avvocato CITTADINANZA ITALIANA roma

L’avvocato a Roma per la domanda di cittadinanza italiana

Il nostro Studio Legale assiste gli stranieri che vogliono ottenere la cittadinanza italiana e che siano in possesso dei requisiti di legge per diventarlo. 

Se anche tu stai cercando un avvocato cassazionista a Roma per la tua causa di cittadinanza, puoi contattarci per una prima consulenza senza impegno. Puoi ottenere la nostra assistenza anche se ti trovi all’estero, attraverso il rilascio di una procura presso il Consolato o tramite procura notarile apostillata.

La domanda di cittadinanza italiana presuppone che chi presenti la domanda abbia alcuni requisiti, e in caso di accoglimento lo straniero arriva ad ottenere i medesimi diritti dei cittadini italiani.

Ma andiamo con ordine, e leggi attentamente i tempi previsti dalla legge per avere diritto.

Non esistono sotterfugi o scorciatoie e diffida da chi ti prospetta la possibilità di avere la cittadinanza al di fuori dei casi previsti dalla legge.

Tabella dei Contenuti

Chi può ottenere la cittadinanza italiana?

Se ti stai domandando chi può ottenere la cittadinanza italiana, devi sapere che la richiesta secondo la legge (ovvero la Legge n. 91/1992) può essere presentata da:

1)    una persona nata in Italia da genitori stranieri che: risieda legalmente in Italia, senza interruzioni, dalla nascita fino al compimento dei 18 anni e dichiari entro il 19 anno di età di voler acquistare la cittadinanza italiana;

2)    Il coniuge straniero di un cittadino italiano, quindi chi si sia sposato con un italiano dopo due anni di residenza legale in Italia dalla data del matrimonio oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio, se la residenza è all’estero; Se dal matrimonio sono nati figli tali tempi sono dimezzati.

3)    Lo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini italiani per nascita se:

  • presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana;
  • assume un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato italiano, anche all’estero, e dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana;
  • al compimento dei 18 anni, risiede legalmente senza interruzioni da almeno due anni in Italia e dichiara entro il 19 anno di eleggere la cittadinanza italiana.

4)    Il minore di 18 anni straniero adottato da un cittadino italiano;

5)    Il figlio minore di 18 anni di uno straniero che è diventato cittadino italiano, se convivente;

6)    Gli stranieri maggiorenni residenti per un periodo di tempo variabile e regolarmente iscritti all’anagrafe in Italia. Gli aventi diritto sono così suddivisi:

  • Per i residenti appartenenti a uno dei Paesi Ue serve un tempo di residenza 4 anni;
  • residenti extracomunitari serve un tempo di residenza di 10 anni;
  • i residenti apolidi e rifugiati serve un tempo di residenza di 5 anni.

Ma come si richiede la cittadinanza italiana?

Dopo che avrai presentato domanda al Ministero degli Interni direttamente o tramite un CAF, è possibile che la tua domanda di cittadinanza sia accolta o sia rifiutata o che il Ministero non risponda nel tempo previsto dalla legge.

Cosa succede in caso di ritardo nella lavorazione della domanda di cittadinanza?

Se sei in Italia ed il Ministero non risponde in 2 o 4 anni allora puoi proporre ricorso contro il silenzio rigetto.

Se hai domandato la cittadinanza con la procedura consolare ed il Ministero non risponde in 2 anni allora puoi proporre ricorso contro il silenzio rigetto.

Cosa succede in caso di rifiuto o rigetto della domanda di cittadinanza?

Il rifiuto della domanda di cittadinanza è un provvedimento amministrativo che può essere impugnato tramite avvocato con ricorso in caso di cittadinanza per matrimonio (anche detta iure comunicatione).
Per impugnare il rigetto della domanda di cittadinanza c’è bisogno di un avvocato o di avvocati che si occupino di diritto dell’immigrazione.

Il ricorso si propone entro 60 giorni dalla notifica del rifiuto.

Il ricorso al Giudice Ordinario non ha termine di scadenza ma deve essere proposto quanto prima.

Il giudizio di impugnazione del rigetto della cittadinanza è quindi un procedimento che richiede uno Studio Legale specializzato in materia e che abbia sede nella tua città, quindi possiamo aiutarti se ti trovi a Roma o nel Lazio, oppure se ti trovi all’estero.

La ricerca dei certificati per la cittadinanza italiana

La ricerca dei certificati necessari ad ottenere la cittadinanza italiana è un’attività spesso complessa e che richiede tempo.

I certificati vanno ricercati presso le anagrafi dei Comuni, presso le Parrocchie o presso le Diocesi.

Spesso capita di dover cercare certificati che risalgono a prima dell’unità d’Italia, che è avvenuta progessivamente con l’annessione prima del Regno di Napoli, poi del Veneto, poi del Lazio ed infine con la Prima guerra mondiale.

La ricerca dei certificati è effettuata dallo studio con la richiesta di un compenso di € 100,00 per ogni attività di ricerca (€ 100,00 richiesta+ € 100,00 ritiro), con il pericolo di non riuscire ad ottenere le risposte sperate, in quanto spesso per l’assenza di congruità delle informazioni contenute in certificati di nascita o di battesimo, capita di non riuscire a provare in modo coerente l’albero genealogico. 

Come si svolge la causa per la cittadinanza?

Dopo aver dato incarico ad avvocati che si occupino di stranieri, la causa si svolge con la produzione dei documenti che provano il tuo diritto alla cittadinanza.

In sostanza occorrerà fornire al Tribunale un albero genealogico, tutti i documenti tradotti ed apostillati che conducono da un cittadino italiano a tutta la sua discendenza sino ad oggi..

La causa dura in alcuni mesi, in altri casi anche due anni. 

Al termine della causa, il Tribunale emetterà la sentenza (in realtà una ordinanza) che potrebbe riconoscere o rigettare la tua domanda di cittadinanza

Contro la sentenza di rigetto, potrai proporre appello.

avvocato per cittadinanza
Una Sentenza recentemente ottenuta dal nostro studio che ha riconosciuto come cittadini italiani i membri di una famiglia brasiliana.

 

 

 

Il ritardo del Consolato nella lavorazione della domanda di cittadinanza

Il ritardo del consolato nella lavorazione della domanda di cittadinanza italiana è uno dei motivi che giustificano la causa in Tribunale.

E difatti, sempre più spesso i consolati italiani in giro per il mondo sono in gravissimo ritardo nella lavorazione delle numerose domande di cittadinanza presentate.

Quello che prima era solo un problema in Brasile, Argentina e altri paesi, ora sta diventando usuale anche negli USA Stati Uniti d’America dove alcuni consolati non fissano appuntamenti o accettano domande da prima dell’inizio della pandemia.

E’ evidente che non potendo presentare la domanda di cittadinanza, colui che domanda di essere cittadino italiano è anche impossibilitato a far decorrere i termini: in questi casi è possibile intervenire tramite Avvocato e procede in Tribunale.

Quali sono i casi principali che portano al rigetto?

Spesso accade che il Ministero rigetti la tua domanda di cittadinanza in quanto ravvisa delle anomalie che non ne permettono l’accoglimento.

Le casistiche principali, alle quali risulta talvolta possibile ovviare con il ricorso in Tribunale, sono le seguenti:

  1. Matrimonio fittizio;
  2. Il “buco” nella residenza continuativa;
  3. Reddito inferiore ai limiti dell’assegno sociale;
  4. Mancata considerazione del reddito complessivo del nucleo familiare;
  5. Precedenti penali ostativi, che si possono a volte risolvere attraverso un avvocato penalista (come ad esempio l’avv. Giuseppe Pappa, con studio nel Foro di Napoli).

Il preavviso di rigetto della domanda di cittadinanza

Quando presenti domanda di cittadinanza italiana dai avvio ad un procedimento amministrativo, all’interno del quale la pubblica amministrazione deve seguire alcune regole.

Tra queste regole vi è l’obbligo di comunicare il preavviso di rigetto ai sensi dell’art. 10 bis della legge 241/1990.

Quando per qualsiasi motivo la tua domanda di cittadinanza italiana sia ritenuta non accoglibile dal Ministero, allora ti viene data la possibilità di fornire chiarimenti ed aggiungere documentazione utile a far cambiare idea alla Pubblica Amministrazione.

Attenzione, dal momento della ricezione del preavviso di rigetto hai solo 10 giorni per far avere le tue osservazioni al Ministero! In alcuni casi puoi rispondere oltre tale termine, ma non correre il rischio se possibile.

Causa per la cittadinanza italiana: va in tribunale o al TAR

Alcune cause per la cittadinanza italiana vengono gestite al Tribunale Ordinario, altre al TAR (Tribunale amministrativo regionale).

Al fine di fare chiarezza in materia è stato necessario un intervento delle Sezioni Unite della Cassazione civile con la sentenza 14/01/2022, n.1053 secondo cui:

In tema di riparto di giurisdizione, in materia di acquisto della cittadinanza italiana, la richiesta del cittadino straniero fondata sulla residenza legale da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica ex art. 9 c.1 lettera f) l. n. 91 del 1992 è assoggettata alla giurisdizione del giudice amministrativo, dal momento che la determinazione spettante all’Amministrazione, oltre ad essere adottata con decreto del Presidente della Repubblica, previo parere del Consiglio di Stato, non ha carattere vincolato ma implica una valutazione discrezionale non limitata al mero apprezzamento della sicurezza pubblica ma estesa ad un più complesso giudizio di opportunità legato a tutti i profili di integrazione scrutinabili.

L’attribuzione della giurisdizione al giudice amministrativo non è scalfita dalle modifiche apportate dal d.l. n. 13 del 2017, conv., con modif., dalla l. n. 46 del 2017, che, nell’istituire le sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea, si è limitato ad individuare il giudice competente per quelle attribuite alla giurisdizione ordinaria, nonché a dettare la normativa processuale ad esse applicabili.

 

Il minore perde la cittadinanza con la naturalizzazione del genitore?

Capita che la naturalizzazione del genitore presso un paese estero avvenga durante la minore età del figlio.

Ebbene in questi casi c’è perdita della cittadinaza da parte del figlio?

In particolare in caso si pone per i cittadini degli USA, dove la cittadinanza era ambita e non si perdeva l’occasione di naturalizzarsi.

La risposta arriva da una sentenza della Corte d’Appello di Roma del 2022, la quale ben distingue tra i vari periodi storici e la normativa applicabile ratione temporis:

La normativa del 1901 non riconosceva la cittadinanza italiana al figlio di italiano naturalizzatosi straniero, indipendentemente così dal limite di età. Dunque il figlio di padre naturalizzato seguiva sempre la cittadinanza del genitore, perdendo quella italiana.

La legge del 1912 ha invece stabilito che nel caso di intervenuta naturalizzazione straniera del padre, il figlio, se all’epoca minorenne, conserva la cittadinanza italiana (appunto iure sanguinis) in quanto figlio di italiano. Con l’art. 7 difatti della L. 555/1912 è stato stabilito il principio che il discendente minore dell’avo che avesse perso la cittadinanza per naturalizzazione conservasse la cittadinanza italiana, a condizione che la nascita fosse precedente alla data di naturalizzazione.

Solido fondamento giuridico di quanto disposto dall’art. 7, del resto, si riscontra anche nella circolare k. 31.9 del 27 maggio 1991 e nella circolare k. 28.1 del Ministero dell’Interno dell’8 aprile 1991, entrambe nel senso che “La prole nata sul territorio dello stato di emigrazione da padre cittadino italiano acquisiva dalla nascita il possesso tanto della cittadinanza italiana quanto della cittadinanza dello stato di nascita e permaneva nella condizione di bipolidia anche nelcaso in cui il genitore, durante l’età minorile, mutasse cittadinanza naturalizzandosi straniero”.

Sul punto il Consiglio di Stato con parere n. 1820/1975 del 24 ottobre 1975 ha poi anche stabilito che “l’acquisto dellacittadinanza italiana da parte del genitore comporta l’acquisto della cittadinanza italiana da parte del figlio minorenne, ma la perdita della cittadinanza italiana da parte del genitore non comporta senz’altro la perdita della cittadinanza suddetta da parte del figlio minorenne, e ciò, appunto ad evitare per quest’ultimo la situazione di apolidia”.

Dunque un minore nato nel 1932 negli USA (di cui ha acquistato la cittadinanza per ius soli), non perde la cittadinanza italiana ricevuta dalla madre per nascita (ius sangiunis) nel caso in cui la madre si naturalizzi cittadina americana nel 1946 durante la minore età del figlio.

Occorre tuttavia evidenziare l’esistenza di orientamenti contrapposti e quindi di sentenze dirette ad affermare che con la naturalizzazione del genitore perde la cittadinanza anche il figlio minore convivente.

La cittadinanza Italiana e quella americana

I cittadini italiani emigrati negli USA pongono alcune peculiarità per quanto concerne le domande di cittadinanza italiana.

In particolare è frequente il caso della avvenuta naturalizzazione dell’avo emigrato in america, con la conseguente perdita della cittadinanza (che non si perde in automatico per ius soli, quando i figli nascono in america, come previsto dal 1868).

La naturalizzazione come cittadino statunitense prima del 1992 determinava la perdita della cittadinanza italiana, dal 1992 in poi la doppia cittadinanza è ammessa, mentre chi l’ha persa prima del 1992 in alcuni casi può domandare il riacquisto.

La cittadinanza per matrimonio

La cittadinanza italiana può essere acquisita per matrimonio.

Lo straniero o l’apolide che si sposa con un italiano o una italiana, difatti può domandare la cittadinanza dopo due anni dal matrimonio di residenza in Italia, o tre anni dal matrimonio di residenza all’estero.

La Corte Costituzionale nel 2022 ha affermato che anche se il coniuge italiano muore durante il procedimento amministrativo di concessione della cittadinanza, esiste comunque il diritto del superstite straniero al riconoscimento della cittadinanza italiana.

Insomma per la concessione si guarda al momento in cui è stata presentata domanda di cittadinanza, indipendentemente dal decesso del coniuge nelle more del procedimento amministrativo.

La grande naturalizzazione brasiliana del 1889

Si parla di “grande naturalizzazione” con riferimento a quelle leggi brasiliane, emanate tra il 1889 ed il 1891, per attribuire la cittadinanza a tutti gli stranieri a quel momento presenti in Brasile, come ad esempio gli italiani immigrati.

Con queste leggi, gli italiani emigrati in Brasile hanno ottenuto la cittadinanza brasiliana, ma non per questo hanno perso la cittadinanza italiana.

I casi di perdita della cittadinanza italiana difatti sono previsti dalla legge, e tra questi non vi è l’acquisizione di un doppia cittadinanza.

In ogni caso, se anche la grande naturalizzazione avesse determinato la perdita della cittadinanza italiana da parte dell’avo ivi presente nel 1889, questo stesso provvedimento non può colpire i discendenti (es. il figlio nato in Brasile dall’italiano colpito dalla grande naturalizzazione, sarebbe cittadino italiano per ius sangiunis e brasiliano per ius soli).

Le sentenze della Cassazione del 2022 sulla grande naturalizzazione brasiliana

Con due sentente emesse nel 2022 la Corte di Cassazione è intervenuta nuovamente in merito al valore della grande naturalizzazione brasiliana e degli effetti di questa sulla cittadinanza italiana degli emigrati.

Le sentenze della Cassazione sono ottime notizie per i cittadini italiani emigrati in Brasile, in quanto la Suprema Corte ha affermato che la grande naturalizzazione non vale quale rinuncia alla cittadinanza italiana, e lavorare in Brasile non equivale a lavorare per il governo brasiliano.

In conseguenza di queste sentenze della Corte di Cassazione, anche ove il tuo avo si sia naturalizzato cittadino brasiliano in quanto presente in brasile nel 1889, non hai perso la cittadinanza italiana ius sanguinis, che potrai domandare per via amministrativa o tramite Tribunale a seconda dei casi.

La questione è stata dunque risolta dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenze nn. 25317 e n. 25318 del 24/8/2022,la quale ha confermato l’irrilevanza della grande naturalizzazione ai fini della perdita della cittadinananza anche statuendo che:

“ogni persona ha un diritto soggettivo permanente e imprescrittibile allo stato di cittadino, che congloba distinti ed egualmente fondamentali diritti; ciò rileva anche in relazione all’esegesi delle norme dello Stato precostituzionale, ove ancora applicabili; il diritto si può perdere per rinuncia, ma purché volontaria ed esplicita, in ossequio alla libertà individuale, e quindi mai per rinunzia tacita, a sua volta desumibile da una qualche forma di accettazione tacita di quella straniera impartita per provvedimento generalizzato di naturalizzazione”.

La competenza territoriale del Tribunale in caso di domanda di cittadinanza da parte di residenti all’estero

I residenti all’estero fino al 2021 presentavano tutti la loro causa per la domanda di cittadinanza italiana dinnanzi il Tribunale di Roma

Dal 2021 è intervenuta una riforma diretta a ridurre il carico di lavoro del Tribunale di Roma e trasferirlo presso i vari Tribunali con sezioni specializzate in materia di immigrazione.

Il nuovo criterio è dato dal luogo di provenienza del dante causa, ovvero del cittadino italiano emigrato all’estero che ha trasmesso la cittadinanza italiana per ius sangiunis.

E quindi ai sensi della LEGGE 26 novembre 2021 , n. 206, art. 36:

“All’articolo 4, comma 5, del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando l’attore risiede all’estero  le  controversie   di   accertamento   dello   stato   di cittadinanza italiana sono assegnate avendo  riguardo  al  comune  di nascita del padre, della madre o dell’avo cittadini italiani”.

Ai sensi del DECRETO-LEGGE 17 febbraio 2017 , n. 13

“Art. 1 – Istituzione delle sezioni   specializzate   in   materia   di immigrazione, protezione internazionale  e  libera circolazione  dei cittadini dell’Unione europea 1. Sono istituite, presso i  tribunali ordinari  del  luogo  nel quale hanno sede le Corti d’appello, sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione  dei cittadini dell’Unione europea.

[…]

Art. 3 – Competenza per materia delle sezioni specializzate […]  co.  2.  Le  sezioni specializzate  sono  altresì  competenti  per  le controversie in materia di accertamento dello  stato  di  apolidia  e dello stato di cittadinanza italiana”.

Ne consegue che, per esempio, se il dante causa è siciliano la tua domanda  andrà proposta al Tribunale il capoluogo di regione, con eccezioni per Lombardia, Calabria, Sicilia e Puglia dove sono presenti più sedi di Corte d’Appello.

Come dare procura ad un avvocato in Italia dall’estero

Per dare procura ad un avvocato in Italia, anche in materia di cittadinanza, se ti trovi all’estero le possibilità principali sono le seguenti:

  1. puoi recarti al consolato italiano per sottoscrivere la procura dinnanzi l’Autorità Consolare;
  2. puoi recarti da un Notaio o altro Pubblico Ufficiale autorizzato ad autenticare la tua sottoscrizione, apostillare la dichiarazione, tradurre il tutto e apostillare la traduzione;
  3. prendere un volo per l’Italia e dare procura direttamente all’avvocato.

Questo in quanto l’avvocato è tenuto a raccogliere la procura personalmente, salvo che la sottoscrizione non sia apposta davanti un pubblico ufficiale.

Se cerchi uno Studio Legale di avvocati cassazionisti a Roma per la tua domanda di cittadinanza, puoi contattarci per una prima consulenza senza impegno.

 

English version 

Versión en español

Portugues version

Seguici su Facebook per avere gli ultimi aggiornamenti in materia di cittadinanza italiana


Hai vissuto un'esperienza simile? Scrivici.

Possiamo aiutarti.

Il nostro studio legale di avvocati cassazionisti è pronto ad aiutarti in ogni passo del tuo caso. Non esitare a contattarci per una consulenza iniziale. Per rendere il processo più rapido ed efficiente, ti invitiamo a inviarci tutta la documentazione necessaria.





    24 commenti su “L’avvocato a Roma per la domanda di cittadinanza italiana”

    1. Avvocato, il ministero dice che non sono stata residente in modo continuativo, posso comunque fare causa per avere la cittadinanza italiana?

      1. Avv. Marcello Padovani

        Salve, in caso di rigetto della domanda di cittadinanza lei potrà impugnare il provvedimento e cercare di dare prova con ogni mezzo della sussistenza dei presupposti per ottenere la concessione della cittadinanza italiana. Ciò significa che potrà cercare di dimostrare che è stata residente anche con testimonianze, comunicazioni di cessione di fabbricato o altro. Se ha necessità di chiarimenti ci invii la sua documentazione. Avv. Marcello Padovani

          1. Avv. Marcello Padovani

            Salve,
            il reddito da considerare è quello degli ultimi 3 anni.
            Per i richiedenti senza persone a carico: serve un reddito annuo superiore a € 8.263,31.
            Per richiedenti con coniuge a carico o altre persone a carico, serve un reddito di € 8.263,31 aumentabili a cui si aggiungono € 516,00 per ogni ulteriore persona a carico.

      1. Avv. Marcello Padovani

        Salve, purtroppo per risponderle abbiamo bisogno di altre informazioni. Prima di tutto dovrebbe indicarci per quale motivo ha chiesto la cittadinanza italiana. Restiamo a disposizione. Avv. Marcello Padovani

        1. camelia tatarciuc

          Sono residente di più di 10 anni e ho stato di famiglie con mia figlia che lei ce l’ha cittadinanza adesso io sono disoccupata che deve fare?

        2. Avvocato sono _____ Giuseppe nato a vittoria ______ ho perso papa che è morto per ictus io nn sto lavorando e vivo con mia mamma anziana che percepisce una pensione minima da fame favola vuole che nn posso usufruire rdc. Mio numero cell _______ aiutatemi distinti saluti

    2. Sono discendente per via materna, mia nonna era cittadina italiana e mio nonno no. I miei genitori non hanno mai chiesto la cittadinanza e io come loro oggi sono brasiliana. Posso avere la cittadinanza italiana anche io?

      1. Avv. Marcello Padovani

        Salve, probabilmente lei ha diritto ad ottenere la cittadinanza Italiana ius sanguinis, tuttavia resta da appurare in che anno sua nonna è nata o in che anno ha lasciato l’Italia per emigrare all’estero. I discendenti di madre italiana nati prima del 1° gennaio 1948 (fattispecie non disciplinata dalla Legge) per ottenere il riconoscimento della cittadinanza dovranno ricorrere ad un Tribunale Civile italiano. Ci scriva in privato per valutare se ci sono gli estremi per procedere.

        1. Buonasera. Mio marito 10 anni fa era fermato per il controllo e hanno fatto test per alcol. Era 0,9. Hanno fatto penale. Mo e passato 10 anni vogliamo chiedere cittadinanza. Possiamo fare la domanda o dobbiamo chiedere reabilitazione?

          1. Avv. Marcello Padovani

            salve, le suggerisco di chiedere la riabilitazione tramite un avvocato penalista. La presenza di una condanna potrebbe essere motivo di rigetto della domanda di cittadinanza. Se è a Roma, Milano o Napoli ci contatti e le indicheremo a chi rivolgersi per la richiesta di riabilitazione. Cordiali saluti

    3. salve io ho fatto la domanda nel 2007 dopo sei anni di attesa nel 2013 arriva la lettera per il ritiro al vecchio indirizzo io non so niente . cosa posso fare?

      1. Avv. Marcello Padovani

        Salve,
        ci invii una email con i documenti che la riguardano e indichi il suo numero di telefono. Valuteremo il da farsi e le faremo sapere.

    4. Salve Avvocato,io ho tutti documenti allora come devo farlo per avvere cittadinanza,devo andare da caf o vengo da voi? Grazie

    5. il mio antenato nacque nel 1830 e lasciò il territorio italiano prima dell’unificazione, ma morì nel 1897, molto tempo dopo l’Unità d’Italia e non divenne brasiliano.

      Essendo un mio antenato emigrato in Brasile prima dell’Unità d’Italia, per avere diritto alla cittadinanza italiana basterebbe essere vivo (com’era lui) dopo il marzo 1861 oppure avrebbe dovuto vivere in territorio italiano dopo l’Unità per avere diritto alla cittadinanza italiana?

      Grazie mille,

      1. Avv. Marcello Padovani

        Salve, la questione è stata affrontata dalla giurisprudenza la quale ha affermato che il suo antenato è cittadino italiano e quindi ci sono i presupposti per la domanda di cittadinanza. Qualora la domanda dovesse essere rigettata potrà presentare ricorso in Tribunale o TAR. Cordiali saluti

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Torna in alto
    Apri chat whatsapp
    Apri una chat whatsapp
    Apri una chat whatsapp