AVVISO DI ADDEBITO INPS

Avviso di addebito INPS, cosa c’è da sapere

Avviso di addebito dell’INPS: quando potresti avere bisogno di un avvocato cassazionista o di uno studio legale a Roma che si occupi di diritto previdenziale e posizioni debitorie.

Se hai ricevuto un avviso di addebito dell’INPS, o alcuni avvisi di addebito dell’INPS e non sari come comportati, sei sulla pagina giusta per capire cosa fare.

@avv.marcellopadovani

Avviso Bonario Inps Per Il 2017: È Possibile Non Pagare? #avvisobonario #inps #2017 #possibile #non #pagare #nonpagare #difendere #avvocato #avvocatocassazionista #avvocatopadovani

♬ suono originale – Avv. Marcello Padovani

Hai ricevuto un avviso di addebito da parte dell’INPS?

Se anche tu ti trovi con un debito nei confronti dell’INPS e lo ritieni ingiusto, innanzi tutto hai bisogno di un avvocato, ma per adesso continua a leggere questo articolo.

Spesso l’INPS invia ai cittadini richieste ingiuste con avvisi, cartelle esattoriali o intimazioni pagamento, proprio come successo al sig. Mario, avvocato e pertanto iscritto alla cassa forense.

Una volta ricevuto un avviso di addebito INPS questo va subito esaminato e se possibile trasmetto ad un avvocato che si occupi di pratiche INPS in quanto i termini di impugnazione sono molto brevi.

Prescrizione avvisi INPS notificati nel 2024

Nel 202 come ogni anno l’INPS procede alla notifica di avvisi bonari, avvisi di accertamento ed avvisi di addebito, per i quali risulta opportuno prima di pagare verificare l’eventuale prescrizione.

In particolare nel 2024 si prescrivono i contributi INPS dovuti per l’anno 2017 ed eventualmente indicati nella dichiarazione dei redditi del 2018.

In particolare ai sensi della Circolare 104/2017 INPS i contributi per il 2017 dovevano essere versati entro l’estate 2018 con la conseguenza che, tenuto conto della prescrizione di 5 anni la prescrizione sarebbe maturata nell’estate 2023

In questo senso, ove l’avviso di addebito INPS fosse giunto dopo l’estate 2023 si potrebbe contestare la prescrizione della pretesa contributiva impugnando l’atto ricevuto.

Attenzione tuttavia alla proroga della prescrizione legata all’emergenza Covid, la normativa non è chiara e l’INPS cerca di ricollegare a tale normativa una sospensione della prescrizione che sposterebbe la scadenza di un anno.

Avviso INPS per l’anno 2018 prescritto nel 2024?

È possibile non pagare l’avviso bonario INPS per il 2018 ricevuto dopo il 30/6/2024?

Come abbiamo già detto i termini per il pagamento dei contributi Inps sono previsti da una circolare dello stesso ente previdenziale e emanata di anno in anno. 

La circolare Inps dell’anno 2018 ha fissato il termine per il pagamento dell’importo dovuto dal contribuente per richiamo alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi e nello specifico per il pagamento del saldo Irpef 2017 e acconto 2018.

Nell’anno 2018 il termine per il pagamento di saldo Irpef 2017 e acconto Irpef 2018 è stato fissato da altra normativa nel 2 luglio 2018, con la conseguenza che la relativa prescrizione sarebbe maturata nell’estate 2023.

Laddove dovesse applicarsi la proroga della prescrizione legata all’emergenza COVID (ben discutibile), tale sospensione sarebbe durata un totale di 311 giorni, che si è messi in coda dopo il 2 luglio 2023, ci porterebbero alla data del Mercoledi 8 Maggio 2024 dopo la quale sarebbe in ogni caso maturata la prescrizione.

Avviso INPS per l’anno 2019 prescritto nel 2024?

È possibile non pagare l’avviso bonario INPS per il 2019 ricevuto dopo il 2/7/2024?

Come abbiamo già detto i termini per il pagamento dei contributi Inps sono previsti da una circolare dello stesso ente previdenziale e emanata di anno in anno. 

La circolare Inps dell’anno 2019 ha fissato il termine per il pagamento dell’importo dovuto dal contribuente per richiamo alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi e nello specifico per il pagamento del saldo Irpef 2018 e acconto 2019.

Nell’anno 2019 il termine per il pagamento di saldo Irpef 2018 e acconto Irpef 2019 è stato fissato da altra normativa nel 2 luglio 2019, con la conseguenza che la relativa prescrizione sarebbe maturata nell’estate 2024.

Laddove dovesse applicarsi la proroga della prescrizione legata all’emergenza COVID (ben discutibile), tale sospensione sarebbe durata un totale di 311 giorni, che si è messi in coda dopo il 2 luglio 2023, ci porterebbero nel maggio 2025.

Hai ricevuto un avviso bonario dell’Inps per l’anno 2017 e quindi per le somme inserite nella dichiarazione dei redditi 2018

È possibile non pagare l’avviso bonario INPS per il 2017 ricevuto nel 2024?

Per i contributi Inps dovuti nell’anno 2017 si può sostenere con validi motivi che sia maturata la prescrizione, ma attenzione per far valere questa prescrizione dei figli impugnare questo atto non basta non pagarlo.

Perché questi importi sarebbero prescritti?

Perché la prescrizione di contributi è sempre di cinque anni e questo termine decorre dalla data ultima in cui quei contributi avrebbero potuto essere pagati.

L’Inps del 2017 avrebbe dovuto essere pagata entro l’estate 2018 in un termine stabilito proprio dalle circolari dell’ente previdenziale.

Se sei tantissimi che in questi giorni in queste settimane del 2024 sta ricevendo un avviso bonario per il 2017 puoi valutare la possibilità di contestare questi importi.

Avviso bonario INPS

L’avviso bonario dell’INPS è diverso dall’avviso di addebito.

L’avviso bonario INPS è un invito al pagamento che proviene dall’INPS.

L’avviso bonario può arrivare con cadenza annuale oppure può riguardare diverse annualità pregresse.

In sostanza con l’avviso bonario l’INPS comunica che in caso di mancato pagamento delle somme indicate entro 30 giorni, seguirà l’invio dell’avviso di addebito.

Avverso l’avviso bonario può essere promossa impugnazione allo scopo di ottenere l’accertamento negativo del credito dell’INPS e tale ipotesi talvolta è consigliabile rispetto all’alternativa di attendere la notifica dell’avviso di addebito, atto del quale non è poi scontata la sospensione dell’efficacia esecutiva.

Se hai il dubbio che ci possano essere degli avvisi bonari a tuo carico che non ti sono stati notificati, puoi verificare sul tuo cassetto previdenziale INPS tramite l’area servizi online del sito web dell’istituto di previdenza.

La comunicazione di debito INPS

L’INPS può notificare un atto chiamato “comunicazione di debito”.

La comunicazione di debito altro non è che un accertamento, impugnabile con ricorso amministrativo o con ricorso in Tribunale, e contenente l’avvertenza che in caso di mancata impugnazione seguirà la notifica dell’avviso di addebito.

La comunicazione di debito spesso discende dalla trasmissione all’INPS dall’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni dei redditi del contribuente, dichiarazioni nelle quali è stato indicato un reddito su cui non è stata applicata la contribuzione oppure è stata indicato un importo dovuto per contributi che poi non è stato versato.

In questo caso, l’INPS potrebbe erroneamente richiedere i contributi sulla base di un accertamento parziale dell’Agenzia delle Entrate: in questo caso ci potrebbero essere i presupposti per l’inpugnazione

Accertamento d’ufficio per contribuzione alla gestione separata liberi professionisti

Nel corso del 2023 è frequente l’invio da parte dell’INPS di atti di accertamento d’ufficio per contribuzione alla gestione separata liberi professionisti.

Si tratta di comunicazioni elaborate dall’INPS con cui viene richiesto il pagamento di importi risultanti, tra le altre cose dalle dichiarazioni dei redditi presentate all’Agenzia delle Entrate dai contribuenti.

Difatti se è stata presentata una dichiarazione e da questa emerge che:

  • sono stati dichiarati contributi ma non sono stati versati;
  • sono stati dichiarati redditi non assoggettati ad alcuna forma di contribuzione previdenziale;

allora in caso di mancato pagamento entro 30 giorni, le somme verranno inserite in un avviso di addebito e poi affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione per il recupero del credito.

Gestione separata o Inarcassa?

Molti ingegneri ed architetti si sono trovati nel dubbio in merito alla necessità di iscriversi in gestione separata INPS o in Inarcassa.

In molti casi, dall’iscrizione in una gestione è poi seguito l’accertamento dall’altra e viceversa.

Particolarmente danneggiati sono risultati coloro che, come gli insegnanti nelle scuole, che si sono trovati a ricevere dall’INPS l’iscrizione d’ufficio e la richiesta di contributi e sanzioni per periodi fino a 5 anni in modo retroattivo.

In tali casi occorrerà valutare la possibilità di impugnare gli atti ricevuti per contestare l’obbligo di iscrizione in INPS o INARCASSA.

Opposizione ad avviso di addebito INPS

L’opposizione all’avviso di addebito INPS si propone in termini molto stretti e solo quando ci sono i presupposti.

L’opposizione avviene se possibile prima con ricorso amministrativo, ma questa domanda di autotutela non basta ad interrompere i termini per introdurre il ricorso.

Ed infatti l’opposizione all’avviso INPS va proposta entro 20 giorni o entro 40 giorni, a seconda delle contestazioni da presentare all’INPS con il ricorso.

Le caratteristiche di ogni avviso di addebito INPS ed il fondamento della sua normativa sono esplicate nella Circolare INPS n. 168/2010.

E difatti se si contesta la mancata notifica di un atto precedentemente notificato dall’INPS il termine per l’opposizione è di appena 20 giorni dalla notifica.

Cartella Equitalia per debito INPS?

Quando si parla di debiti INPS si parla di avvisi di addebito e non di cartelle esattoriali.

E difatti dal 2011 in poi, l’INPS procede direttamente all’iscrizione a ruolo di questi atti detti “avvisi di addebito” che sostituiscono le vecchie “cartelle esattoriali”.

Per chi scopre oggi di avere un debito Equitalia tuttavia poco cambia, essendo necessario comunque affrontare l’eventuale causa contro l’Agenzia delle Entrate Riscossione e l’INPS per ottenere la cancellazione del debito per l’eventuale prescrizione del credito previdenziale.

All’interno di una intimazione di pagamento che potresti ricevere oggi dall’Agenzia Entrate Riscossione, potresti tuttavia trovare delle voci per INPS denominate ancora “cartella esattoriale” in quanto atti emessi prima del 2011.

Cosa fare per un avviso INPS basato sull’accertamento IRPEF?

Ti domandi cosa fare se hai ricevuto un avviso di addebito da parte dell’INPS dopo aver ricevuto un accertamento fiscale per evasione IRPEF?

Ebbene potresti ricadere nell’ipotesi del cosiddetto Doppio Accertamento: questo è il caso che ricorre quando seguendo le orme dell’Agenzia delle Entrate, l’INPS considera che il maggior reddito realizzato secondo l’accertamento debba essere soggetto anche all’applicazione dei contributi previdenziali.

In questo caso, dopo la ricezione dell’avviso di addebito INPS sarà necessario impugnare l’atto entro 40 giorni davanti il Tribunale, per contestare la pretesa di queste somme, quando basate solo sull’accertamento dell’Agenzia delle Entrate (che non fa prova di nulla nei rapporti tra cittadino e Istituto Previdenziale).

Il destinatario di questo avviso di addebito è possibile si trovi pertanto nella situazione di aver impugnato il primo accertamento dell’Agenzia Entrate in Corte di Giustizia Tributaria, e poi di dover impugnare separatamente questo nuovo atto in Tribunale, talvolta per i medesimi motivi.

Dal momento della notifica dell’accertamento IRPEF, la prescrizione dell’avviso di addebito è sospesa ma non interrotta, con rilevanti conseguenze da esaminare caso per caso.

Da quando decorre il termine di prescrizione delle cartelle INPS?

Non molti sannno che il termine di prescrizione, entro il quale l’INPS può richiedere il pagamento delle somme, varia di anno in anno, in funzione della data entro cui quegli importi andavano pagati (e tale data è prevista con apposite delibere dall’INPS).

Ebbene, con sentenza n. 304/2020 il giudice richiamando i principi già espressi dalla Corte di Cassazione ha affermato che nulla è dovuto dal cittadino per l’avvenuta prescrizione, in quanto:

il dies a quo per la decorrenza del periodo prescrizionale deve essere individuato nel giorno indicato per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi, per quelli maturati nell’anno 2011 la data è quella del 9 luglio 2012, come prorogata dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 giugno 2012.

Nella fattispecie l’INPS non aveva mai sollecitato in alcun modo il pagamento del proprio credito sorto in data 9 luglio 2012, ai sensi di quanto accertato con la sentenza de quo.

Ergo, in data 23 agosto 2017 il credito già doveva considerarsi prescritto, non avendo oltretutto, l’Ente Previdenziale, posto in essere alcun atto interruttivo della prescrizione.

La sospensione della prescrizione INPS durante l’emergenza Covid19

Durante l’emergenza Covid19 il decorso della prescrizione INPS è stato sospeso in alcuni periodi.

La legga ha infatti previsto il blocco delle cartelle e degli avvisi di accertamento, ed ha quindi conseguentemente prorogato i termini a disposizione dell’INPS per agire contro i contribuenti.

La prima sospensione è stata prevista tra il 23/2/2020 ed il 30/6/2020.

La seconda sospensione è stata prevista tra il 31/12/2020 ed il 30/6/2021.

Dunque per 129 giorni (durante la prima sospensione) e per 182 giorni (durante la seconda sospensione) l’INPS non ha potuto notificare atti, e potrebbe oggi essere ancora in tempo per la notifica di cartelle riferite, per esempio, all’anno 2015.

La sospensione della prescrizione non riguarda invece gli avvisi bonari, come da ultimo affermato da una sentenza del Tribunale di Roma ottenuta dal nostro studio a settembre 2023.

Gli avvisi di addebito INPS per la gestione separata

Spesso l’INPS notifica atti di avvisi di addebito relativamente la gestione separata.

Ciò sia per i professionisti che non dovevano iscriversi all’INPS, sia per altri lavoratori che non si sono iscritti vuoi a ragione vuoi a torto alla gestione separata.

La gestione separata è forma residuale, a cui devono iscriversi tutti coloro che non siano iscritti in altra gestione previdenziale.

Anche con riferimento agli avvisi di addebito INPS per la gestione separata può valere la pena di presentare opposizione per prescrizione o per gli altri motivi di cui discutiamo qui.

Contributi INPS dichiarati ma non versati

La Corte di Cassazione ha ripetutamente affermato che “il fatto costitutivo dell’obbligazione contributiva è costituito dall’avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito … costituente la base imponibile per il calcolo del contributo”. 

Ancora: “la decorrenza del termine di prescrizione dipende dall’ulteriore momento in cui la corrispondente contribuzione è dovuta e quindi dal momento in cui scadono i termini di pagamento di essa”.

Quindi se anche i contributi sono stati indicati in dichiarazione dei redditi, la prescrizione è di 5 anni, e non vale l’argomento dell’INPS secondo cui la dichiarazione sarebbe un riconoscimento del debito.

Intimazione di pagamento per cartella ENPALS

Può capitare di ricevere una intimazione di pagamento per contributi ENPALS (Fondo Lavoratori dello Spettacolo e Fondo sportivi Professionisti) ovvero del vecchi istituto di previdenza per queste categorie di lavoratori,

L’ENPALS è stato soppresso nel 2011 è è confluito nell’INPS, che ne ha ereditato crediti e debiti.

Una intimazione di pagamento diventa quindi il momento utile per impugnare la cartella esattoriale ex ENPALS, dove sia possibile sostenere che:

  1. non si è ricevuta notifica della cartella ENPALS prima;
  2. è maturata la prescrizione tra la notifica della cartella ENPALS e la data di ricezione dell’intimazione di pagamento.

Per quanto riguarda i termini di impugnazione delle cartelle ENPALS valgono le stesse regole previste per gli avvisi di addebito INPS.

Rateizzazione dell’avviso di addebito

L’avviso di addebito può essere oggetto di richiesta di rateizzazione.

Il tempo di rateizzazione varia a seconda della fase in cui ci troviamo:

  1. in caso di fase amministrativa (prima della notifica dell’avviso di addebito) la reteizzazione va richiesta all’INPS in 24 mesi, 36 mesi su autorizzazione del Ministero del Lavoro, e 60 mesi in caso di incertezze interpretative o fatti dolosi di terzi;
  2. dopo la notifica dell’avviso di addebito: la rateizzazione si chiede all’Agenzia Entrate Riscossione nei termini di 72 o 120 rate mensili.

La rateizzazione deve riguardare tutti i debiti pendenti con l’INPS e può riguardare solo quelli scaduti (non quelli in scadenza).

Esempio di avviso di addebito INPS

Si rappresenta a seguire la prima pagina di un avviso di addebito INPS.

Nelle pagine successive l’INPS indica il dettaglio del debito, da cosa deriva e per quali importi, come sono calcolati gli interessi e come va impugnato l’avviso di addebito.

avviso addebito INPS
avviso addebito INPS

Esempio di avviso di bonario INPS

Si rappresenta a seguire la prima pagina di un avviso bonario INPS, anche descritto come “Accertamento” INPS.

Nelle pagine successive l’INPS indica il dettaglio del debito, da cosa deriva e per quali importi, come sono calcolati gli interessi e come va impugnato l’avviso di addebito.

avviso bonario inps
avviso bonario inps

Come impugnare l’avviso bonario INPS?

L’avviso bonario INPS può essere impugnato con ricorso amministrativo o, nei casi più meritevoli, con ricorso in Tribunale.

L’ammissibilità dell’impugnazione contro l’avviso bonario è espressamente prevista dalla legge ed in particolare ai sensi dell’Art. 24, comma 3 e comma 4, D.Lgs. n. 46/1999 secondo cui:

“(Iscrizioni a ruolo dei crediti degli enti previdenziali)
co. 3. Se l’accertamento effettuato dall’ufficio è impugnato davanti all’autorità giudiziaria, l’iscrizione a ruolo è eseguita in presenza di provvedimento esecutivo del giudice”.

Ne consegue che dopo l’impugnazione, occorrerà un provvedimento del giudice prima che l’INPS possa affidare l’atto all’Agenzia delle Entrate Riscossione ex Equitalia.

Avviso di addebito per Contributi INPS non dichiarati

In caso di contributi INPS non dichiarati, come ad esempio per chi dopo aver prodotto un reddito, non ha inserito in dichiarazione le somme dovute alla gestione separata INPS, allora il discorso è simile.

L’INPS afferma che il reddito sarebbe stato “occultato dolosamente”, nel senso che il contribuente avrebbe nascosto all’istituto di previdenza che le somme erano dovute.

Ma se il contribuente ha presentato la dichiarazione questo è solo parzialmente vero.

Anche in questo caso, la Cassazione non pare ad oggi dare ragione all’INPS, in quanto con diverse sentenze ha affermato: “dovendosi escludere che possa stabilirsi un automatismo, come sembra pretendere l’Istituto, tra la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi e l’occultamento doloso del debito contributivo”.

Avviso INPS per gestione agricola

Gli iscritti alla gestione agricola INPS posso ricevere un avviso di addebito INPS per vari motivi, ma tra i più frequenti motivi di lite troviamo:

  1. le contestazioni INPS sulla natura di imprenditore agricolo o coltivatore diretto;
  2. le liti sui benefici alle società agricole.

Cartella INPS per gestione commercianti

Gli iscritti alla gestione commercianti INPS sono molti e questo spesso comporta contenziosi in merito ai contributi da questi dovuti.

L’iscrizione alla gestione commercianti INPS è obbligatoria per gli imprenditori commerciali, ovvero coloro che svolgano attività di impresa nel commercio, terziario e turismo.

Per gli amministratori di società che siano anche soci si è a lungo discusso della necessità della doppia iscrizione INPS, sia in gestione commercianti che in gestione separata.

Se il socio fa solo l’amministratore deve iscriversi alla gestione separata, se l’amministratore è dipendente deve iscriversi alla gestione commercianti.

La gestione commercianti INPS impone il pagamento del 24,09% dei redditi derivanti dall’attività svolta, con un minimo annuo di 3.850,00 euro circa.

Se il commerciante riceve utili da una quota o dalle azioni di una società, ma in essa non lavora, su tali importi non si calcolano i contributi dovuti dall’INPS e quindi l’eventuale avviso è impugnabile.

Avviso INPS per l’amministratore di società

La nomina formale quale amministratore di società di regola giustifica la richiesta di versamento dei contributi INPS alla gestione commercianti.

Capita tuttavia che l’INPS domandi i contributi anche per i periodi in cui l’amministratore era stato cancellato dal registro delle imprese quale amministratore.

In questi casi si può provare a domandare l’annullamento in autotutela e poi in caso di mancato riscontro procedere con impugnazione in Tribunale dell’avviso di addebito.

Ci sono poi delle situazioni in cui, nonostante la nomina quale amministratore, questo non ha percepito compensi e non ha lavorato nella società; in questi casi può tornare utile l’interpretazione fornita dalla corte di Cassazione secondo cui:

“per cui con riferimento alle società non è sufficiente la qualità di amministratore a far sorgere l’obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali, essendo necessaria anche la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza”

(Cassazione civile, Sez. Lavoro, Ordinanza 13/2/2020, n. 3637; nello stesso senso: Cassazione civile, Sez. Lavoro, Ordinanza 14/2/2020, n. 3829 e, da ultimo, Cassazione civile, Sez. Lavoro, Ordinanza 1759/2021).

Avviso INPS per gestione affittacamere e B&B

Capita al gestore di affittacamere, B&B e casa vacanze di ricevere avvisi di addebito INPS per l’iscrizione obbligatoria che è mancata.

Ai fini di capire se l’iscrizione alla gestione INPS è dovuta o meno bisogna guardare al se vi è organizzazione imprenditoriale o meno.

La normativa della Regione Lazio per i bed and breakfast fa riferimento all’occasionalità dell’attività da svolgere nel B&B, con il riferimento ad una chiusura annua di 120 giorni.

Il titolare potrebbe quindi trovarsi iscritto d’ufficio alla gestione commercianti dal parte dell’INPS con la ricezione di un avviso di addebito per alcuni anni arretrati e con le relative sanzioni.

In tal caso, l’avviso di addebito potrebbe essere contestato con ricorso amministrativo e poi con ricorso in tribunale ricorrendone i presupposti.

Prescrizione in 5 anni per gli avvisi di addebito INPS

Il fatto che gli avvisi di addebito INPS e le cartelle esattoriali dell’Agenzia Entrate riscossione contenenti voci per debiti INPS si prescrivano in 5 anni trova conferma nelle sentenze della Corte di Cassazione.

E difatti dalla sentenza Sezioni Unite n. 23397/2016 in poi la scadenza del termine per proporre opposizione avverso la cartella di pagamento, pur determinando la decadenza dall’impugnazione, produce come effetto unicamente l’irretrattabilità del credito contributivo, ma non determina la conversione del termine prescrizionale breve in quello ordinario decennale.

La cartella infatti resta un atto amministrativo e non acquisisce mai valore di giudicato, come sarebbe per una sentenza.

Se anche tu hai ricevuto un avviso di addebito o un avviso bonario da parte dell’INPS contattaci per una prima consulenza, siamo uno studio legale di cassazionisti a Roma con specifica esperienza in materia.


Hai vissuto un'esperienza simile? Scrivici.

Possiamo aiutarti.

Il nostro studio legale di avvocati cassazionisti è pronto ad aiutarti in ogni passo del tuo caso. Non esitare a contattarci per una consulenza iniziale. Per rendere il processo più rapido ed efficiente, ti invitiamo a inviarci tutta la documentazione necessaria.





    4 commenti su “Avviso di addebito INPS, cosa c’è da sapere”

    1. avvocato ho ricevuto un avviso inps per l’anno 2017, prima non ho mai ricevuto altri avviso anche bonari. sono in gestione separata. l’atto si può impugnare e se si come

    2. Ennio Fioravante Varelli

      Buongiorno.
      Sono docente nella scuola secondaria superiore, ingegnere libero professionista, alle prese con l’annosa questione della gestione separata Inps. Ho ricevuto da un mesetto la richiesta di pagamento per il 2017, caricata di sanzioni ed interessi.
      Si può fare ricorso contro il pagamento di sanzioni ed interessi, dal momento che non siamo evasori fiscali, ma cittadini alle prese con una legislazione carente ed un’applicazione truffaldina?
      Vi ringrazio per l’attenzione.

      1. Avv. Marcello Padovani

        salve, ci contatti tramite email inviando copia dell’avviso bonario o dell’avviso di addebito. Le indicheremo se la possiamo aiutare e come. Cordiali saluti

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Torna in alto