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La responsabilità della banca per il mancato funzionamento dello Stop Loss su CFD Forex leva 50 nel cambio Euro Franco Svizzero

La responsabilità della banca per il mancato funzionamento dello Stop Loss su CFD Forex leva 50 nel cambio Euro Franco Svizzero: quando potresti avere bisogno di un avvocato che si occupi di diritto finanziario a Roma o Milano.Interessante sentenza del Tribunale di Milano del 24 luglio 2020 in una controversia tra cliente e una banca che inizia con la lettera F: i dati sono anonimizzati, ma viene da pensare forse a FINECO?In questo post alterniamo i nostri commenti alle parole del Giudice, cercando di commentare la sentenza e comprendere come il Tribunale giunge al completo risarcimento del danno subito dal cliente.

Cerchi un avvocato esperto in Forex e perdite da trading?

Abbiamo già parlato del risarcimento del danno subito dagli investitori per le perdite con trading online su CFD.

Se stai cercando un avvocato esperto in materia di forex e trading online sei sulla pagina giusta per capire cosa fare.

Ed infatti qualunque sia il broker o la banca con cui hai perso con il trading online, esiste una possibilità di recuperare le perdite chiedendo il risarcimento del danno.

E difatti, un avvocato esperto in forex e trading online ti potrà indicare come comportarti e i passaggi da fare per chiedere risarcimento.

Cosa sono i CFD e cos’è il Forex?

Il cliente ha firmato un contratto integrativo allo scopo di concludere operazioni in strumenti finanziari e derivati e, in particolare, operazioni su mercati c.d. “Over the counter-OTC”, richiedendo l’operatività in ambito CFD (Contracts for differences) FOREX (Foreign Exchanges).

Precisa che, mediante una piattaforma online gestita direttamente dalla banca, mettendo a disposizione un margine di garanzia, che viene prelevato direttamente dal conto corrente, ha la possibilità di acquistare e vendere in modo virtuale, operando sul mercato delle valute, potendo eventualmente lucrare sul mercato dei cambi.

Il disastro del blocco del cambio con il Franco Svizzero del 2015

Il cliente in data 15.1.15 deteneva una posizione c.d. long sul cross EUR/CHF e cioè aveva acquistato la valuta base costituita da EUR vendendo CHF e si aspettava di rivendere EUR confidando nell’andamento positivo di questo nei confronti dell’altra valuta; infatti, per questa ragione, aveva investito un margine di Euro 44.000,00 e beneficiava di una leva pari a 50, con la quale la banca gli permetteva di parametrare i propri guadagni/perdite ad un nozionale di Euro 2.200.000,00.

Deduce che nel contratto aveva impostato uno stop loss appena il cross avesse raggiunto il valore di 1,190111, che in tale giornata la Banca Centrale Svizzera annunciava che avrebbe cessato la propria politica di contenimento del valore del Franco Svizzero nei confronti dell’Euro e che, di conseguenza, il Franco Svizzero cominciava a guadagnare raggiungendo la soglia indicata per l’attivazione dello stop loss oltrepassandola e chiudendo la giornata a 0,975 con ingenti perdite per tutti gli investitori.

Deduce che la banca, anziché chiudere la posizione al raggiungimento della soglia di stop loss -come pattuito nel contratto, da cui si evince che lo strumento rappresenta un ordine automatico generato dalla piattaforma- attendeva ben 33 minuti prima di procedere con l’acquisto della moneta svizzera, facendogli così perdere al cross EUR/CHF pari a 1,010590 la somma di Euro 429.483,79. Precisa che, se lo stop loss avesse correttamente operato, egli avrebbe, invece, perso al cross EUR/CHF pari a 1,190111 solo la minor somma di Euro 25.533,00.

Pertanto, deduce l’inadempimento contrattuale della banca, tenuto conto che lo stop loss costituisce uno specifico obbligo contrattuale.

Allega di aver dato incarico ad A.L., al fine di predisporre -insieme ad altri danneggiati- un esposto informativo diretto alla B.I. e alla Consob, con cui si contestava l’operato della banca convenuta e si chiedeva la restituzione delle somme illegittimamente addebitate sul proprio conto corrente.

Deduce che, tramite A., la banca aveva proposto un addebito limitato a circa il 60% delle perdite subite, con relativo piano di rientro, e che, tuttavia, tale proposta non poteva essere accettata, attesa l’entità della somma perduta, cosicché in data 23.12.15, la banca comunicava di aver classificato la posizione debitoria in stato di sofferenza.

Deduce, poi, con riferimento alla propria qualifica di cliente al dettaglio e quindi non esperto, alla luce della normativa MIFID, che la banca ha dato esecuzione ad operazioni che sono risultate inadeguate perché complesse e che inoltre è stato violato l’obbligo di informativa chiara, corretta e non fuorviante; deduce, altresì, una responsabilità sia precontrattuale sia contrattuale della banca in ragione delle confuse, contraddittorie ed errate informazioni resegli a mezzo dei fogli informativi e delle integrazioni contrattuali.

Allega, infine, che i CFD FOREX sono negozi giuridici tra la banca, che agisce in contropartita diretta, ed il cliente e che l’aver ignorato l’ordine di stop loss ha generato un proporzionale guadagno da parte della convenuta F..

Chiede, pertanto, dichiararsi l’inadempimento contrattuale della banca con relativo risarcimento del danno, oltre al risarcimento del danno non patrimoniale e al danno in re ipsa da illegittima segnalazione alla C.R. della B.I.

La difesa della Banca, secondo cui l’addebito per le perdite sarebbe corretto

Si è costituita in giudizio la banca convenuta, la quale contesta quanto ex adverso dedotto e chiede il rigetto delle domande avversarie.

Contesta, in primo luogo, la qualifica dell’attore di cliente al dettaglio e quindi non esperto, considerato che più volte il cliente ha dichiarato di avere un profilo di rischio dinamico e, in particolare, in data 22.11.14 aveva dichiarato di avere esperienza e conoscenza massima in tutti i tipi di prodotti e strumenti finanziari, ivi compresi i derivati OTC.

Contesta, poi, con riferimento alle operazioni poste in essere, l’inadeguatezza lamentata dall’attore tenuto conto che, in base al tipo di contratto che le lega, essa è tenuta a compiere solo una valutazione di appropriatezza e che, comunque, dal 2013 in poi l’attore ha avuto una massiccia operatività in valute, dimostrando concretamente di avere la conoscenza e l’esperienza dichiarate in sede di profilatura.

Allega che l’improvvisa decisione della B.C.S. di porre fine alla politica di difesa del tasso di cambio Euro/Franco, assunta in data 15.1.15 alle ore 10.30, ha avuto un impatto straordinario sul mercato valutario Forex, comportando la sospensione per un certo lasso di tempo degli scambi e dell’invio delle quotazioni tra le ore 10:30:54 e le 11:02:56, tra le 11:02:58 e le 11:03:00 e tra le 11:03:03 e le 12:11:59, con la conseguenza che, disposta la chiusura dell’operazione al prezzo di 1,010590, il cliente subiva la perdita per Euro 429.483,79.

Deduce che, tenuto conto che il mercato OTC non è regolamentato, non esistono prezzi ufficiali delle valute; gli scambi, infatti, vengono comunicati da tutti coloro che operano sui cross. Dunque, sebbene prima dell’intervento dello stop loss alcuni broker minori avevano rappresentato delle quotazioni del cambio, queste erano inesistenti, perché in difetto di contrattazioni.

Contesta, inoltre, la doglianza relativa al proprio inadempimento poiché, in assenza di mercato sul cross EUR/CHF, l’ordine di stop loss non era potuto scattare tempestivamente, considerato che l’attivazione presuppone l’esistenza di un mercato che in quel momento non c’era; eccepisce, comunque, che laddove fosse ritenuta sussistente una qualche sua responsabilità, tenuto conto dell’imprevedibilità del danno, il risarcimento in favore del cliente dovrà essere limitato ex art. 1225 c.c..

Ritiene il Tribunale che le domande proposte dall’attore siano fondate ed il cliente ha diritto al risarcimento del danno subito per le perdite in CFD

In materia di inadempimento contrattuale, grava sul debitore l’onere di provare che l’inadempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile. Inoltre, la diligenza relativa all’adempimento di obbligazioni inerenti all’esercizio di una attività professionale, qual è l’intermediazione finanziaria, deve valutarsi ex art. 21 T.U.F. ed ex art. 1176 comma 2 c.c. con riguardo alla natura dell’attività esercitata e, quindi, viene in rilievo quale parametro la figura dell’accorto banchiere.

Tale prova nella fattispecie in esame non è stata raggiunta dalla banca, la quale ha omesso di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno del cliente.

Perchè il contratto con le norme operative CFD Forex conferma che lo stop loss deve operare

Nella scheda prodotto CFD Forex, che fa parte del regolamento pattizio che vincola le parti (v. doc. n. 3 attore), è previsto che “il contratto ha finalità speculativa e come tale presenta elevata rischiosità, sebbene il meccanismo di stop loss rappresenti un sistema di mitigazione delle eventuali perdite” e che “la chiusura del contratto avviene in modo automatico al raggiungimento della soglia di stop loss predefinita”.

Nelle Norme operative CFD Forex (v. doc. n. 12 attore) all’art. 3 è, d’altro canto, specificato che il Servizio Forex “è volto a consentire anche a clienti non istituzionali l’operatività su strumenti il cui valore è direttamente connesso a quello delle valute, le cui caratteristiche in termini di liquidità e volatilità replicano quelle proprie del mercato dei cambi, offrendo loro, in più, trasparenza (quotazioni operative e non solo indicative, aggiornate in tempo reale), possibilità di operare con capitali ridotti (operatività in leva) e meccanismi di limitazione del rischio (stop loss)” ed inoltre che “affinché la perdita non ecceda il margine, viene utilizzato il meccanismo dello stop loss”.

Il meccanismo di stop loss genera, quindi, un ordine automatico per la chiusura del contratto non appena viene raggiunto il prezzo prefissato.

Nella scheda prodotto CFD Forex (v. doc. n. 3 attore) è, altresì, stabilito che la struttura dell’operazione prevede l’utilizzo di ordini stop loss automatici che si attivano “prima” dell’azzeramento del margine.

Ne consegue che, per poter diligentemente adempiere alla sua prestazione, da valutare ex art. 21 T.U.F. e secondo il parametro dell’accorto banchiere ai sensi dell’art. 1176 comma 2 c.c., la banca ha l’obbligo contrattuale di conoscere sempre l’andamento del mercato sottostante al fine di verificare il raggiungimento del prezzo prefissato.

D’altro canto, la circostanza che la quotazione del derivato rappresenti un’obbligazione posta a carico della banca deriva dal regolamento pattizio, come risulta dalla clausola “Prezzo del CDF” contenuta nella scheda prodotto CFD Forex (v. doc. n. 3 attore), essendo lo stesso il prezzo quotato dalla banca per l’apertura e la chiusura di un contratto; sempre il regolamento pattizio contenuta nella scheda prodotto CFD Forex (v. doc. n. 3 attore) prevede poi che la chiusura del contratto può avvenire per scelta del cliente in qualsiasi momento ovvero in modo automatico al raggiungimento della soglia predefinita di stop loss.

La convenuta si è, invece, limitata ad allegare che dalla rassegna stampa del “Sole 24 Ore” (v. doc. 16 convenuta) è emerso che l’annuncio improvviso della B.C.S. ha creato un effetto negativo per le banche e per i brokers, provocando la sospensione totale delle quotazioni del cross EUR/CHF e che, in assenza di quotazione, lo stop loss non può funzionare, dipendendo la sua attivazione dall’esistenza di un prezzo di mercato.

La circostanza che, in assenza di quotazione, il meccanismo di stop loss non entri in funzione non può certamente ridondare a danno del cliente. Sarebbe assurdo opinare che il meccanismo dello stop loss -che è un meccanismo di limitazione del rischio e serve a chiudere una posizione al fine di evitare perdite superiori ad una soglia prefissata, prima dell’azzeramento del margine- non funzioni proprio nella situazione in cui il cliente va maggiormente tutelato da repentini cambi di prezzo.

Come riconosciuto dalla convenuta (v. comparsa conclusionale p. 16), non esistendo prezzi ufficiali di valute, sul Forex ogni banca “può autonomamente applicare i prezzi di acquisto e di vendita della valuta che crede”.

D’altro canto, che la banca sia obbligata a chiudere il contratto anche nell’ipotesi di indisponibilità della quotazione del contratto per essere sospesa la trattazione del sottostante è una circostanza che le parti hanno previsto nel caso di chiusura al termine del Servizio, come stabilito nella clausola “Prezzo di chiusura” delle Norme operative del Servizio Forex (v. doc. n. 12 attore).

Peraltro, ammesso di volere ritenere solo per ipotesi che la banca non fosse tenuta comunque ad effettuare essa stessa una quotazione al fine di far funzionare a tutela dei clienti il meccanismo di stop loss, in ogni caso la convenuta non ha provato che nel lasso di tempo tra le ore 10.30 e le ore 11.33 del 15.1.2015 vi sia stata una sospensione delle quotazioni.

Le quotazioni Euro Franchi Svizzeri sono continuate su listini quali Bloomberg

Risulta, difatti, in atti la prova che altri info providers -tra cui Bloomberg- non hanno mai interrotto le quotazioni de quibus, rendendo quindi possibili le operazioni sul predetto cross (v. doc. n. 14 attore). Proprio Bloomberg è indicato -assieme a Reuters-nel regolamento pattizio tra le parti in causa (v. scheda prodotto CFD Forex doc. n. 12 attore) e comunque è circostanza pacifica tra le parti che esso sia un circuito telematico internazionale affidabile nei suoi valori in mancanza di prezzi ufficiali. D’altro canto, è la stessa convenuta ad ammettere (v. p. 17 comparsa di costituzione e risposta) che le quotazioni erano state pubblicate nel lasso di tempo tra le ore 10.30 e le ore 11.33 del 15.1.2015 dagli info providers Bloomberg e Reuters, anche se -a suo mero parere- le stesse costituivano un mero recepimento di dati che in quel particolare momento di mercato non erano significative in quanto rappresentavano l’andamento di un mercato inesistente in forza di operazioni ineseguite o, se eseguite, poi stornate.

Risulta, inoltre, circostanza non contestata specificamente dalla convenuta (v. memoria ex art. 183 comma 6 n. 2 c.p.c. p. 4 e v. anche memoria di replica p. 10) che un altro cliente della convenuta, T.M., abbia proprio nel lasso di tempo dell’asserita sospensione delle quotazioni effettuato un’operazione di scambio valuta EUR/CHF sul sistema Multicurrency della stessa banca alle ore 10.48 del 15.1.15, cosicché una ben definita quotazione era a conoscenza della medesima.

Tenuto conto che, comunque, sarebbe sempre in capo alla banca convenuta l’onere probatorio della circostanza per cui in data 15.1.2015 il mercato sul cross EUR/CHF ha sospeso le quotazioni, rendendo non conoscibile l’andamento del valore di scambio ed impedendo l’attivazione dello stop loss al cambio di 1,190111, quest’ultima non, quindi, ha provato l’assenza delle quotazioni per difetto di contrattazioni nel giorno 15.1.2015 tra le ore 10:30:54 e le ore 11:03:03.

Del resto, la tipologia degli ordini da eseguire, inoltre, proprio per le caratteristiche connaturate all’attività svolta tramite il servizio fornito è connotata dalla massima celerità possibile, essendo fatto notorio che anche il ritardo di soli pochi minuti, tenuto conto della globalità del mercato on line e dell’effetto leva, determina un ritardo grave nell’adempimento e cagiona danni.

Ritiene, di conseguenza, il Tribunale che la banca convenuta sia gravemente inadempiente rispetto al programma contrattuale pattuito con l’attore.

Né può sostenersi, a fronte di tutte le soprarichiamate pattuizioni contrattuali, che la banca debba andare esente da responsabilità sol perché è stato previsto che, anche in caso di utilizzo di ordini stop loss automatici che si attivano prima dell’azzeramento del margine, qualora l’andamento del mercato evidenzi repentine forti variazioni negative del rapporto di cambio, la perdita realizzata può anche eccedere il capitale inizialmente investito, atteso che tale clausola fa riferimento all’avvenuto funzionamento dello stop loss -ciò che non si è verificato nella fattispecie in esame- e comunque la prevista possibilità che la perdita possa anche eccedere il margine -nella fattispecie pari ed Euro 44.000,00- non può certo significare, essendo contrario a buona fede, che nonostante l’attivazione dello stop loss prima “dell’azzeramento” la perdita possa essere ben dieci volte superiore al margine, anziché andare solo un po’ oltre l’azzeramento del medesimo.

La condanna dell’intermediario finanziario al risarcimento del danno subito dal cliente

Pertanto, risulta fondata la domanda di risarcimento del danno svolta in via principale dal L..

Il danno da risarcire va liquidato nella somma di Euro 404.950,79 e invero la somma illegittimamente addebitata sul conto corrente del predetto a seguito della chiusura del contratto è pari ad Euro 429.483,79 (v. doc. n. 12 bis convenuta) in luogo della minor somma di Euro 24.533,00 uguale alla perdita che sarebbe risultata in caso di tempestivo funzionamento del meccanismo di stop loss, il quale sarebbe dovuto intervenire al cross EUR/CHF pari a 1,190111, circostanza pacifica tra le parti (v. comparsa di costituzione e risposta p. 23).

La convenuta va, quindi, condannata a risarcire a L.G. il danno che si liquida nella somma di Euro 404.950,79.

In accoglimento dell’ulteriore domanda dell’attore, va dichiarato che non sono neppure dovuti dal medesimo gli interessi passivi e di mora maturati e addebitati sul conto corrente n. (…) con riferimento all’illegittimo addebito della somma di 404.950,79.

E’ priva di pregio l’eccezione di cui all’art. 1225 c.c., posto che l’imprevedibilità prevista dalla norma non riguarda l’evento, e quindi la condotta della banca, come prospettato dalla convenuta con riferimento al momento in cui essa non poteva asseritamente prevedere la successiva manovra straordinaria disposta dalla B.C.S., ma riguarda il danno; nella fattispecie in esame il danno era ben prevedibile, attesa proprio la tipologia di contratto altamente speculativo, allorquando la banca per colpa che si ritiene grave, non ha comunque consentito il funzionamento del meccanismo di stop loss.

Non viene, pertanto, esaminata e decisa la domanda, svolta solo in via alternativa, inerente la dichiarazione della violazione dei doveri di correttezza, trasparenza e completa e corretta informativa del cliente.

Le nostre conclusioni e cosa fare se cerchi un avvocato che si occupi di diritto finanziario a Roma o Milano

Se anche tu hai fatto trading online e sei incorso in una rilevante perdita del capitale, forse potresti trovare interessante la nostra guida su come recuperare le perdite da trading,

E difatti, dopo le perdite da investimento occorre cercare di capire se il proprio intermediario o broker ha adempiuto ai propri doveri di informativa.

In particolare in quest’articolo parliamo delle perdite derivanti da investimenti su CFD, contract for difference.

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