Come ottenere copia della documentazione sottoscritta in banca

L’avvocato per i contratti di AssiMutuo e Mutuo Abbey National (UniCredit)

Hai stipulato un mutuo con la Abbey Nation Bank e oggi UniCredit gli domanda il pagamento di un conguaglio sul capitale?

Cerchi un avvocato per la tua pratica contro UniCredit? Forse non sai che una recente sentenza del Tribunale di Roma ha affermato che la Banca non può chiederti il conguaglio e che al massimo deve essere l’assicurazione AVIVA a pagare.

Ma andiamo con ordine.

Se anche tu tra il 1997 ed il 2000 hai firmato un contratto di Assimutuo Abbey, allora ben sai che il tuo è un contratto complesso, composto da:

  • un parte Assicurativa, iniziata con la Commercial Union o oggi con Aviva Assicurazioni;
  • una parte bancaria, costituita da un mutuo, originariamente finanziato dalla Abbey, divenuta poi UniCredit.

Alla fine del piano di ammortamento, il mutuo e la polizza prevedevano un conguaglio, che nelle intenzioni di chi ha preso in prestito le somme pare sarebbe stato un importo in più da ricevere dall’assicurazione, sia per il caso di vita che di morte dell’assicurato.

Oggi al termine del piano di ammortamento molti si vedono recapitale dalla banca richieste di 10 20 o 30 mila euro per saldare il capitale residuo, che non risulta coperto dal contratto di assicurazione (ed il cui andamento era capitalizzato e legato all’andamento di alcuni Fondi di investimento).

La questione – che riguarda centinaia di persone – è stata segnalata anche con una interrogazione parlamentare.

Una buona notizia per chi ha sottoscritto il contratto in questione viene dalla sentenza del Tribunale di Roma del 22/10/2019, con la quale è stato previsto che:

“dall’analisi della Convenzione Assicurativa, del Contratto Assicurativo (comprensivo del Contratto di Capitalizzazione e dell’Assicurazione Temporanea Caso Morte) e della Nota informativa, emergono chiaramente le diverse caratteristiche delle differenti coperture assicurative previste nei confronti delle diverse tipologie di
beneficiari, rispettivamente, dal Contratto di Capitalizzazione e dall’Assicurazione temporanea caso morte.
Rispetto all’Assicurazione temporanea caso morte, non è in contestazione l’obbligo della Compagnia assicuratrice di corrispondere, in caso di decesso del contraente/assicurato,
un importo predeterminato di lire 144.500.000, pari al capitale mutuato, così come previsto nella Proposta -Certificato.
Più precisamente, come previsto dall’art. 4 della Convenzione Assicurativa, qualora il contraente/assicurato estingua il mutuo al termine concordato, in caso di decesso dello stesso ” entro la scadenza del Contrat to “, la Banca sarebbe stata beneficiaria del ” capitale assicurato ” caso morte per un importo pari al capitale mutuato (Ipotesi 3) .
Si tratta di una previsione coerente con il fatto che in tale ipotesi il contraente/assicurato deceduto avrebbe pagato alla B anca mutuante tutte le rate del mutuo per la sola quota interessi, sicché l’intera quota capitale sarebbe stata corrisposta dall’Assicurazione ” a titolo di capitale assicurato caso morte”.

Ancora secondo il Tribunale di Roma:

” Conseguentemente, deve concludersi che la locuzione prevista nel primo capoverso della lett. a) del più volte citato art. 4 della Convenzione Assicurativa va interpretata secondo il suo significato letterale, in base al quale, in caso di estinzione del mutuo a lla scadenza naturale da parte del contraente assicurato in vita, la Compagnia assicurativa garantisce alla Banca Beneficiaria, in qualità di Contraente della Convenzione, la liquidazione del ” capitale a scadenza, per un importo [fisso] pari al capitale mutuato “.

In tale caso (Ipotesi 1), quindi, la Convenzione Assicurativa prevede che la Compagnia liquidi a favore della Banca beneficiaria un ” capitale fisso ” di importo pari al capitale mutuato, con la conseguenza che rimane a carico della Compagnia assicuratrice, e non del contraente assicurato, il rischio che, alla scadenza dei due contratti collegati, il capitale determinato sulla base delle rivalutazioni dei premi assicurativi mensili corrisposti dall’assicurato e delle relative rivalutazioni risultasse inferiore al capitale mutuato.

D’altro canto, come innanzi detto, in nessun punto delle Condizioni Generali e delle Condizioni Speciali del Contratto di Capitalizzazione, e neppure nella Nota informativa si accenna al fatto che anche la Banca sarebbe stata beneficiaria, al termine del contratto, soltanto del capitale variabile, maturato secondo le disposizioni dello stesso Contratto di Capitalizzazione.
Quanto innanzi detto trova ulteriore conferma nel fatto che, con il contratto di mutuo fondiario stipulat o il 30.12.1998, collegato a quello assicurativo per cui è causa, il mutuatario, pur avendo garantito tramite il rilascio di garanzia ipotecaria, il rimborso dell’intero capitale mutuato, all’art. 2, lett. B) si è espressamente obbligato a pagare alla Banca soltanto “gli interessi sulla somma, come erogata, a mezzo di numero 180 […] rate mensili, salvo quanto infra precisato … “.
Inoltre, né nell’articolo in esame, né in altro, si fa cenno all’eventuale obbligo del mutuatario di restituire, alla scadenza con trattuale, parte del capitale mutuato nell’ipotesi in cui la Compagnia assicuratrice avesse a tale data rimborsato soltanto una parte del capitale mutuato, qualora il capitale a scadenza rivalutato nei modi e nelle forme previste dal contratto di capitaliz zazione avesse avuto un rendimento inferiore rispetto all’importo dovuto alla Banca a tale titolo.
L’unica precisazione prevista in tale articolo è quella relativa all'”importo di ciascuna rata a carico del mutuatario, costituito dalla sola quota interesse , interesse convenuto ed accettato inizialmente nella misura dello … “.
14. In conclusione, in accoglimento della questione pregiudiziale relativa alla sussistenza della garanzia assunta Compagnia assicuratrice nei confronti della Banca circa il  ersamento di un capitale fisso pari al capitale mutuato, la domanda attorea va parzialmente accolta nel senso che va accertato e dichiarato che la Banca mutuante non ha diritto a richiedere a R****O T****o l’importo di EUR 14.211,28 oltre interessi e mora a titolo di differenza tra quanto versato dalla Assicurazione in occasione della liquidazione della Polizza assicurativa e quanto dovuto per la quota capitale del mutuo stipulato il 30.12.1998 con l’allora Abbey National P.L.C. , essendo esclusivamente A****A P****E S.p.A. obbligata a versare tale ulteriore importo in favore di C****O S.p.A. in forza del Contratto di assicurazione per cui è causa“.

In sostanza, il Tribunale di Roma ha affermato che UniCredit nulla può chiedere al cliente e che al massimo è l’Assicurazione AVIVA a dover rimborsare il residuo ad UniCredit.

Se anche tu hai stipulato un mutuo con la Abbey National e con Aviva e oggi hai conseguentemente una richiesta di conguaglio da parte di UniCredit, contattaci per una prima consulenza senza impegno.

Se invece hai un altro problema bancario e cerchi uno studio legale che si occupi di cause contro le banche, leggi la nostra guida.

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