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L’Avvocato per l’Amministrazione di Sostegno a Roma

Vuoi ottenere la nomina di un amministratore di sostegno, per te o per altri? Cerchi un avvocato a Roma che si occupi di amministrazione di sostegno?

Ritieni che una persona si stia approfittando dell’infermità di un tuo caro? 

Ti hanno notificato un ricorso per l’amministrazione si sostegno e ti vuoi difendere per opporti alla nomina o per ottenere la nomina di una persona che ritieni più adeguata?

Sei sulla pagina giusta per capire come fare e puoi continuare a leggere, in quanto in questo articolo cerchiamo di  rispondere alle domande più frequenti.

Che cos’è l’amministrazione di sostegno?

L’amministratore di sostegno è un istituto diretto a tutelare quelle persone che, per effetto di un’infermità, di una menomazione, di una malattia, di una disabilità, di una demenza senile, si trovano nell’impossibilità (anche parziale o temporanea) di provvedere ai propri interessi. 

La misura è diretta a ridurre nel modo minore possibile la capacità d’agire del beneficiario.
Può essere chiesta anche in previsione di una propria eventuale futura incapacità.

Come si chiede l’amministrazione di sostegno?

Con ricorso al Tribunale del luogo di residenza si chiede che il giudice tutelare nomini una persona – detta amministratore di sostegno – che abbia cura della persona e del patrimonio del beneficiario. 

La scelta dell’amministratore di sostegno avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario.

Se ti trovi a Roma il ricorso si propone al Tribunale sezione volontaria giurisdizione, con sede in via Lepanto.

Chi può fare ricorso per  l’amministrazione di sostegno?
Il ricorso può essere proposto:

  • dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato
  • dal coniuge
  • dalla persona stabilmente convivente
  • dai parenti entro il quarto grado
  • dagli affini entro il secondo grado
  • dal tutore o curatore
  • dal pubblico ministero

I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona, se sono a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti a proporre al giudice tutelare il ricorso o a fornirne comunque notizia al pubblico ministero.

Come funziona il giudizio per la nomina di un amministratore di sostegno?

Dopo il deposito del ricorso in Tribunale nella sezione volontaria giurisdizione, il Giudice fissa un’udienza per la comparizione personale del beneficiario e delle persone a lui più vicine. 

Il beneficiario ed i suoi cari si possono opporre alla nomina, provando che non ci siano i presupposti oppure possono associarsi alla richiesta semplicemente oppure indicando una diversa persona che ritengono più adeguata allo scopo.

Chi viene scelto come amministratore di  sostegno?

Nella scelta della persona da nominare amministratore di sostegno, il giudice tutelare preferisce, se possibile:

  • il coniuge che non sia separato legalmente
  • la persona stabilmente convivente
  • il padre, la madre
  • il figlio
  • il fratello o la sorella
  • il parente entro il quarto grado
  • il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.
  • in caso di lite in famiglia, l’amministratore di sostegno può essere un avvocato o altro professionista iscritto nell’elenco di Roma Capitale.

Non possono ricoprire le funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il beneficiario.

L’amministrazione di sostegno per le scelte sanitarie: il vaccino per il C0vid19 alle persone ricoverate in RSA e case di cura a Roma

Liti in corso tra case di cura e famiglie degli anziani ricoverati in merito alla somministrazione del vaccino per il Corona Virus.

E difatti, dove l’anziano non è in grado di esprimere un consenso informato e consapevole relativamente alla opportunità di accettare la somministrazione del vaccino anti COVID-19 (prima dose + richiamo), la scelta deve ricadere su altri.

In questi casi la normativa prevede che “il consenso informato e consapevole” sia rilasciato da un Tutore o da un Curatore o da un Amministratore di Sostegno, oppure da un “fiduciario” ai sensi delle Disposizioni Anticipate di Trattamento.
Cosa succede quanto la famiglia si oppone al vaccino e la struttura invece pretende il trattamento?
Ebbene in questi casi la struttura potrebbe domandare la nomina di un amministratore di sostegno per le scelte sanitarie, anche solo limitatamente all’applicazione della misura.
Non pare infatti congrua l’applicazione di un TSO ovvero trattamento sanitario obbligatorio.

Quanto costa l’avvocato per l’amministrazione di sostegno?

Il costo di un avvocato per l’amministrazione di sostegno dipende.

Innanzi tutto in molti casi può non essere utile rivolgersi ad un avvocato per ottenere la nomina di un amministratore di sostegno, quando tutti in famiglia si è d’accordo sul da farsi.

In alcuni casi si tratta di una pratica semplice, per la quale un avvocato può avere una parcella di circa 1000 euro.

In altri casi si creano controversie in famiglia sulla nomina dell’amministratore di sostegno, in questi casi potrebbero essere necessarie attività istruttorie (di raccolta prove, testimonianze, ascolto di persone informate sui fatti, perizie), come potrebbe essere necessario impugnare il provvedimento di nomina dell’ADS. In questi casi il compenso dell’avvocato per l’ADS potrebbe ammontare a cifre significative.

Se cerchi un avvocato o uno studio legale a Roma che si occupi di amministrazioni di sostegno contattaci per una prima consulenza senza impegno.

2 commenti su “L’Avvocato per l’Amministrazione di Sostegno a Roma”

  1. Buongiorno avrei bisogno del vostro aiuto, i miei cugini e i miei zii si stanno approfittando di mia nonna molto anziana facendole disporre dei suoi beni in loro favore (es. intestazione case), vorrei sapere se ci sono i presupposti per far nominare un amministratore di sostegno che possa evitare queste condotte. Siamo a Roma. Grazie

    1. Avv. Marcello Padovani

      Salve, innanzi tutto è da verificare se sua nonna sia in condizioni tali da poter decidere del proprio patrimonio, o se sia divenuta anche solo parzialmente incapace d’agire. E’ aspetto da chiarire con una visita medica. Se sua nonna fosse divenuta incapace, lei in quanto nipote potrebbe domandare la nomina dell’amministratore di sostegno, e sua nonna potrebbe opporsi. In ogni caso, qualora le donazioni di sua nonna verso altri dovessero ledere la sua quota di legittima, dopo la morte lei potrebbe agire per la reintegra nei confronti di coloro che ne hanno beneficiato. Se ha necessità di chiarimenti non esiti a contattarci tramite email o telefono.

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