Le sentente più significative in materia di cittadinanza italiana dall’ottobre 2019 al marzo 2020

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Torniamo ad occuparci del tema della cittadinanza per affrontare alcuni dei temi di maggiore attualità nei tribunali italiani sui presupposti per la concessione della cittadinanza italiana.

Come fare a diventare cittadino italiano?

T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 04/03/2020, n. 2848

In tema di concessione della cittadinanza italiana, l’amplissima discrezionalità dell’Amministrazione in questo procedimento si esplica in un potere valutativo che si traduce in un apprezzamento di opportunità circa lo stabile inserimento dello straniero nella comunità nazionale, sulla base di un complesso di circostanze, atte a dimostrare l’integrazione del soggetto interessato nel tessuto sociale, sotto il profilo delle condizioni lavorative, economiche, familiari e di irreprensibilità della condotta.

T.A.R. Calabria Reggio Calabria, 02/03/2020, n. 156

Nel caso preso in considerazione dall’art. 5 della L. n. 91 del 1992, il coniuge del cittadino è titolare di un vero e proprio diritto soggettivo che affievolisce ad interesse legittimo solo in presenza dell’esercizio, da parte della p.a., del potere discrezionale di valutare l’esistenza di motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica che ostino a detto acquisto; dunque, relativamente all’acquisto della cittadinanza italiana, l’unica causa preclusiva demandata alla valutazione discrezionale della competente amministrazione è quella di cui all’art. 6, comma 1, lett. c), L. 5 febbraio 1992, n. 91, ossia i comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica. Soltanto in tale evenienza, la situazione di diritto soggettivo risulta affievolita ad interesse legittimo, con conseguente radicamento della giurisdizione in capo al giudice amministrativo. Tuttavia, in tutti gli altri casi, la vertenza spetta alla cognizione del giudice ordinario.

T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 02/03/2020, n. 2709

Nel ricorso avverso il silenzio serbato sull’istanza di concessione della cittadinanza italiana non può trovare accoglimento la domanda di risarcimento in mancanza di prova da parte del ricorrente dei danni subiti a causa del ritardo nell’adozione del provvedimento di concessione. Inoltre, l’art. 28 del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, prevede, quale condizione per avanzare domanda di indennizzo da ritardo, l’immediata sollecitazione di tale potere sostitutivo una volta scaduti i termini per la conclusione del procedimento, l’istante, entro la scadenza perentoria dei successivi 20 giorni, deve ricorrere all’autorità titolare del potere sostitutivo di cui all’art. 2, comma 9-bis, della L. n. 241 del 1990, richiedendo l’emanazione del provvedimento non adottato.

T.A.R. Calabria Reggio Calabria, 02/03/2020, n. 156

La concessione della cittadinanza italiana per matrimonio, disciplinata dall’art. 5 della L. n. 91 del 1992, riguarda una situazione giuridica soggettiva avente la consistenza di diritto soggettivo con conseguente radicamento della giurisdizione in capo al giudice ordinario.

Cass. civ. Sez. I Ord., 24/02/2020, n. 4819

Ai sensi dell’art. 5, comma 1, della L. n. 91 del 1992, così come modificato dall’art. 1, comma 11, della L. n. 94 del 2009, soltanto la separazione personale dei coniugi, ma non anche quella di fatto, costituisce condizione ostativa all’acquisto della cittadinanza italiana mediante matrimonio con un cittadino italiano, come si evince dal tenore testuale della norma in questione che adopera l’espressione “separazione personale”, utilizzata anche negli artt. 150, 154 e 155 c.c. prima delle modifica intervenuta con il D.Lgs. n. 154 del 2013, cogliendosi peraltro la differenza tra “separazione personale” e “separazione di fatto” anche nell’art. 6 della L. n. 184 del 1983 in tema di adozioni.

T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 29/01/2020, n. 1246

Il conferimento della cittadinanza italiana, cui è collegata una capacità giuridica speciale, si traduce in un apprezzamento di opportunità sulla base di un complesso di circostanze, atte a dimostrare l’integrazione del richiedente nel tessuto sociale, sotto il profilo delle condizioni lavorative, economiche, familiari e di irreprensibilità della condotta.

T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 07/01/2020, n. 60

Nell’ambito valutativo ai fini della concessione della cittadinanza italiana rientra anche l’accertamento della sufficienza del reddito dell’aspirante allo status a garantirne il sostentamento, in quanto lo straniero, proprio perché, con tale provvedimento, viene appunto inserito a pieno titolo nella collettività nazionale, acquisisce tutti i diritti e i doveri che competono ai suoi membri, tra i quali non assume un ruolo secondario il dovere di solidarietà sociale di concorrere con i propri mezzi, attraverso il prelievo fiscale, a finanziare la spesa pubblica, funzionale all’erogazione dei servizi pubblici essenziali.

T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 27/11/2019, n. 13614

Il concetto di sicurezza della Repubblica, rilevante ai fini della concessione della cittadinanza italiana, non è legato ad elementi ostativi quali condanne o precedenti penali o anche solo giudiziari a carico del richiedente, ma può riguardare anche solo specifiche frequentazioni dello straniero e l’appartenenza a movimenti che, per posizioni estremistiche, possano incidere sulle condizioni di ordine e di sicurezza pubblica o sulla condivisione dei valori che possano mettere in pericolo la comunità nazionale.

T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 27/11/2019, n. 13614

Il conferimento della cittadinanza italiana per naturalizzazione presuppone l’accertamento di un interesse pubblico da valutarsi anche in relazione ai fini propri della società nazionale e non già sul semplice riferimento dell’interesse privato di chi si risolve a domandare la cittadinanza per il soddisfacimento di personali esigenze.

Tribunale Roma Sez. II Sent., 13/11/2019

In tema di acquisto della cittadinanza italiana da parte del coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano, in caso di mancata emissione del relativo decreto, ovvero di rigetto della relativa istanza, laddove si contesti la ricorrenza degli altri presupposti tassativamente indicati dalla legge, sussiste il diritto soggettivo all’emanazione dello stesso per il richiedente, che può adire il giudice ordinario per far dichiarare, previa verifica dei requisiti di legge, che egli è cittadino.

T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 29/10/2019, n. 12432

In materia di concessione della cittadinanza italiana, non rileva l’intervenuta dichiarazione di estinzione del reato, in ragione dell’ampia discrezionalità di cui gode l’amministrazione ai fini del riconoscimento dello status in questione, rispetto al quale non sussiste diritto alcuno al suo conseguimento, in presenza delle condizioni stabilite ex lege, a differenza di quanto previsto nella diversa ipotesi di richiesta di cittadinanza per matrimonio.

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