L’occupazione senza titolo degli immobili

Hai subito l’occupazione di un tuo immobile residenziale o commerciale e vuoi riprenderne il possesso?

Se stai cercando un avvocato che si occupi di immobiliare, occupazioni senza titolo e locazioni, continua a leggere questa pagina o contattaci.

Quando c’è occupazione senza titolo di un immobile?

L’occupazione illegittima si configura quando un soggetto senza titolo o con un titolo nullo o annullabile occupa un immobile altrui.

Quindi non ci deve essere contratto di locazione.

L’occupazione senza titolo di un immobile può avere conseguenze tanto civili quanto penali, essendo previsto apposito reato a tutela del proprietario che subisce l’invasione della proprietà.

Cosa fare in caso di occupazione senza titolo?

In caso di occupazione di immobile è possibile rivolgersi ad un avvocato per adire l’Autorità Giudiziaria competente (del luogo dove si trova l’immobile) per rivendicare la proprietà sul bene immobile o in alternativa agire giudizialmente per ottenere la restituzione (o il rilascio) del proprio bene.

Si tratta di due azioni di natura differente che tuttavia hanno l’obiettivo comune di consentire all’attore di recuperare la disponibilità materiale del bene immobile.

1 – L’azione di rivendicazione trova la propria disciplina all’interno dell’art. 948 c.c. dove si legge che: “Il proprietario può rivendicare la cosa da chiunque la possiede o detiene […]”. L’obiettivo è pertanto quello di ottenere una sentenza che accerti la sussistenza del proprio diritto di proprietà sull’immobile e il proprio acquisto a titolo originario del bene stesso.

Difatti l’art. 948 c.c. comma 3 chiarisce che: “l’azione di rivendicazione non si prescrive, salvi gli effetti dell’acquisto della proprietà da parte di altri per usucapione”.

2 – L’azione di restituzione o di rilascio può essere esercitata dall’attore quando l’occupante ha un titolo ma questo risulta irregolare. Di conseguenza il possesso dell’immobile può essere ottenuto mediante un’azione volta ad ottenere il rilascio del bene. Rispetto alla prima ipotesi prospettata, mediante la diversa azione di rivendicazione, in questo caso l’attore dovrà provare in giudizio semplicemente l’avvenuta consegna del bene in questione all’occupante (si pensi ad un contratto di locazione ad esempio) e la successiva nullità dello stesso o avvenuta scadenza.

Sarà quindi necessario ottenere la condanna della controparte al rilascio dell’immobile occupato ed in caso di mancata ottemperanza spontanea sarà necessario rivolgersi all’ufficiale giudiziario competente per territorio: nel caso di Roma l’ufficiale giudiziario per il rilascio è reperibile qui.

Quale risarcimento è dovuto per l’occupazione senza titolo di un immobile?

In giurisprudenza è pacificamente riconosciuto che l’occupazione senza titolo costituisce un danno in re ipsa, ne consegue pertanto che il risarcimento del danno che l’attore subisce sarà quantificato dal giudice tenendo in considerazione il valore locativo dell’immobile illegittimamente occupato: Cass. n. 5028/2011.

Nello specifico con la sentenza sopra menzionata i giudici di legittimità hanno argomentato come segue: “Questa Corte ha avuto modo di chiarire che in fattispecie del genere di quella in esame, concernenti occupazione senza titolo di un cespite immobiliare altrui, il danno per il proprietario usurpato è in re ipsa, ricollegandosi al semplice fatto della perdita della disponibilità del bene da parte del dominus ed alla impossibilità per costui di conseguire l’utilità anche solo potenzialmente ricavabile dal bene medesimo in relazione alla natura normalmente fruttifera di esso (v. da ultimo, Cass., Sez. 2, dell’8 marzo 2010, n. 5568; Cass., Sez. 3, dell’11 febbraio 2008, n. 3251; Cass., Sez. 3, dell’8 maggio 2006, n. 10498). La determinazione del risarcimento del danno ben può essere operata, in tali ipotesi, facendo riferimento al cosiddetto “danno figurativo” e, quindi, al valore locativo del cespite usurpato. Il fatto, poi, che il valore locativo sia stato individuato in una somma determinata non fa perdere all’obbligazione risarcitoria la sua natura di debito di valore, come tale suscettibile di rivalutazione monetaria, in quanto, mirando alla reintegrazione del patrimonio del danneggiato, la somma di denaro stabilita non rappresenta l’oggetto dell’obbligazione risarcitoria, ma solo un elemento di commisurazione del danno (v. Cass., Sez. 2, del 7 giugno 2001, n. 7692; Cass., Sez. 2, del 18 febbraio 1999, n. 1373)”.

Se invece hai un problema che discende da un contratto di locazione, leggi la nostra guida.

Se anche tu sei proprietario di un immobile occupato senza titolo e cerchi un avvocato a roma esperto in materia di locazioni, sentiti libero di contattarci tramite email o whatsapp per spiegarci il tuo caso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su
Apri chat whatsapp
Apri una chat whatsapp
Apri una chat whatsapp