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2022 bollente: in arrivo milioni di cartelle esattoriali

Le cartelle Equitalia

Le Cartelle Equitalia sono i realtà gli atti con cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione procede alla riscossione esattoriale.

Quindi, dopo che l’Agenzia delle Entrate o l’altro Ente creditore trasmette il “Ruolo” ad Equitalia, questa provvede alla notifica della cartella esattoriale al contribuente.

Le cartelle Equitalia devono essere notificate secondo le regole proprie della notifica degli atti giudiziari, con alcune particolarità.

Una cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione può essere oggetto di rateizzazione o di impugnazione in termini molto stretti, che variano da 20 a 60 giorni.

Nel momento in cui ricevi notifica di una cartella esattoriale, sottoponila subito all’attenzione di un avvocato che si occupi di cartelle e debiti fiscali.

Hai ricevuto una cartella esattoriale per il mancato pagamento di tasse e contributi?

In arrivo nell’autunno 2021 le cartelle e gli avvisi di pagamento scaduti tra l’8 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2021.

E difatti gli atti Equitalia che sono stati sospesi durante il lungo periodo di emergenza Covid19, saranno notificati ai contribuenti “secondo l’ordine cronologico di emissione“.

Con il decreto Aprile 2021 è stato introdotto il condono delle cartelle relative al periodo 2000-2010, relativamente ai contribuenti con debiti di importo fino a 5.000 euro per cartella e con ISEE non superiore a 30.000 euro.

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Se anche tu hai un problema fiscale con l’Agenzia delle Entrate (ex Equitalia), allora sei sulla pagina giusta per cominciare a capire come comportati.

Come difendersi dalle cartelle esattoriali

Hai ricevuto una cartella esattoriale o una intimazione di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione?

Non disperare, c’è una soluzione a tutto. L’importante è rivolgersi ad un avvocato o ad un commercialista per difenderti. Come?

Eccependo che l’avvocato incaricato dall’Agenzia è privo di potere a difendere il Fisco.

Secondo la sentenza n. 28684 della Cassazione del 9 novembre 2018:

la decisione di avvalersi di avvocati del libero foro per la difesa in giudizio per essere valida presuppone, in linea generale: a) che si sia in presenza di un “caso speciale”; b) che intervenga una preventiva, apposita e motivata delibera dell’organo deliberante; c) che tale delibera sia sottoposta agli organi di vigilanza (per casi analoghi, v: Cass. civ., sez. un., 20-10-2017, n. 24876; Cass. 9 maggio 2011, n. 10103; Cass. 23 marzo 2011, n. 6672; Cass. 13 maggio 2016, n. 9880); d) che sia prodotta in giudizio idonea documentazione in merito alla sussistenza dei due suddetti elementi (vedi: Cass. 14 ottobre 2011, n. 21296; Cass. 10 giugno 2010, n. 13968; Cass. 17 maggio 2007, n. 11516; Cass. 2 maggio 2007, n. 10099; Cass. SU 16 giugno 2005, n. 12868)”.

È necessario, quindi, verificare se il difensore dell’Agenzia delle Entrate Riscossione sia munito dei poteri di cui sopra.

Se hai bisogno di un consulto in materia contattaci senza impegno.

La decadenza dell’agente della riscossione (ex Equitalia) nelle cartelle 2020-2021

In base all’articolo 157 del Dl 34/2020, i provvedimenti impositivi diversi dalle cartelle di pagamento – avvisi di accertamento e non solo – in scadenza a fine 2020 devono essere emessi entro il 31 dicembre 2020 e notificati nel 2021.

Nonostante il silenzio della norma, trattandosi di termini afferenti l’esercizio del potere di controllo del Fisco, anche la scadenza per l’emissione dell’atto, e non solo quella di notifica dello stesso, deve qualificarsi come decadenziale, come di recente confermato dalla Cassazione (ordinanza 15545/2020).

In questo caso si potrebbe configurare la decadenza dell’Agenzia delle Entrate dal potere di riscuotere a mezzo ruolo.

Tale possibilità si pone in particolare per le cartelle del 2021 pervenute al contribuente ma emesse nel 2020 durante la sospensione Corona Virus. Equitalia deve infatti provare che l’emissione della cartella è avvenuta prima dello spirare del termine di decadenza previsto dalla legge.

La prescrizione delle cartelle esattoriali 2021

Le cartelle esattoriali notificate nel 2021 sono soggette a particolari termini di prescrizione e decadenza.

E infatti, se normalmente i termini di prescrizione e decadenza sono fissati dalla legge nel 31 dicembre del terzo, quarto o quinto anno successivo, a seguito dell’emergenza Covid19 sono stati previsti dei termini di sospensione.

L’art. 4 del d.l. 41/2021 (Decreto Sostegni) ha previsto una proroga di 24 mesi della sospensione e decadenza, su tutti i carichi affidati all’Agenzia Riscossione nel periodo compreso tra il 8/3/2020 ed il 31/12/2020.

Ma per le cartelle in scadenza nel 2020 nulla è previsto, con la conseguenza che pare applicabile solo la sospensione di 14 mesi prevista dall’art. 157 co. 3 del d.l. 34/2020.

Ad esempio questa norma – relativa la sospensione di soli 14 mesi riguarda:

  1. la liquidazione delle dichiarazioni presentate nel 2017;
  2. gli affidamenti all’agenzia riscossione precedenti all’8/3/2020 e relativi a contributi previdenziali, tributi locali, bollo auto e accertamenti esecutivi.

Il pagamento delle cartelle esattoriali 2022

Il pagamento delle cartelle esattoriali pervenute nel 2022 è possibile con alcune peculiarità.

Fermo restando che dal momento della notifica della cartella il termine per l’impugnazione resta di 60 giorni, il termine per il pagamento è previsto in 180 giorni, senza necessità di pagare interessi di mora e con l’aggio di riscossione al 3% (non al 6% in caso di pagamento dopo 60 giorni).

La proroga a 180 giorni per il pagamento delle cartelle non riguarda gli atti di riscossione notificati da Comuni o concessionari privati diversi dall’Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia).

Per quanto concerne la rateizzazione, torna a 5 il numero di rate non pagate dopo le quali si decade dalla rateizzazione concessa ed a 60 mila euro l’importo per il quale è data la rateizzazione senza necessità di dimostrare lo stato di difficoltà economica del richiedente.

Il pagamento delle cartelle esattoriali dopo il 1/4/2022

Il pagamento delle cartelle esattoriali pervenute dopo il 1/4/2022 torna alla normalità con la previsione del termine di 60 giorni.

Il termine è di 5 giorni se invece di una cartella esattoriale ricevi una intimazione di pagamento.

Se non si paga entro 60 giorni, sulle somme indicate nella cartella si versano gli interessi di mora al tasso determinato annualmente dal MEF, ed attualmente fissato nel 2,68%.

Le cartelle esattoriali Equitalia

L’agente pubblico della riscossione torna a bussare alle nostre porte. Come detto, sono 9 milioni le cartelle esattoriali in arrivo.

Si tratta di versamenti di somme dovute da cartelle di pagamento, accertamenti esecutivi, accertamenti esecutivi doganali, ingiunzioni fiscali degli enti territoriali e accertamenti esecutivi dei Comuni.

Le cartelle esattoriali di Equitalia sono una sorta di “ultimo avviso”, un invito al pagamento con il quale il Fisco comunica che in caso di mancato pagamento entro 60 giorni si procederà ad esecuzione.

Con la cartella esattoriale a volte scopri di essere debitore del fisco, mentre altre volte già lo sai e questo è l’ultimo momento utile per impugnare il tuo debito.

Quanto costa impugnare le cartelle esattoriali

Se ti domandi quanto costa impugnare le cartelle esattoriali, qui troverai alcune piccole informazioni per orientarti.

Un Avvocato per cartelle esattoriali ti chiederà sicuramente un compenso per seguire queste pratiche, e questo compenso dipenderà da diversi fattori:

  1. qual’è il valore delle tue cartelle esattoriali?
  2. la tua cartella esattoriale va impugnata in Tribunale o in Commissione Tributaria?
  3. la tua cartella va impugnata al Giudice di Pace?
  4. quanto è complessa la questione sottostante la tua cartella esattoriale?
  5. quali sono le probabilità di vittoria nella tua causa contro Equitalia?

A seconda della risposta da dare alle domande indicate sopra, il costo per impugnare le cartelle esattoriali può andare da poche centinaia di euro ad alcune migliaia di euro.

Un avvocato preciso e onesto ti sottoporrà un preventivo chiaro di quelli che sono i costi per spese vive e per suoi compensi a cui andai incontro nella tua pratica contro Equitalia.

Le pratiche contro Equitalia

Sono molte le pratiche contro l’Agenzia delle Entrate Riscossione, ex Equitalia che necessitano di un avvocato.

E difatti potresti aver ricevuto uno dei seguenti atti dal Fisco:

  1. Avviso Bonario
  2. Accertamento
  3. Cartella esattoriale
  4. Intimazione di pagamento
  5. Preavviso di fermo amministrativo
  6. preavviso di iscrizione di ipoteca
  7. Pignoramento dello stipendio 
  8. Pignoramento della pensione
  9. Pignoramento presso terzi
  10. Pignoramento conto corrente
  11. Pignoramenti immobiliare

Tutti questi atti sono impugnabili con un avvocato che si occupi di cartelle esattoriali e diritto tributario, ma per ciascuno ci sono specificità e termini da osservare che richiedono immediata attenzione. 

Inviare la tua cartella esattoriale all’avvocato dopo alcune settimane o mesi, potrebbe significare che hai compromesso ogni possibilità di far valere i tuoi diritti contro Equitalia.

Come ridurre i debiti con Equitalia

Se cerchi un avvocato esperto in debiti e soluzione delle questioni debitorie, allora hai bisogno di un avvocato che si occupi tanto di diritto bancario quanto tributario.
E infatti spesso chi ha smesso di pagare il fisco, prima ha smesso di pagare le banche.
A volte la soluzione per ridurre i debiti Equitalia viene dalle opposizioni con delle cause, altre volte da procedure più complesse come la composizione della crisi da sovraindebitamento, il concordato preventivo, o l’accordo di ristrutturazione dei debiti.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente sei il destinatario di un atto dell’Agenzia delle Entrate Riscossione e quindi avari ricevuto una cartella, un pignoramento, un preavviso di fermo amministrativo o un altro atto.

Qualora invece tu stia cercando risposte sulle casistiche più frequenti in cui c’è necessità di un avvocato che si occupi di diritto tributario, leggi al link.

Cerchi uno studio legale che si occupi di diritto tributario a Roma o a Milano, o uno studio legale per impugnare una cartella esattoriale a Roma, contattaci per una prima consulenza senza impegno, inviato copia scansionata dell’atto ricevuto dall’Agenzia Entrate Riscossione.

 

 


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Se cerchi uno studio legale esperto e affidabile che si occupi del tuo caso, contattaci per una prima consulenza senza impegno. Per agevolare le pratiche cerca di inviare tutta la documentazione necessaria.





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