profilo ed al portafoglio dell’investitore retail che li ha eventualmente sottoscritti.

Cosa fare in caso di perdite – anche tramite trading online – su prodotti finanziari complessi?

Se anche tu sei incorso in una controversia con una banca per degli investimenti sbagliati  puoi scrivere una lettera di reclamo alla controparte.

Decorsi 60 giorni dal reclamo (a seconda del tipo di lite), puoi rivolgerti con il nostro aiuto all’ACF Arbitro Controversie Finanziarie della Consob.

Nei casi più gravi, dove la controversia non sia gestibile con gli strumenti di ADR indicati sopra, sarà sempre possibile rivolgerti ad un avvocato che si occupi di diritto finanziario per presentare una domanda di mediazione e poi fare causa in Tribunale (come nelle ipotesi in cui sia necessario disconoscere contratti o realizzare perizie di consulenze tecniche).

Se invece hai subito un danno per via del malfunzionamento dell’online banking del tuo intermediario, allora leggi il nostro post qui.


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